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DOPO MEZZANOTTE: poetico omaggio al cinema.

di Danila Elisa Morelli©

Martino sembra un giovanotto di inizio ‘900 catapultato nel terzo millennio: osserva il mondo attraverso una piccola quanto obsoleta macchina da presa a manovella, gira per Torino a bordo di una bicicletta vecchio stile, adora il cinema muto. Ha lo sguardo intelligente e profondo del sognatore, di chi è abituato a studiare la realtà restando sempre "fuori campo", regista di una storia di cui non sarebbe mai protagonista se non fosse... Se non fosse per Amanda, giovane cameriera di un fast food che un giorno, inseguita dai poliziotti, si rifugia proprio all’interno del Museo Nazionale del Cinema dove Martino lavora come guardiano notturno.

Comincia così “Dopo Mezzanotte”, l’ultimo film di Davide Ferrario da oggi nelle sale. La  pellicola, reduce dal successo ottenuto al Festival di Berlino, è  una sorta di dichiarazione d’amore al cinema e piacerà soprattutto a chi ama la Settima Arte e le idee che, a dispetto di un budget limitato, hanno una forza interiore tale da renderle, una volta concretizzate, preziose e diverse.

Martino ha il volto di Giorgio Pasotti, impegnato in un ruolo diametralmente opposto a quello che lo ha reso noto al grande pubblico: tanto appare estroverso ed entusiasta nei panni dell’agente Paolo Libero di “Distretto di Polizia”, quanto qui riesce a impersonare in maniera credibile un giovane silenzioso, sensibile, quasi guardingo. Completano l’ottimo cast: Fabio Troiano (L’Angelo), Francesca Inaudi (Amanda) e Silvio Orlando, cui spetta il compito di voce narrante.