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PROGETTO SHAKESPEARE

                                      di Danila Elisa Morelli©

Da sempre è uno degli sceneggiatori più in voga ad Hollywood: le pellicole cinematografiche tratte dalle sue opere sono innumerevoli (la prima, un adattamento del King John, risale al 1899) e negli ultimi anni è stato vittima di un saccheggio sfrenato, talmente spregiudicato da coinvolgere la sua stessa vita che, opportunamente romanzata, è divenuta un film da Oscar.

Nel 2003 il fenomeno sembra rientrato ed il fantasma di William Shakespeare può finalmente tornare a calcare i palcoscenici dei teatri piuttosto che i set d’oltreoceano.

In questo contesto spicca l’iniziativa del Teatro Stabile di Torino che ha dedicato l’intero mese di maggio al celebre bardo mediante la messa in scena di una trilogia di opere: dopo Romeo e Giulietta e Sogno di una Notte di Mezza Estate sarà la volta di  Pene d’Amore Perdute, in cartellone dal 20 al 25 maggio.

A detta degli organizzatori, il progetto parte dalla “necessità di produrre spettacoli di livello e valore particolare, di caratteristiche internazionali e di portata culturale singolare”. Per raggiungere l’obiettivo, oltre a selezionare questi testi, si è scelto di affidare la regia degli spettacoli a tre personalità di provenienza e cultura diversa (Jean-Cristophe Saïs, Mamadou Dioume e Dominique Pitoiset) e di utilizzare una compagnia giovane che potesse vantare un’ottima preparazione.

E’ proprio sulla preparazione degli attori e sul ruolo imprescindibile di una scuola di teatro che si sofferma Agostino Re Rebaudengo, presidente del TST. Secondo Mauro Avogadro, curatore del progetto, sul palco si esibirà “il primo nucleo della futura compagnia del Teatro Stabile”. Lo scopo? Offrire agli attori la possibilità di superare una vera e propria prova del fuoco: “tre Shakespeare, con tre registi diversi, in quattro mesi di preparazione e rappresentati uno dopo l’altro sono una specie di full-immersion, di super-prova d’esame”.