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ALBEROBELLO

di Danila Elisa Morelli ©

Scorgere un trullo fa, sempre e comunque, un certo effetto: posto tra olivi secolari o accanto ad abitazioni moderne, disperso in una campagna brulla o inserito in un contesto turistico, grazie a quell'aspetto magico e particolare che lo contraddistingue, sembra il rifugio di qualche creatura fatata .

In Puglia ce ne sono di tutti i tipi. Quelli più antichi sono spesso abbandonati, muti testimoni di un'era che fu. Quelli recenti invece, costruiti con l'esplicito intento di abbellire una villetta o un complesso residenziale, costituiscono un ambiente a sé (garage, magazzino) o una pittoresca dependance.

Anche se nella regione delle Murge sono sparsi un po' dappertutto (Fasano, Cisternino, Martina Franca,...), per molti parlare di trulli significa soprattutto parlare di Alberobello. E sì, perché questo paese possiede un'intera zona in cui case, negozi, botteghe e perfino la chiesa si presentano con la classica forma conica.

La "capitale dei trulli" è un pittoresco centro agricolo sito in provincia di Bari. La piazza principale è provvista di un comodo parcheggio a pagamento dove è possibile lasciare il proprio mezzo di locomozione. Il costo della sosta è l'unico obolo che dovrete versare per poter visitare questo singolare "paese dei balocchi". La zona monumentale comprende i rioni Monti (riconosciuto monumento nazionale sin dal 1910) e Aia Piccola (idem, dal 1930): i trulli che si susseguono ai lati dell'area pedonale sono tutti provvisti di simboli magici, primitivi o cristiani che adornano i tetti delle costruzioni.

Lungo le viuzze è un susseguirsi di negozi e di attività artigianali: Alberobello è una sorta di originalissimo centro commerciale a cielo aperto in cui ogni bottega offre leccornie enogastronomiche, centrini ricamati a mano, oggettistica di vario genere e cartoline. A colpire il turista, oltre alle caratteristiche architettoniche, è la cura con cui i cittadini (circa 9800 anime) preservano il paese: le strade sono linde, l'aria è pulita, il paesaggio ordinato. I cestini della spazzatura abbondano, alcune fontanelle forniscono acqua corrente e, davanti alla chiesa di Sant'Antonio, sono in fase conclusiva i lavori per la realizzazione di uno splendido giardino.

Insomma, visitare Alberobello è piacevole e rilassante.

E' curioso invece scoprire l'origine del nome di questa ridente località. "Arboris Belli", dell'albero bello: sarebbe questa l'espressione latina con cui i villici denominarono il luogo dove si insediarono nel XV secolo. Si dice infatti che in zona si trovasse una fonte sormontata da uno splendido albero...

I contadini che si stabilirono nelle vicinanze della fontana realizzarono le loro case con pietra sovrapposta a secco in modo che fossero facili da smantellare in caso di ispezioni: una disposizione di Ferdinando I d'Aragona, ancora in vigore, vietava infatti l'edificazione in loco! Solo nel 1797 il paese si affrancò dal sistema feudale e assunse il nome di Alberobello.

 

COME E DOVE

Aeroporto di Bari (60km) o di Brindisi (60km)

con le FFSS fino alla Stazione di Bari; con le Ferrovie del Sud Est fino ad Alberobello

da Napoli: AA16 uscita Bari Nord - Gioia del Colle oppure proseguendo in direzione Brindisi uscita Fasano.

 

INFORMAZIONI UTILI

Municipio - Ufficio del Turismo, piazza Ferdinando IV 4, tel. 080 4325171