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Sanremo Amarcord: la parola ai giurati!

                                      di Danila Elisa Morelli©

La storia sanremese è costellata di aneddoti ed episodi quanto meno curiosi che hanno a che fare con i verdetti della giuria. I sospetti di “brogli elettorali” nascono infatti agli albori del Festival.

E’ il “reuccio” Claudio Villa ad accendere la miccia nel ’58: vistosi battuto da Modugno e Dorelli, interpreti di Nel blu dipinto di blu, esce infuriato dal Salone delle Feste chiedendo a viva voce dove siano finiti i 350 voti che gli erano stati garantiti...

Tre anni dopo Totò, eletto membro della Commissione Selezionatrice delle canzoni, lascia il suo posto dichiarando “Perbacco, non sono mica un pagliaccio!”. Il motivo? L’eliminazione ingiustificata della canzone Parole gli fa pensare che i colleghi siano vittime di pressioni da parte dei discografici.

Il ‘67 è l’anno della morte di Luigi Tenco, suicidatosi dopo l’eliminazione della sua Ciao amore ciao. Sul biglietto d’addio scrive: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro!) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda in finale Io tu e le rose ed una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi”.

Nel ‘74 una delle giurie demoscopiche, quella di Firenze, decide di astenersi dal voto “per mutare il volto di questa manifestazione, ancora legata alle manovre delle case discografiche”.

In effetti il Festival è fortemente influenzato dall’industria del disco. L’esempio più eclatante è del 1960: la RCA, scontenta per una trattativa finita male con gli organizzatori del Festival, decide di boicottare la manifestazione negando tutti i suoi artisti. Cosa si intende per “trattativa”? Ogni etichetta discografica propone agli organizzatori del Festival una sorta di “pacchetto” in cui sono compresi sia cantanti famosi sia volti nuovi. La presenza di un big (italiano o straniero) è vincolata a quella di un esordiente. In questo modo la televisione si garantisce il successo di ascolti grazie alla partecipazione in gara dei campioni noti al grande pubblico e la casa discografica ottiene la possibilità di far conoscere a milioni di telespettatori le sue nuove promesse. Inutile dire che questo meccanismo è tuttora largamente praticato.

 

Le sviste della giuria...

Una lacrima sul viso, Nel blu dipinto di blu, Un cuore matto, Quando Quando Quando, Nessuno mi può giudicare, Gianna, Il ragazzo della via Gluck, Io che non vivo (senza te), 4/3/1943, Jesahel: ecco le dieci canzoni sanremesi che hanno venduto in assoluto di più. Di queste solo Nel blu dipinto di blu è anche vincitrice del Festival. Solo per caso: bocciata dalla commissione selezionatrice, venne ripescata in extremis prima del via della manifestazione. La Giuria non ha mai brillato per lungimiranza...