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Isabelle Huppert: la donna dei ritratti

di Danila Elisa Morelli©

Il prestigio, vero o presunto, delle celebrità si può intuire dalla quantità e dalla qualità dei giornalisti accorsi per poterle intervistare.

Ebbene, ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra “Isabelle Huppert. La donna dei ritratti”, c’era un dispiego di forze notevole, il pubblico delle grandi occasioni, con tanto di volti noti delle radio e delle televisioni nazionali.

Prima che facesse il suo ingresso l’attrice francese, l’attesa e la curiosità erano palpabili nell’elegante salone del restaurato hotel Principi di Piemonte.

Di persona, Isabelle Huppert è uno scricciolo: magrissima, diafana, tutta lentiggini e riservatezza.
Si presenta indossando un paio di jeans scoloriti, camicetta e giacca nera. Ai piedi un paio di stivali dal tacco medio.
Non è donna di molte parole e non ama essere fotografata. Almeno non mentre parla… non si capirebbero altrimenti i 110 scatti che fino all’11 febbraio saranno esposti, in esclusiva per l’Italia, al Museo Nazionale del Cinema.
Una mostra unica, che segna per una volta la rivincita di Torino su Roma: discorrendo con Alberto Barbera, direttore del museo della Mole, scopriamo infatti che l’esposizione si sarebbe dovuta tenere nella capitale e che solo in un secondo momento si è preferito organizzarla nel capoluogo sabaudo.

Ma Isabelle Huppert conosce Torino?
“In realtà no perché non c’ero mai stata prima. E’ una bella scoperta… Me ne aveva parlato molto bene il mio amico Claude Chabrol”.
Lei ha spesso interpretato ruoli femminili difficili, complessi. Come mai?
“In realtà non credo di aver dato vita a personaggi così strani. E poi, se non esiste un problema, non c’è materia per un film!”.
Scusi se insisto. Mi risulta che lei abbia anche dichiarato “Amo esplorare le pulsioni omicide. I mostri mi attraggono”…
“Prediligo i personaggi sfaccettati, non credo in quelli semplicemente buoni o cattivi. Penso che il cinema sia la forma d’arte in grado di rappresentare con maggior forza la realtà e che in essa esistano le contraddizioni, l’ambiguità, le difficoltà”.
Cos’è per lei il cinema?
“Qualcosa che amo. Lo conosco da persona addetta ai lavori. Non mi ritengo una cultrice, una cinefila nel vero senso della parola. Come spettatrice, è un divertimento: mi piace il buon cinema, sia che si tratti di una mega-produzione hollywoodiana sia che si tratti di un piccolo film d’autore”.
Che differenza c’è tra interpretare un ruolo per il cinema e posare per un fotografo?
“Non molta. In entrambi i casi io rappresento uno strumento. Le fotografie mi ritraggono, ma in realtà in esse il vero protagonista è il fotografo, il suo stile, il suo occhio. Mi piace questo gioco, amo il fatto di poter essere io il mezzo attraverso cui lui o lei si esprime”.
Indiscrezioni la dicono impegnata su due film, “America” e “Clara”. Cosa può dirci a riguardo?
“Che oggi purtroppo esiste Internet, dove si parla di pellicole ancora solo in progetto. E’ questo il caso di “America”, al momento arenato, e di “Clara”, che ha più probabilità di essere realizzato”.

“Isabelle Huppert. La donna dei ritratti” non è solo una mostra fotografica molto interessante. Il Museo Nazionale del Cinema ha infatti organizzato anche una retrospettiva di venticinque film tra i quali “Madame Bovary” di Chabrol, “Si salvi chi può” di Godard ed il discusso “La pianista” di Haneke. Inoltre, oggi alle 18 presso il Circolo dei Lettori di via Bogino (ingresso libero fino ad esaurimento posti), l’attrice si concederà alle domande del giornalista Corrado Augias.

 

“Isabelle Huppert – La donna dei ritratti”: Museo Nazionale del Cinema (tel. 011-8138560). Orari: mart. – ven. 9-20; sab. 9-23. Ingresso: 5,20€ intero e ridotto a 4,20€. Fino all’11/2.