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Isabelle Huppert: la donna dei ritratti

di Danila Elisa Morelli©

Tutti conoscono il significato dell’espressione “la notte brava”: queste tre parole, messe una accanto all’altra, sono in grado di evocare immediatamente scenari di vita sfrenata e senza controllo.

Non tutti hanno però presente il film omonimo, realizzato nel 1959 dal regista Mauro Bolognini.
Ispirata al romanzo “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini, la pellicola si avvale della sceneggiatura dello stesso e narra le sgangherate vicende di due giovani che definire sbandati è dir poco: la notte di Scintillone e Ruggero, questi i loro nomi, è per lo meno movimentata, contrassegnata com’è da furti, liti, arresti ed incontri con prostitute.

Il film, che non ebbe gran successo all’epoca, è stato riproposto ieri sera, 19/12/2006, al Massimo 3 in occasione di “Millenovecento59”, ventisettesima rassegna di “Cinema e Storia” a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.
A rendere appetibile l’appuntamento anche ai non appassionati di Pasolini (ne esistono!), è stata la presenza di due protagonisti del film, Elsa Martinelli e Jean-Claude Brialy (nella foto sopra, presso l'Hotel Vittoria in occasione della conferenza stampa).

Moltissimi flash e tanti quesiti sono stati per l’attrice italiana, oggi più che settantenne. Donna di fascino, stilosa quanto si addice ad una ex indossatrice, Elsa Martinelli ama definirsi “diva controvoglia”.
Sul “controvoglia” non ci sentiremmo di mettere la mano sul fuoco, sul “diva” non ci sono dubbi perché, al di là dell’essersi presentata con 45’ di ritardo all’incontro con la stampa, può vantare un signor curriculum: scoperta dallo stilista Roberto Cappucci, debutta su grande schermo nel ‘54, viene notata sulla copertina di “Life” da Kirk Douglas che la vuole con sé sul set de “Il cacciatore di indiani”; seguono pellicole dirette da Mario Monicelli, Orson Welles, Howard Hawks ed interpretazioni accanto a John Wayne, Gary Cooper, Roger Vadim, Robert Mitchum, Michel Piccoli.

“Erano bei tempi – ha dichiarato l’attrice – Eravamo giovani, belli e famosi. E vivevamo il cinema con una passione che non vedo nelle nuove generazioni… Non ci sono più i produttori di una volta, disposti a rischiare, a mettersi in gioco. Inoltre all’epoca ci frequentavamo tutti, la nostra Via Veneto non era quella descritta ne La Dolce Vita: era il piacere di incontrarsi, di parlare di progetti, di condividere un comune amore per la Settima Arte… così nascevano le idee! La Notte Brava? Fu un film estremamente coraggioso e realistico. Ricordo che Antonella Lualdi ed io interpretavamo la parte di due prostitute proprio dove loro erano solite esercitare ed esse, pagate per stare in disparte, applaudivano o fischiavano le nostre performance!”