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ELIO PANDOLFI

di Danila Elisa Morelli©

Elio Pandolfi è felice: si trova a Torino per ricevere il Premio Maria Adriana Prolo, un riconoscimento che, a partire da quest’anno, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema assegna in occasione del Torino Film Festival ad una personalità del mondo dello spettacolo e della comunicazione.

Incontrare un mostro sacro come lui e dover riassumere in poche battute tre ore di aneddoti, ricordi, confessioni è francamente imbarazzante. Perché Pandolfi, oltre ad essere un attore di prima grandezza, è un’enciclopedia vivente e sedere al tavolo con lui significa affrontare un viaggio nel tempo: conoscere gli amici Bice Valori e Paolo Panelli, incontrare un Marcello Mastroianni giovanissimo che, iscritto al Centro Universitario Teatrale, guadagna 30mila lire al mese come contabile, assistere in diretta ai fischi che sommergono un debutto teatrale con la Osiris, ascoltare la voce impostata della doppiatrice Lattanzi ed intravedere la Callas mentre si reca a provare degli abiti di scena.

“Sono contento di ricevere questa targa alla carriera. Non dico ‘a conclusione di’ perché ho intenzione di tirare ancora avanti… Sono anche interdetto: non credo di meritarlo. Il mio rapporto con il cinema? Orrendo. L’ho amato molto ma mi hanno chiamato spesso per parti cretine, per pellicole demenziali. L’unico film valido, una produzione inglese con Ian McKellen, non è mai stato distribuito in Italia. Esordii in L’Ultima Sentenza con Eleonora Rossi Drago, poi mi dedicai alla radio. Dopo quattro anni a Radio Vaticana (dove mi pagavano con scatole di viveri), nel ‘49 Bice, la mia più grande amica, mi portò a fare un audizione che superai: debuttati con una trasmissione di enorme successo, La Bisarca, di Garinei e Giovannini. Lì feci la mia famosa gallina”.

E sulla gallina esiste un aneddoto. Protagonista la Magnani: “L’avevo doppiata in un pezzo de La settimana Incom... Apriti cielo! Sequestrato il cortometraggio, Anna mi apostrofò con parole improponibili. Ebbi la rivincita: feci la gallina al Parioli e lei, presente in sala, scoppiò a ridere come una pazza. Si complimentò e tornò a vedermi”.

Tanto passato nelle parole di Pandolfi ma anche tanto presente: “Sono impegnato sul set di Elisa da Rivombrosa, una fiction Mediaset. La cosa più bella che sto facendo in questo momento però è la radio: Hollywood Party e soprattutto Di tanti palpiti. Dopo 53 anni di radio, è la prima volta che conduco un programma da solo. Mi occupo delle mie passioni: la musica, il canto. E’ questo che mi appaga”.

“La televisione oggi? – continua – Sottoculturale. Tutto è troppo facile: la comicità non è sentita. Forse perché il più è già stato fatto e detto, cosa si può inventare di nuovo? Io mi ci metto d’impegno ma ad un certo punto sono costretto a spegnere. Mi è capitato di vedere a Domenica In la mia amica Pampanini: per me è mancanza di rispetto. Tante persone fanno bene a non farsi più vedere. Io stesso non vado più in tv neanche ospite: sono andato da Baudo perché si sarebbe parlato della Callas!”