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Tutti in coda per "Il Caimano".

di Danila Elisa Morelli©

Il Caimano di Nanni Moretti invade l’Italia: sono 370 le copie distribuite dalla Sacher, un vero esercito in confronto ai piccoli plotoni dei precedenti La stanza del figlio (70 copie) e Aprile (50).

Ed è un vero e proprio Caiman-tour quello che vede protagonista in questi giorni il redivivo regista: dopo essere stato ospite di Fabio Fazio che, ancor più ossequioso del solito, gli ha dedicato gran parte della puntata del suo “Che tempo che fa” ed aver visitato Fiorello sulle frequenze di RadioDue, ieri è giunto a Torino.

Gli appuntamenti erano due: alle 17 ed alle 21 presso il Cinema Massimo.

Già alle 16, in via Verdi, iniziava a formarsi una coda di fan. In meno di un’ora andavano esauriti i biglietti per entrambe le proiezioni.

Il Caimano segue un po’ i binari della demagogia e del politically correct: demonizza platealmente Berlusconi (“il caimano” del titolo è l’epiteto che fu dato al premier nel 2004 da Franco Cordero sulle pagine del quotidiano La Repubblica), dimostra apertura verso i gay (la Teresa interpretata da Jasmine Trinca è omosessuale con figlia concepita in Olanda), denigra l’Italia (definita “Italietta” da uno dei personaggi che rincara la dose parlando di un “Paese diviso a metà tra orrore e folclore”).

Le vicende del Cavaliere, ripercorse attraverso scene di fiction e riprese televisive, si alternano a quelle di un produttore in crisi personale e professionale cui dà volto un credibilissimo Silvio Orlando, in vero stato di grazia, affiancato sullo schermo da Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Michele Placido.

Il pubblico in sala sembra eterogeneo per età ma non certo per convinzioni politiche o cinematografiche: dimostra di apprezzare i due significativi cameo in cui Moretti appare nel corso del film, regala trenta secondi di applausi al comparire dei titoli di coda ed un’ovazione in piedi all’ingresso del regista che entra in sala alle 19 accompagnato da una solare Jasmine Trinca.

Definito dalla giovane attrice un “regista di ferro”, Moretti, visibilmente compiaciuto, chiede più volte che i cellulari in sala siano spenti per non essere disturbato, si concede alle poche domande ed accetta con sussiego i tanti complimenti di un pubblico platealmente “partisan”.

(foto: il manifesto presso il Cinema Massimo; Moretti e Barbera durante la conferenza)