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I LIBRI DI NATALE
Un pomeriggio di ordinaria follia prenatalizia: per le vie del centro super affollate si contano più pacchetti che torinesi (in proporzione di due a uno). La sottoscritta si aggira senza ansia di acquisti con la missione di verificare quali libri verranno donati all’ombra della Mole. Una prima considerazione: se le statistiche dicono il vero, e quindi gli italiani non sono voraci lettori, si potrebbe dire che essi sperano di diventarlo sotto le festività. Le librerie del centro sono prese d’assalto, i commessi appaiono sull’orlo di una crisi di nervi, le casse emettono uno scontrino dietro l’altro e c’è chi, per pagare il conto, stacca un assegno. Seconda considerazione: conducendo un’indagine campione, si scopre che le top-10 di vendita sono diverse e segnalano in maniera evidente gusti, ideali, persino posizioni politiche degli acquirenti. Solo alcuni titoli riescono a collocarsi trasversalmente: il pruriginoso “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” della giovane Melissa P, “Il codice Da Vinci” di Dan Brown, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon ed infine “Arcobaleno” di Banana Yoshimoto. Le differenze appaiono evidenti esaminando le altre posizioni: se alla Mondadori riscuotono successo le opere di Giampaolo Pansa, Bruno Vespa e John Grisham, alla Feltrinelli sono Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Giulio Cesare Giacobbe a farla da padroni mentre alla Luxemburg guida la classifica Corrado Augias con “I segreti di Londra”. Insomma ogni libreria ha i suoi “e-lettori”. Terza considerazione: sotto l’albero non ci saranno le ultime “fatiche” dei comici di Zelig, tanto venduti la scorsa estate, ma testi corposi e rilegati. Unica eccezione “Io uccido” di Faletti che, riproposto in edizione economica, sembra destinato a bissare il successo del Natale 2002. |