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Manuale d'amore 2: al Lingotto tutte pazze per Scamarcio!

di Danila Elisa Morelli©

Ieri sera, 18 gennaio, la Sala 6 del Lingotto era gremita: un tutto esaurito annunciato, dovuto all’interesse per il secondo capitolo del Manuale D’Amore firmato Giovanni Veronesi.

Interesse per il film, certo, ma anche per uno degli interpreti, Riccardo Scamarcio, idolo di tante adolescenti alcune delle quali non hanno mancato di farsi notare sin dal primo pomeriggio, invadendo pacificamente l’atrio dell’8 Gallery.

Per l’anteprima nazionale di “Manuale d’Amore 2”, oltre al regista, ieri erano a Torino anche le tre star maschili: Carlo Verdone, Fabio Volo e lo stesso Scamarcio.

Al primo spetta il compito di interpretare un “Amore estremo”, quello di un cinquantenne per una donna decisamente più giovane: “E’ un personaggio che avevamo già immaginato prima di lavorare per Manuale d’Amore – ha dichiarato Verdone – Mi sono divertito ad invecchiarmi un po’, ad inventarmi dei piccoli acciacchi e a fare cose che non farei mai per una donna: sono fondamentalmente pigro e non sono disposto a faticare così tanto… neanche per Sharon Stone!”.

Fabio Volo dà volto ad un aspirante papà, disposto ad intraprendere con la moglie (una sorprendente Barbora Bobulova) il difficile iter della fecondazione assistita. L’attore (nonché speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore di best seller e chi più ne ha ne metta), sebbene stressato dai tanti impegni, non ha perso occasione per scherzare e prendersi in giro, ma ha anche ammesso: “Credo di aver fatto un buon lavoro: non mi ritengo un vero attore, ma mi sono impegnato e sono uno che impara facendo”.

Inutile dire che l’attenzione di molti, e soprattutto di molte, era focalizzata su Riccardo Scamarcio, protagonista nell’episodio “Eros” di una passione per la fisioterapista cui dà corpo, è il caso di dirlo, Monica Bellucci.
Dimagrito rispetto al passato ma riservato come al solito, Scamarcio teme domande sulla vita privata e si illumina non appena gli si dà modo di parlare di recitazione: “E’ stata una bella esperienza: volevo lavorare con Veronesi ed il ruolo mi ha consentito di misurarmi con un personaggio interessante perché passivo, fisicamente e psicologicamente provato da un incidente. Progetti per il futuro? Tanti, anche all’estero. Torino? Ultimamente ho lavorato molto da queste parti… La adoro architettonicamente e mi piace la sua vivacità”.

(foto sopra: il cast presente a Torino per l'anteprima nazionale)