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LA MEGLIO GIOVENTU’

di Danila Elisa Morelli©

Più di un anno fa, quando era in fase di lavorazione, dicemmo che La Meglio Gioventù era “destinato al piccolo schermo ma realizzato con la cura e l’attenzione tipiche dei prodotti cinematografici”.

Non ci eravamo sbagliati: questa fiction diretta da Marco Tullio Giordana per la Rai è stata selezionata al Festival di Cannes, ha vinto nella categoria Un Certain Regard ed ora, inaspettatamente, ottiene la distribuzione per il grande schermo.

Sarà visibile distinta in due parti, come lo fu a suo tempo Novecento di Bernardo Bertolucci. Un escamotage indispensabile, dato che dura ben sei ore.

La durata è però l’unico elemento che me rivela la matrice televisiva. Il resto è cinema: un budget di 6milioni di euro, oltre 240 location ed una ricostruzione storica impeccabile sono serviti a narrare l’Italia dal 1966 ad oggi attraverso le vicende personali di una famiglia romana. Nel cast Adriana Asti, Andrea Tidona, Alessio Boni e Luigi Lo Cascio. Quest’ultimo si conferma interprete di rara sensibilità ed acutezza, dando vita ad un personaggio intenso e credibile: “Di Nicola mi attirava l’umanità poco eclatante ma molto profonda ed istintiva. Il ruolo dell’altro protagonista era più tormentato e assomigliava troppo al Peppino Impastato de I Cento Passi. Per me era importante esplorare un altro carattere psicologico ed emotivo. Comunque questo film è una sorta di affresco in cui tutti i ruoli sono ben definiti ed interessanti”.

Il regista Giordana ammette di aver scelto Luigi per la sua per la sua intelligenza e la sua solida formazione letteraria e attoriale: “ingredienti che gli hanno consentito di interpretare la figura di questo intellettuale in modo convincente e di mettere in luce alcune sue doti rimaste inespresse ne I Cento Passi”.