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Torino Film Festival 2006: Marie Antoinette

di Danila Elisa Morelli©

Uscito negli States il 20 ottobre, dopo esser stato fischiato durante l’anteprima a Cannes nel mese di maggio, “Marie Antoinette” ha fatto la sua prima apparizione in Italia ieri sera, al Torino Film Festival.

Tratto da un libro di Antonia Fraser, sceneggiato e diretto da Sofia Coppola, “Marie Antoinette” è l’esemplare 2006 di una tendenza. La pellicola fa indubbiamente parte, infatti, di un vero e proprio filone cinematografico che vanta tra i suoi antenati il dirompente Romeo+Juliet di Baz Luhrmann (1996) e, ancora più indietro nel tempo, il figlio dei fiori Jesus Christ Superstar (1973).
Di che si tratta? Di attualizzare, o riciclare se preferite, storie e figure antiche attraverso musiche e montaggio assolutamente moderni.
L’operazione a volte riesce, come nel caso del succitato Romeo+Juliet in cui la colonna sonora e le riprese in stile MTV avevano l’effetto di far risaltare la potenza e l’attualità del testo shakespeariano.
A volte no, come nel caso di O, inutile rilettura datata 2001 di un altro classico di William Shakespeare, l’Otello.
Comunque tentar non nuoce, soprattutto se si è Sofia Coppola e si può contare sul papà Francis Ford come produttore esecutivo, su un cast interessante ed eterogeneo in cui spiccano i nomi di Asia Argento e di Marianne Faithfull e su una costumista d’eccezione, la torinese Milena Canonero, già due volte premio Oscar per Barry Lindon e Momenti di Gloria.

Ad incarnare la regina più discussa di tutti i tempi è la ventiquattrenne Kirsten Dunst: ironico come quel suo viso da bambolina imbronciata sia stato in grado di renderla adulta e sensuale accanto a Tom Cruise e a Brad Pitt nel ’94, quando appena dodicenne interpretò Intervista con il Vampiro, ed ora le permetta di essere comunque credibile nei panni di un’adolescente Maria Antonietta.

D’altronde non è per l’età che la Dunst è stata scelta per il ruolo: Kirsten ha già lavorato per Sofia ne Il giardino delle vergini suicide e da allora è legata alla regista da una profonda stima ed amicizia.
Dal canto suo, la Coppola ha dichiarato che la sua “Marie Antoinette” non è “né una lezione di storia, né una biografia tradizionale”. Insomma, non bisogna farsi traviare dai magnifici costumi e dalle riprese realizzate proprio a Versailles perché ciò che alla regista premeva mostrare era la ragazzina viziata, cresciuta troppo in fretta, pedina di un sistema e facile preda di cattivi consiglieri.

Al di là del successo che la pellicola avrà in Italia, uscirà nelle sale venerdì prossimo, “Marie Antoinette” vanta un’ottima colonna sonora (New Order, Bow Wow Wow,…) e scenografie da sogno.