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CHI NON MUORE SI RIVEDE! Di
Danila Elisa Morelli Arcadia:
movimento letterario o formazione ridotta di un grande
gruppo musicale? Notorius: film di Hitchcock o canzone di “rinascita”? Se ad entrambe le domande
avete dato la seconda risposta, reggetevi forte: i Duran Duran, quelli
veri (Simon Le Bon, Nick Rhodes,
John, Andy e Roger Taylor), sono di nuovo
insieme in studio di registrazione. Il ritorno della band, una delle più significative e valide degli anni Ottanta, non è un caso
isolato: in questo inizio di terzo millennio molti artisti in auge vent’anni fa si riaffacciano, con successo, sulla scena
musicale. Lavorano
come non mai i norvegesi A-ha: l’album del
ritorno ha ottenuto consensi in Europa e Asia, il loro concerto trasmesso via Internet in diretta da Oslo ha avuto tanti spettatori
quanto quello di Madonna, hanno preso parte alla cerimonia del Nobel e stanno
per pubblicare un nuovo LP. Tornano
i New Order, enigmatici fautori di un
genere definito “synthetic pop”: si erano sciolti
dopo aver realizzato World in a motion,
inno della nazionale britannica per i Mondiali di Calcio 1990. A dieci anni di
distanza sono ricomparsi con un singolo, Brutal,
facente parte della colonna sonora del film The Beach, e con un
attesissimo LP, Get Ready,
in grado di non deludere le aspettative dei fan. Rispunta
Terence Trent D’Arby. Qui la sorpresa è doppia perché l’artista celebra
la rinascita con un nuovo nome: Sananda Maitreya. Il suo ultimo lavoro risale a sei anni fa, ma
l’ultimo successo è del 1987, quando si impose con la
sua bellezza esotica e la sua voce graffiante inconfondibile. Appena rientrato ha piazzato subito in classifica il singolo
O Divina. Rinasce
dalle ceneri anche Nikka Costa la cui
carriera canora si era interrotta nell’83, a soli
undici anni, dopo la morte del padre Don. Oggi, stabilitasi a Los Angeles, si ripropone con un’immagine aggressiva ed un singolo, Push
& Pull, che inizia a fare il giro del mondo. Infine
ricompare anche il geniale Bob Geldof. Il suo
nuovo album si intitola Sex, age
and death. Tra
tanti ritorni, il più eclatante è certo quello di Kylie Minogue. Oggi
è una splendida 33enne, ma il pubblico più attento se la ricorda adolescente
quando da regina delle soap-opera divenne regina delle
hit parade (percorso compiuto recentemente dalla sua conterranea Natalie Imbruglia). Pur non
avendo mai smesso di cantare, per tornare in auge le ha dovute tentare tutte:
duetti con Nick Cave e Robbie Williams,
collaborazioni con Paula Abdul (altra diva anni
Ottanta), cambi di etichetta discografica. Alla fine è
bastato indossare una tuta sexy nel video dell’azzeccato I
just can’t get you out of my head! Scorrendo
questa carrellata di redivivi viene da pensare ad un divo dell’epoca che ci ha lasciati per sempre: Michael Hutchence, leader degli INXS. Il suo fantasma aleggia tra
le righe di questo articolo: alla sua morte si era
pensato di sostituirlo con T. T.
D’Arby, era stato fidanzato con Kylie
Minogue ed era l’ex di Paula Yates
che, divenuta moglie di Geldof, si è suicidata lo
scorso anno. |