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UN CITTADINO DI NOME GIANMARIA

di Danila Elisa Morelli©

Un anno di ricerche, cinquantacinque interviste, diciotto ore di girato: cifre che fanno ben intuire gli sforzi compiuti dalla casa di produzione torinese Atacama Film per realizzare il documentario che andrà in onda questa sera alle 19.50 su Sky Cinema Classic.

Realizzato con il contributo della Regione Piemonte e della Film Commission Torino Piemonte, Indagine su un cittadino di nome Volonté è sì un omaggio alla figura dell’attore italiano scomparso dieci anni fa, ma anche un viaggio alla scoperta dell’uomo che seppe legare il suo nome a certo cinema impegnato e di denuncia.

“E’ stato uno dei più grandi attori italiani – afferma Alejandro De La Fuente, produttore ed autore della sceneggiatura insieme a Nicoletta Polledro – Forse il più grande, con Marcello Mastroianni”.

Era anche molto riservato, come è stato possibile tracciarne un profilo?
“Parlando con chi l’ha conosciuto: registi come Francesco Rosi e Giuliano Montaldo, attori come Ennio Fantastichini, che recitò con lui in Porte Aperte e Una Storia Semplice. Ma anche con chi ebbe con lui una relazione tormentata ed intensa come Giovanna, la figlia avuta da Carla Gravina”.

Che legami aveva Volonté con Torino?
“Vi si trasferì con la famiglia quando era piccolo e vi rimase per una decina d’anni. Fu qui che trascorse un’infanzia piuttosto travagliata e sofferta. Fu qui che, dopo aver abbandonato gli studi, iniziò a recitare”.

Ma poi si trasferì…
“Sì: inizio a girare per l’Italia recitando nei Carri di Tespi, compagnie di attori ambulanti. Quindi si stabilì a Roma dove si iscrisse all’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’Amico”.

Ha citato Mastroianni. Gian Maria però non è ricordato quanto Marcello…
“Forse perché veniva considerato scomodo per via della sua forte personalità, del suo essere attore – autore, un provocatore”.