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Cabiria & Cabiria.

di Danila Elisa Morelli©

“Non dimenticherò mai la prima volta in cui vidi lo straordinario Cabiria di Giovanni Pastrone… Rimasi sbalordito: non ero esattamente preparato all’incredibile dimensione e bellezza di questo film ed ero completamente impreparato di fronte alla necessità di dover rivedere le mie conoscenze di storia del cinema. Ci sono così tanti elementi che avevamo sempre considerato come indiscusse invenzioni americane: la lunghezza del film storico spettacolare, la macchina da presa in movimento, la luce diffusa. Improvvisamente, eccoli lì, in un film girato due anni prima di Nascita di una nazione di Griffith!”.

A ricordare con tanto entusiasmo la visione del “padre di tutti i kolossal” è uno spettatore d’eccezione: Martin Scorsese. Ed è proprio il celebre regista italo-americano ad aver chiesto ed ottenuto di poter essere il padrino dell’ambizioso progetto “Cabiria & Cabiria”.

Presentata ieri alla stampa da Alessandro Casazza ed Alberto Barbera, presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema, l’iniziativa consiste nel restauro completo di entrambe le versioni del film di Pastrone: la prima, muta, del 1914 e la seconda, sonorizzata, del 1931.

Un recupero resosi possibile solo recentemente, grazie ai progressi ottenuti nelle tecniche e nelle modalità di restauro ed alla recente acquisizione effettuata dalla Regione Piemonte di importanti documenti relativi alla realizzazione del film: oggi il Museo della Mole è l’unico a possedere la più ampia ed esauriente raccolta di materiali riguardanti la lavorazione della pellicola capace di ispirare registi come David W. Griffith e Cecil B. De Mille.

Dal 2004, anno di nascita del progetto, l’abile lavoro condotto dai ricercatori italiani si è abbinato a quello tecnico operato presso i Prestech Film Laboratories di Londra da João S. de Oliveira. E’ a lui che si devono il restauro fotochimico e digitale delle immagini ed il recupero della traccia audio da 14 dischi di ceralacca piuttosto malconci ….

Il risultato di tanti sforzi (i cui costi, a carico della Regione, ammontano a circa 250mila€) sarà presentato in prima mondiale a Torino: la versione muta sarà proiettata il 20 al Teatro Regio con l’accompagnamento dell’Orchesta Filarmonica ‘900 diretta da Timothy Brock, quella sonora il 21 presso il Cinema Massimo.
“Cabiria&Cabiria” è anche un libro a cura di Silvio Alovisio ed Alberto Barbera e presto sarà pure un cofanetto dvd.

 

CABIRIA: IL PRIMO KOLOSSAL DELLA STORIA DEL CINEMA

Chi ha seguito un corso di Storia e Critica del Cinema presso l’Università o chi si fregia del titolo di cinefilo sa bene che Cabiria non è solo il film più importante della storia del cinema muto italiano ma costituisce addirittura una pietra miliare per tutta la Settima Arte.
Realizzato a cavallo fra il 1913 ed il 1914 dal regista Giovanni Pastrone, astigiano di nascita ma torinese d’adozione, Cabiria rappresenta ancora oggi un capolavoro.
Per vari motivi: l’imponenza delle scenografie, l’abile uso delle luci, le inquadrature in movimento ottenute grazie all’invenzione del carrello (messa a punto da Pastrone e dal suo collaboratore Segundo de Chòmon), le didascalie firmate dal celeberrimo Gabriele D’Annunzio, la recitazione sorprendentemente naturalistica, la nascita del primo eroe d’azione del cinema italiano (Maciste, interpretato dallo scaricatore di porto Bartolomeo Pagano) ed un imponente battage pubblicitario, da far invidia ai moderni studios hollywoodiani!

(nella foto: Alberto Barbera presenta il volume Cabiria&Cabiria)