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TORINO RINASCE COME CAPITALE DI SOAP E FILM: Cuori Rubati

di Danila Elisa Morelli©

Torino deve ringraziare la Film Commission. Senza di essa, l’originaria capitale italiana di cinema, televisione e radio era ridotta a sede periferica: ideale per sperimentare prodotti televisivi e format che, se si rivelavano efficaci, venivano prontamente trasferiti a Milano o Roma. L’ultimo eclatante caso era stato quello di “Solletico”: nacque a Torino, ottenne il successo, fece armi e bagagli e si spostò a Milano.

Questa considerazione nasce spontanea non appena varchiamo la vetrata di via Verdi 16 ed entriamo nel Centro Produzione Rai di Torino. Ad un passo dalla Mole Antonelliana sorge infatti una sede ricca di potenzialità e di risorse la cui importanza pareva ormai solo di portata storica. Per anni sembrava che in qualche modo Torino fosse vittima di un complotto e venisse volontariamente relegata a zona periferica nonostante fosse uno dei pochi centri di produzione completo (con quelli di Roma, Milano e Napoli).

La svolta si è avvertita palpabile dopo il settembre 2000, data di nascita della “Film Commission Torino Piemonte” che in breve tempo, sovvenzionando e promuovendo progetti, aiutando le maestranze, sviluppando un proprio bacino di professionisti, ha trasformato Torino in una capitale europea del cinema. Vi sorgono infatti teatri di posa (oltre alla mini Cinecittà di San Giusto Canavese, sarà presto operativo il Multi Media Park, una struttura di 6000 metri quadri comprendente studi cinematografici e televisivi che fanno gola addirittura alle maestranze hollywoodiane) e svariate troupe cinematografiche invadono pacificamente vie, portici e piazze (le ultime, in ordine di tempo, sono state quelle de “I banchieri di Dio” di Ferrara, “Santa Maradona” di Ponti e “Mi chiamavo Sabina Spilrein” di Faenza).

Che l’avvento della Film Commission abbia rappresentato uno stimolo per questo Centro Produzioni Rai lo ammettono sia i dirigenti della Grundy, impegnata in prima linea nella realizzazione di “Cuori Rubati”, nuova soap-opera della televisione di Stato, sia l’ingegner Flavio Ribelli della Divisione Produzione TV di Torino. Nella sede di via Verdi lavorano circa 650 persone. In un labirinto di corridoi e scale si può accedere a ben sette teatri di posa. I due più grandi, il TV1 ed il TV6, coprono da soli 1600 metri quadri. Da poco più di un mese questi studi vengono finalmente sfruttati come dovrebbero: è qui infatti che si realizza “Cuori Rubati”.

Passeggiando all’interno del TV1 ci si imbatte nel salone dei ricchi Donadoni, aprendo una porta vetri si accede al giardino dove il designer Giorgio (Paolo Maria Scalondro) fa colazione con la moglie e la figlia, girando l’angolo ci si trova nella palestra del Circolo di Canottaggio gestito dall’enigmatico Fabio Galanti. Stesso effetto straniante si ha nel TV6 dove, senza soluzione di continuità, si passa dal bar “Sottosopra” (che, in un primo momento avrebbe dovuto dare il titolo all’intera serie) al negozio di dischi gestito da Mattia Bonanni e Cristiano Magri, da un porticato di via Po ricostruito in interno alla cucina della famiglia Rocca. Ebbene, questi due enormi studi fino a pochi giorni fa facevano compagnia allo studio TV7, tuttora dismesso. Negli altri ambienti si realizzano la Melevisione e Zona Franka (TV2), il tg scientifico Leonardo (TV3: studio completamente virtuale), il TG Regionale (TV4 e TV5). Oltre ai due grandi studi finalmente in piena attività, l’altro fiore all’occhiello del Centro Produzioni di Torino è l’impianto di messa in onda, completamente robotizzato, delle trasmissioni di Rai Sat (11 miliardi di lire d’investimento).

 

CUORI RUBATI

Due studi di 800 metri quadri ciascuno, 25 autori dei testi, 6 registi, 230 puntate da realizzarsi entro il settembre 2002 (65 sono già pronte “per l’uso”): ecco, in cifre, l’impegno produttivo profuso da Rai Fiction e Grundy Production per la realizzazione di “Cuori Rubati”, nuova soap opera tutta italiana. La prima puntata andrà in onda lunedì 14 alle 19.30 su Rai Due e per tutta la settimana gli episodi non saranno di 25’ ma di 50’ per far sì, come ha dichiarato Carlo Freccero nella conferenza stampa di presentazione, che aumentino le probabilità di catturare il pubblico. Al centro della fiction si intrecciano le storie di alcune famiglie torinesi di diversa estrazione sociale. Ci sono i ricchi sfondati (papà designer, mamma editrice, figlia universitaria con la passione per i motori), gli alto borghesi (psicologo e giornalista con tre figli di cui uno adottato), i proletari (il nonno è interpretato dal sempre bravo Sergio Fiorentini) e un gruppo di ragazzi “trapiantati” a Torino, ciascuno impegnato a rincorrere i propri sogni.

Cuori Rubati” si ispira al modello produttivo di “Un posto al sole”, la serie realizzata a Napoli e trasmessa da Rai Tre il cui grande successo ha addirittura interessato la France Television che ha inviato alcuni suoi dirigenti nella città partenopea per scoprire la “ricetta” di questo prodotto a basso costo ma ad alto livello di soddisfazione.

A Torino comunque preferiscono sottolineare i tratti che differenzierebbero “Cuori Rubati” da “Un posto al sole” sebbene il soggetto porti la firma di Wayne Doyle, sceneggiatore della soap napoletana.

La differenza sostanziale riguarda il target: qui si mira evidentemente ad un pubblico giovane. Per questo motivo è stata scelta Rai Due, sono stati selezionati dialoghisti under-30, si è deciso di realizzare un maggior numero di scene conferendo così ad ogni puntata un ritmo più veloce ed articolato, ma soprattutto si è voluto che i veri protagonisti siano in ogni famiglia non i genitori, spesso troppo indaffarati, disincantati, fragili, ma i figli, ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni, inaspettatamente adulti e responsabili.

Nel cast ci sono volti noti al grande pubblico. Tra gli altri: Paolo Maria Scalondro, Brigitta Boccoli, Christiane Filangeri, Micaela Ramazzotti.

Con “Cuori Rubati” Torino diviene capitale italiana delle soap-opera: è nel torinese infatti, e precisamente negli studi di San Giusto Canavese, che si realizzano ogni giorno gli episodi della fiction Mediaset “Cento Vetrine”.