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I BANCHIERI DI DIO: NONOSTANTE LE PRESSIONI, SI FARA’
Il film vuole essere “un punto di vista” (la definizione è di Hauer) sugli interessi che gravitavano intorno alla figura del direttore del Banco Ambrosiano incentrandosi soprattutto sul periodo che va dal 1981, anno del processo e del presunto tentato suicidio in carcere, al giugno 1982, quando il banchiere fu trovato impiccato sotto il ponte londinese dei Black Friars. “Purtroppo il ponte dovrà essere ricreato a Belgrado – racconta Ferrara – dato che quello originale è attualmente “impacchettato” per lavori in corso. Torino è invece una location ideale perché per ricostruire i ricchi ambienti del Vaticano le regge sabaude sono il non plus ultra”. Ed è proprio a Torino che in questi giorni attori e regista sono impegnati nelle prime fasi di lavorazione. E’ infatti anche grazie al sostegno della Film Commission Piemonte che è divenuto possibile realizzare questo progetto covato per quasi quindici anni dal regista, già autore de “Il caso Moro” e “Cento giorni a Palermo”. Perché tanto ritardo? “Perché il mio film – dice Ferrara – fa paura. Al punto che la Sezione del Credito Cinematografico della BNL lo sta fermando frapponendo ostacoli alla concessione del finanziamento già decisa dal Ministero dei Beni Culturali. Un vero e proprio attentato alla libertà di espressione... Per parte mia credo di non sprecare la pellicola, di non sporcarla raccontando una storia così importante. Io cerco di non dimenticare, anche e soprattutto i nostri morti.” |