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Il Museo Nazionale del Cinema omaggia Dante Ferretti.

di Danila Elisa Morelli©

Esiste un comune denominatore che collega le atmosfere lugubri ed inquietanti di “Intervista con il vampiro” con quelle oniriche e visionarie de “Il barone di Münchausen”, i maestosi ambienti in cui si muovevano i protagonisti di “The Aviator” e quelli sporchi e cattivi di “Gangs of New York”, la sontuosità ieratica di “Kundun” e la raffinata eleganza di “L’età dell’innocenza”: tutti i film citati portano infatti la firma dello scenografo italiano più celebre al Mondo, Dante Ferretti.

Ed è dedicata proprio allo scenografo maceratese l’eccezionale mostra inaugurata ieri presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Disegnare i sogni: Dante Ferretti scenografo” è un incredibile viaggio nella fantasia di chi può vantare ben sette nomination all’Oscar (ed una vittoria per “The Aviator”) e ripetute collaborazioni con registi quali Scorsese, De Palma, Pasolini, Fellini.

L’esposizione si dipana lungo un percorso che conta più di sessanta tappe, tanti sono infatti i preziosi bozzetti autografi che l’artista ha prestato al Museo: da quelli realizzati recentemente per il nuovo film di De Palma “La Dalia Nera” (2006, ancora inedito) a quelli creati per “E la nave va” di Fellini (1983).

L’impressione è di trovarsi di fronte non a meri schizzi preparatori ma a vere opere d’arte in cui il tratto deciso di Ferretti non lascia nulla al caso e l’atmosfera è ottenuta grazie alla perfetta combinazione di colori, linee, visione d’insieme e cura certosina per i particolari.

Ieri, durante la conferenza stampa, Ferretti era assente giustificato: è impegnato a Los Angeles nella lavorazione del prossimo film di Tim Burton “Believe it or not”. Raggiunto telefonicamente si è detto “orgoglioso di poter esporre parte del suo lavoro in Italia”: quella di Torino, aperta fino all’11 giugno, è infatti la prima europea di una mostra già ospitata a Los Angeles.

Ferretti ha poi ricordato le numerose prestigiose collaborazioni che lo hanno visto lavorare accanto ai più grandi registi contemporanei italiani e stranieri. E, quando la sottoscritta gli domanda quali siano stati il regista che lo ha lasciato più libero e quello invece più "costrittivo", risponde: "Martin Scorsese e Federico Fellini. Il primo si è sempre accontentato di una o due ore di colloquio, dopo di che mi lasciava carta libera fidandosi ciecamente del mio operato... Evidentemente è sempre stato soddisfatto dei risultati, visto che abbiamo girato sei film insieme! Fellini invece cercava in me qualcuno in grado di poter rappresentare il suo mondo... dover realizzare i suoi sogni è stata una scuola enorme! E grazie a lui ho imparato a realizzare anche i miei... Le posso raccontare un aneddoto: quando lavoravamo insieme a Cinecittà, ogni mattina mi domandava cosa avevo sognato la notte prima. Io non sognavo mai, piuttosto soffrivo di insonnia, allora iniziai ad inventarmi i sogni, per farlo felice. E così ho finito per sviluppare la mia fantasia, la mia creatività".

Relativamente alla sua prossima fatica, ha dichiarato: "Ho rinunciato ad un lavoro con De Palma per poter vivere la sfida che rappresenta una produzione di Tim Burton. Lavorare con questo regista così visionario costituisce la possibilità di poter fare grandi cose, per chi fa il mio mestiere è un'occasione unica, davvero stimolante".

(foto dall' alto: un particolare della mostra, DanilaElisaMorelli©; bozzetto per L'età dell'innocenza e bozzetto del Teatro dei Vampiri per Intervista con il vampiro, fornite dall'ufficio stampa)