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KING KONG SULL’EMPIRE STATE BUILDING? NO, SULLA MOLE!

di Danila Elisa Morelli©

“Tornerò in Italia tra un mese con una proposta di materiali da donare al Museo Nazionale del Cinema e per verificare la possibilità di realizzare una chapelle dedicata alle mie produzioni”: sono state queste le parole di Carlo Rambaldi, vincitore di due premi Oscar per gli effetti speciali di Alien (1979) e di E.T. (1982), al termine della sua visita al Museo allestito all’interno della Mole Antonelliana di Torino.

Il geniale artista, nato in Italia nel 1925 ma trasferitosi a Los Angeles da molti anni, è rimasto entusiasta del percorso espositivo: “E’ il Museo del Cinema più bello che io abbia mai visto, molto suggestivo e curato nei particolari. Il cinema è un’arte orizzontale: è straordinario come questo museo, caratterizzato da un originale sviluppo ‘verticale’, riesca a catturarne appieno l’essenza”.

L’intento ora è di verificare quali oggetti potranno essere donati a Torino ed al suo Museo senza problemi: Rambaldi ha infatti sottolineato il fatto che non sempre è libero di decidere del destino delle sue opere dato che molte creazioni appartengono a lui ma anche alle major per le quali di volta in volta ha lavorato e prestato il suo ingegno.

Molto soddisfatto Mario Ricciardi, Presidente del Museo Nazionale del Cinema. “Nel progetto di ampliamento del museo in spazi a fianco della Mole Antonelliana e di proprietà della Città di Torino stiamo ipotizzando un atelier che, oltre a raccogliere il materiale di Rambaldi, potrebbe essere sede di veri e propri stage con i più grandi professionisti degli effetti speciali”.

E così il Museo promette di arricchirsi ed acquisire prestigio. Nel frattempo fino al primo maggio compreso, grazie ad una particolare promozione, il biglietto d’ingresso costerà solo 2,10 euro. Un prezzo di favore per chi vorrà muoversi sui suoi 3200 mq di superficie distribuiti su 5 livelli espositivi ed ammirare 130mila documenti fotografici, 172 elementi della Galleria dei Manifesti, 37 locandine della Pathé, 50 riproduttori digitali, 30 videoproiettori, 13 monitor al plasma, un percorso interattivo dedicato all’archeologia del cinema, cimeli appartenuti alle star (il corsetto della Monroe, la bombetta di Charlot,…), bozzetti (splendidi quelli autografi di Fellini),…

“Un luogo del culto del cinema e della comunicazione visiva così ricco non esiste al mondo – ha dichiarato orgogliosamente il presidente del Museo Mario Ricciardi - e non esiste al mondo una città che abbia dedicato il suo monumento simbolo al cinema”.