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NESSUNO AL SUO POSTO
“Cerco di stare al mio posto e di dare un senso al servizio pubblico per il quale lavoro da molti anni. Questo film, il terzo della serie, è forse il più difficile da realizzare. Il modello, irraggiungibile, è Billy Elliott”: parla così il regista Gianfranco Albano (Felipe ha gli occhi azzurri) in occasione dell’ultimo ciak di Nessuno al suo posto. Prodotto dalla Eagle Pictures, il film farà parte di un ciclo di storie sul difficile mondo degli adolescenti ed è l’ultimo della trilogia tutta italiana diretta dal regista: dopo Una vita difficile e Rosafuria, tratti rispettivamente dai romanzi omonimi di Chiara Gamberale e di Patrizia Zappa Mulas, toccherà quindi ad un’altra autrice, Lidia Ravera, assistere alla trasposizione televisiva di un suo libro. Realizzato grazie al supporto della Film Commission Torino Piemonte e dell’Enoteca del Piemonte, Nessuno al suo posto narra la storia di un quattordicenne vittima di una situazione familiare fatta di genitori separati e di famiglie allargate. Quando il padre muore, la legge decide che il ragazzino debba allontanarsi da colei che, con amore e dedizione, si era occupata di lui per molti anni e venga affidato alla madre naturale che lo aveva abbandonato ancora piccolo per rifarsi una vita oltreoceano. Ma è giusto rispettare la carta bollata quando i sentimenti spingerebbero in ben altra direzione? Tra i protagonisti
della fiction si segnalano Vittoria Belvedere nel ruolo della genitrice snaturata
(“Per me, che sono madre nella vita, è difficile immaginare che esistano
persone così… ho cercato di capire il personaggio, una donna apparentemente
forte ma in realtà molto fragile”) ed il sempre ottimo Sergio Fiorentini
che ammette, divertito, di potersi quasi considerare un portafortuna per “l’ottimo
regista e caro amico” Gianfranco Albano. Il film andrà in onda su Rai
Due in primavera. |