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A/R ANDATA+RITORNO

                          di Danila Elisa Morelli©

Dante ha il padre in galera, è stato lasciato dalla ragazza ed è in arretrato con l’affitto. Come se non bastasse è anche ricercato da alcuni strozzini cui deve una certa sommetta. Meno male che c’è Tolstoj che ogni tanto gli offre un caffè ed il racconto di quella volta in cui conobbe Kurt Cobain

Niente paura: il soggetto di questa vita da incubo non è Dante Alighieri in viaggio nel tempo ma il personaggio interpretato da Libero De Rienzo nel nuovo film di Marco Ponti A/R Andata+Ritorno. Realizzata con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte ed ambientata all’ombra della Mole, la pellicola è dal 2 aprile nelle sale italiane.

Il cast

Ponti, reduce dal sorprendente successo di Santa Maradona (8mld e ½ di lire al botteghino e 2 David di Donatello), torna al grande schermo offrendo un ruolo di protagonista al suo alter ego cinematografico, quel Libero De Rienzo che nel precedente film faceva da spalla al più popolare Stefano Accorsi.

“Ho scelto Picchio – dichiara il regista – perché con lui si è creato un sodalizio artistico profondo, abbiamo iniziato un cammino ed intendiamo proseguirlo. Gli altri attori? Ho incontrato Kabir Bedi (Tolstoj) quest’estate in occasione della visita a Torino della delegazione indiana da lui guidata per instaurare proficui rapporti tra il cinema italiano e quello indiano. Che dire? Era mio desiderio conoscerlo, abbiamo iniziato a chiacchierare, gli ho proposto la sceneggiatura, l’ha letta e ha accettato questo ruolo. Vanessa Incontrada (Nina) mi aveva colpito in occasione della cerimonia di premiazione dei David di Donatello: mi colpì la sua tenerezza e mi divertirono le sue papere… Cercavo un’attrice straniera perché il personaggio di Nina l’avevo immaginato forestiero, dapprima l’avevo immaginata francese ma in seguito alla scelta di Vanessa l’ho fatta diventare spagnola senza problemi ”

Il precedente film era dedicato a diversi personaggi tra cui Brigitte Bardot, Bud Spencer e Terence Hill. Questo è dedicato al solo Kurt Cobain? Perché? Cosa ha significato per te il musicista leader dei Nirvana?

E’ stato un musicista innovativo, rivoluzionario e geniale. Per ogni generazione c’è un mito che muore dopo aver lasciato un segno indelebile. Ricordo con esattezza il momento in cui lessi della morte di Cobain… Ho cercato di ricostruirne la figura, di capire la sua visione del mondo. Poteva essere inutile la dedica esplicita dato che la figura di Kurt aleggia in tutto il film.

Dopo Santa Maradona, quali aspettative per A/R?

In realtà per me A/R è il primo film… Santa Maradona è stato realizzato in uno stato di entusiasmo tale, è stato quasi un sogno… Qui si trattava di lavorare e non ho più le scusanti dell’opera prima!

Ci rivolgiamo allora a Libero De Rienzo, “musa ispiratrice” per il regista torinese quasi come (e perdonateci il paragone) Johnny Depp lo è per Tim Burton.

In Santa Maradona eri Bart, qui Dante. Passi dai Simpson alla Divina Commedia o piuttosto a I Soliti Ignoti?

A I Soliti Ignoti: come Totò mi chiamo Dante Cruciani ed anch’io ho una cassaforte da espugnare. Si tratta di un omaggio, del desiderio di ridare vita alla commedia all’italiana intesa come qualcosa di delicato in cui si parla di persone, di strati sociali.

Continua il sodalizio con Marco…

Questo film segna la riconferma di una squadra e la fortunata scoperta di nuovi elementi come Vanessa Incontrada, Kabir Bedi e l’ottimo scenografo Roberto De Angelis.

Motel ConnectionE tu? Come sei passato dal filosofo Bart al frenetico Dante?

Bart era pura incoscienza, una marea di stupidaggini dette con faccia seria. Qui ho cercato di “essere il film”, di permettergli di vivere in me in modo che il mio personaggio fosse un simbolo, un segno nero su sfondo bianco, un esplicito omaggio a Kurt Cobain cui la pellicola è dedicata.

Da parte sua Vanessa Incontrada non fa mistero della soddisfazione che il ruolo della svampita hostess Nina le ha regalato: “Sono molto contenta di questo film, molto legata al personaggio che interpreto ed al regista. Nei tre mesi di lavorazione ho capito molte cose, vissuto momenti felici e non, ho conosciuto Torino, una città che non conoscevo e che qualcuno mi aveva descritto come brutta. Io sono rimasta incantata di questa città perché mi ricorda molto di più la mia Barcellona di quanto non lo faccia Milano, dove vivo. Mi sono sentita in qualche modo legata a questa città. Mi rivedo in Nina, mi ci riconosco: per come vede la vita, per come si pone nei confronti degli altri,… Avevo voglia, dopo il film di Avati, di interpretare un personaggio che fosse più vicino a me”.

A proposito, quali le differenze tra le due esperienze?

La differenza? L’età, scherzo ovviamente. Qui sia la troupe sia gli attori erano più vicini alla mia generazione. Lì avevo un rapporto solo con Pupi Avati e con gli attori, qui ho vissuto molto di più con tutti: si andava a mangiare insieme con gli elettricisti, si usciva,… A livello lavorativo, l’impegno è stato comunque lo stesso”.

All’incontro con la stampa, presso l’hotel Meridien di Torino, c’è anche il mito intergenerazionale Kabir Bedi. L’attore, altro e ancora affascinante, dice “Dopo l’esperienza di questo film, ho l’illusione di poter parlare in italiano (ride). E’ la mia prima esperienza di recitazione nella vostra lingua: è stata dura, ma piacevole. E per me ha significato molto poter lavorare in un film giovane, con regista ed attori di nuova generazione. Sono molto grato alla Film Commission perché se non mi avessero invitato nel luglio passato per guidare una delegazione di Bollywood qui a Torino, non avrei incontrato Marco Ponti e non avrei fatto questo film. Ringrazio anche tutti i torinesi per l’atmosfera che ci hanno creato intorno”.

Le musiche della colonna sonora del film, contenute in un interessante doppio cd, sono per la maggior parte opera dei Motel Connection.

(nelle foto, entrambe DanilaElisaMorelli©: il cast di A/R; Samuel dei Subsonica, leader dei Motel Connection)