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"Il Mio miglior nemico" - Intervista a Carlo Verdone.

di Danila Elisa Morelli©

“Squadra che vince non si cambia”: Carlo Verdone deve aver pensato questo quando, dovendo scegliere il giusto comprimario per il suo nuovo film, ha ingaggiato Silvio Muccino. Entrambi infatti avevano già condiviso un progetto di successo, quel Manuale d’Amore, diretto da Giovanni Veronesi, campione di incassi la scorsa stagione.

E’ nato così, sotto i migliori auspici, Il Mio Miglior Nemico. Il film, scritto da Verdone e Muccino insieme a Pasquale Plastino e Silvia Ranfagni, è stato presentato in anteprima ieri sera al pubblico torinese presso il Cinema Pathé.

Verdone ha raggiunto il Lingotto già alle 17.30 per incontrare i giornalisti. L’attore, vestito in stile casual e fisicamente provato da un estenuante tour promozionale, era reduce dalla comparsata sanremese di giovedì sera.

Accanto a lui c’era il produttore Luigi De Laurentiis, nipote di quel mitico Dino che “ad 86 anni è a Los Angeles per seguire alcuni progetti importanti”. Assente giustificato (“per impegni di lavoro”) Silvio Muccino.

Com’è nato Il Mio Miglior Nemico?
“Il progetto risale ad un anno e mezzo fa. Era incentrato su un rapporto padre / figlio e non era previsto il coinvolgimento di Muccino. Quando proposi il soggetto ai De Laurentiis mi fu detto che era troppo malinconico, poco brillante. Lì per lì ci rimasi male: ero e sono convinto che l’epoca di “Un viaggio con papà” sia finita da un pezzo! Fu allora che decisi di coinvolgere Silvio: mi aveva colpito la sua fresca interpretazione in Manuale d’Amore ed immaginavo che avrei potuto lavorare bene con lui”.

Qual è il risultato?
“Un gran bel film che definisco tragicomico: quando si ride, si ride molto; ma ci sono due o tre momenti di forte drammaticità che abbiamo reso al meglio. Sono particolarmente orgoglioso del finale: è vero, poetico, sincero, malinconico ma ricco di speranza”.

Non è la prima volta che sceglie un giovane co-protagonista: prima di Silvio ci fu Asia…
“Sono entrambi dotati di una forte personalità. La differenza è che Asia all’epoca era più piccola, compiva diciotto anni. Si intuivano già il suo estro, la sua originalità, ma era ancora in formazione e per questo fu l’esecutrice perfetta di tutto ciò che chiedevo. Silvio invece è uno sceneggiatore, un creativo, che mi ha sorpreso per la maturità, l’impegno e la naturalezza di certe trovate”.

Il Mio Miglior Nemico sarà nelle sale a partire dal 10/3, distribuito dalla Filmauro.

(foto: Fossati e Verdone durante la presentazione del film presso il Pathé Lingotto di Torino)