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LE GROTTE DI CASTELLANA

di Danila Elisa Morelli ©

E’ un mondo tutto da scoprire, quello delle Grotte di Castellana. E’ un luogo dove il fascino della terra e gli sfiziosi giochi della natura vi accompagnano silenziosi, dove i grandi ambienti, i segni dell’antico passaggio delle acque e le imponenti concrezioni raccontano una storia vecchia di sessanta milioni di anni accendendo in voi curiosità e, perché no, fantasie”: con queste parole Giuseppe Savino, Presidente della Grotte di Castellana s.r.l., descrive il celebre complesso carsico pugliese, un vero e proprio museo naturale sotterraneo, motivo d'orgoglio per l’intera Penisola.

La GraveScoperto da Franco Anelli nel 1938, il sito delle Grotte di Castellana si sviluppa nelle profondità della regione delle Murge. In superficie il panorama è quello classico di queste zone: terra brulla e pianeggiante, vegetazione mediterranea ricca di sempreverdi. In realtà gli splendidi ulivi secolari che impreziosiscono il paesaggio costituiscono i silenziosi guardiani di un tesoro sommerso. I loro tronchi, scultorei, sofferenti, si innalzano infatti poco sopra la nostra meta e si beano di quella stessa luce che illumina la prima sala delle Grotte.

La caverna, cui si accede percorrendo una lunga scalinata posta subito dopo la biglietteria, si chiama Grave. Cento metri di lunghezza, cinquanta di larghezza, sessanta di profondità: sono le misure di questa "bellezza" sotterranea, la prima di molte, l’unica in cui sia concesso ai turisti di scattare fotografie.

L’architettura del luogo è splendida. La spettacolarità è accresciuta dalla presenza di un’enorme crepa nel “soffitto”: un lucernaio naturale da cui, soprattutto d’estate, i raggi del Sole filtrano illuminando i giganteschi gruppi stalagmitici denominati Ciclopi. Il complesso al centro della sala sembra l’Isola Che Non C’è immaginata da Walt Disney per la versione cinematografica di Peter Pan! Ma l'atmosfera magica di questa prima sala è solo l'antipasto di un lauto banchetto: il fantastico viaggio è appena iniziato…

Al termine della Grave, due alte colonne affiancate, soprannominate Colonne d’Ercole, segnalano l’accesso al lungo corridoio visitabile con il prezioso ausilio di una guida: da qui in avanti, è tutta una sequenza di profonde voragini, buie caverne, lunghe gallerie, stretti pertugi, elaborati pilastri,… Madre Natura si rivela un abile architetto: le forme e gli stili si susseguono, non c’è limite alla ricercatezza.
Le rocce sedimentarie assumono agli occhi umani forme e aspetti familiari: dopo la Lupa Romana della prima grotta si incontrano il Cammello ed il Castello presenti nella Caverna dei Monumenti. Sono poi riconoscibili una civetta, una medusa, una Madonnina in Presepe, un Serpente,… C’è addirittura la cosiddetta Calza di Nylon: una sottile stalattite che, all’ingresso del Corridoio dell’Angelo, appare identica ad una seducente calza di seta da donna.


Ma il meglio deve ancora venire. Il capolavoro si trova a circa 1500 metri dalla Grave dove un piccolo portale scavato nell’alabastro immette nella favolosa Grotta Bianca. Il nome deriva dal candore e dalla lucentezza delle concrezioni ivi contenute: chi vi giunge si trova al cospetto della grotta più splendente del Mondo. Volte, archi, colonne: in questa "chiesa" sotterranea c’è addirittura un piccolo laghetto. Da qui si torna indietro rapidamente sino alla Grave dove un comodo ascensore permette ai turisti di risalire senza sforzi in superficie; un po' stanchi forse (tre chilometri di camminata possono risultare lunghi per i più pigri) ma con un ricordo prezioso da conservare per sempre.

 

COME E DOVE

Aeroporto di Bari (50km) o di Brindisi (70km)

con le FFSS fino alla Stazione di Bari; con le Ferrovie del Sud Est fino alle Grotte

da Napoli: AA16 uscita Bari Nord quindi SS16 uscita Conversano - Cozze; da Pescara: AA14 uscita Bari Nord quindi SS16 uscita Conversano Cozze; da Taranto: AA14 uscita Gioia del Colle - Putignano.

 

INFORMAZIONI UTILI

Lungo i tre chilometri del percorso completo o i 1000 metri di quello ridotto, il visitatore è circondato da imponenti stalattiti e stalagmiti, tanto grandi ed antiche quanto delicate: il solo tocco di una mano potrebbe alterarne irrimediabilmente lo sviluppo futuro. Il perché è presto detto: l’acidità e l’impurità dell’epidermide provocherebbero una reazione chimica sulla superficie rocciosa, reazione in grado di renderla “impermeabile” alle gocce d’acqua. Mancando l’apporto dell’acqua e dei minerali in essa contenuti, la concrezione risulterebbe incapace di crescere. Per questo motivo chi visita questa “cattedrale” costruita da Madre Natura deve resistere a qualsiasi tentazione. Il responsabile di un simile gesto non rischierebbe solo una severa sanzione (monetaria e penale) ma, fatto ancor più grave, sarebbe reo di avere compromesso la crescita delle Grotte. Una leggerezza davvero imperdonabile!

I percorsi possibili sono due: quello completo, di 3 km, e quello ridotto, di 1. Il primo permette la visione della splendida Grotta Bianca, il secondo si ferma invece alla Caverna del Precipizio. Il nostro consiglio è, ovviamente, di pagare il biglietto per il tour completo la cui durata è di circa due ore.

In profondità l'umidità raggiunge livelli altissimi. Per questo motivo, anche d'estate, è consigliabile indossare indumenti non leggeri. Ai piedi sono opportune scarpe da ginnastica o comunque dotate di suole antiscivolo.

Altre info: Grotte di Castellana - 70013 Castellana Grotte (Bari) - Italia; www.grottedicastellana.it; grotte@grottedicastellana.it; tel. +39 080 4998211; fax +39 080 4998219.