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SUBSONICA: intervista integrale a Samuel 26/6/03

di Danila Elisa Morelli©

Lunedì al Parco Chico Mendes di Borgaro si esibirà la band torinese che ha saputo sconvolgere il panorama musicale italiano sposando sonorità nuove e trascinanti a testi mai banali: i Subsonica si avviano a concludere così una stagione ricca di tappe e di soddisfazioni. Abbiamo parlato di questo e dell’immediato futuro con Samuel, il carismatico cantante del gruppo.

Quella di Borgaro sarà la 35esima esibizione in quattro mesi…

La stagione di concerti è andata molto bene. Siamo felici anche se abbiamo dovuto un po’ rinunciare alla nostra visione del “concerto” realizzato in un club e quindi in un ambiente più ristretto, con un sound più corposo, più uniforme, con suoni maggiormente delineati. In quest’ultima parte della tournée ci è un po’ mancata la vicinanza con il pubblico… Però siamo contenti lo stesso perché questo è accaduto perché c’è stata una grande affluenza e ovunque abbiamo fatto il pienone riempiendo tutti i palazzotti in cui siamo stati. Ci piacerebbe riuscire a fare evolvere la cosa in modo da riuscire a mantenere un certo contatto con il pubblico e contemporaneamente a tenere alto lo standard di ascolto del concerto.

Quale è stata la tappa più esaltante?

Sicuramente, per ora, il Filaforum stipato di gente con 12-13mila persone che ballavano è stato un bel colpo d’occhio ed un momento molto emozionante.

Meglio in studio o sul palco?

E’ bello da tutte e due le parti nel senso che passare parecchio tempo in studio ti dà la possibilità di ricercare, di mescolare la musica che ha i ascoltato, quella che ti piace e di tirarne fuori di nuova, di mischiarti in mezzo alle emozioni degli altri che suonano con te, è una cosa che ti arricchisce, un’esplorazione che successivamente vai a rappresentare sul palco. Sono due fasi indispensabili per chi fa il nostro lavoro. Il nostro lavoro… in realtà a me piace più parlare di una passione che continua.

E c’è una fase del vostro “lavoro” che non ti piace?

Mah… sicuramente le interviste (ride). Soprattutto per quanto riguarda me che sono forse quello un po’ più riservato, che fa più fatica ad esprimersi (ride di nuovo). Più canto, meno parlo e meglio sto! Il fatto di fare le interviste è sempre un po’ una violenza, mi sforzo, salire sul palco mi viene decisamente più facile. Ovviamente comunque ci rendiamo conto che è giusto farlo e bisogna farlo perché fa parte del gioco.

C’è una canzone che ti piace di più cantare?

Sì, “Dentro i miei vuoti”. All’interno del gruppo penso che quella canzone piaccia solo a me…(ride).

L’esperienza cinematografica di “Pornodrome”, visto da molti nell’ultimo Torino Film Festival, cosa ha significato per voi? Pensate di fare altre esperienze del genere?

Ci piacerebbe. Mi ha permesso di vedere da vicino come si realizza un film, in quel caso un film a basso costo, e mi ha dato la possibilità di condividere un’avventura con persone che più che colleghi sono amici.

Progetti futuri dei Subsonica?

Per adesso ci fermiamo. Dobbiamo riposarci un po’. In questi ultimi cinque anni non abbiamo mai avuto l’occasione di metterci in “stand by” per più di un mesetto e in questo modo non abbiamo mai realmente staccato la spina…

Tu però coi Motel Connection non ti fermi: il 7 suonate a Torino…

Hai ragione: farò venti date solo a luglio. Però per me i Motel Connection è anche una sorta di svago musicale, un divertimento, non ci sono regole. Un concerto così pesa meno di uno molto strutturato e preciso come quello dei Subsonica. Sarà una sorta di vacanza musicale che comunque terminerà con la registrazione ad agosto della seconda colonna sonora per il nuovo film di Marco Ponti.

Come si intitola il film?

Non si sa ancora. Abbiamo letto la sceneggiatura e abbiamo scritto i pezzi, entreremo in sala di registrazione e lavoreremo con Marco che nel frattempo ha già trovato i personaggi. Ci confronteremo con lui forse un po’ di più di quanto fu fatto per Santa Maradona.

Un’ultima domanda: che funzione ha il vostro sito Internet nel rapporto con il pubblico?

“Coadiuva il lavoro che facciamo sul palco. Nel sito ci raccontiamo, descriviamo anche nei dettagli quello che ci succede. Questo permette una libertà maggiore anche dal punto di vista creativo: il fatto che le persone conoscano la tua vita, le tue scelte, consente loro di capirci di più, di entrare nel mondo dei Subsonica”.