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THE ARK

di Danila Elisa Morelli©

Tutti coloro che hanno amato gli anni Ottanta e sono sopravvissuti a stento al revival anni Settanta avranno sentito un tuffo al cuore ascoltando le note di It takes a fool to remain sane, il brano che sta facendo conoscere in tutto il mondo una nuova band svedese, i The Ark.

Il motivo del loro successo è presto detto: hanno stile e sonorità la cui chiara matrice risale ad una ventina d’anni fa, un mix di glam rock e di pop elettronico declinato in chiave moderna. Inoltre per chi ricorda con nostalgia canzoni come Tainted Love e Take on me vedere il leader della band è divertimento allo stato puro: Ola Salo, capelli biondi tinti alla Cremonini dei Lunapop (neri striati di rosso) e movenze studiate, sembra un incrocio tra Marc Almond ed il leader dei Depeche Mode.

Promotori dello slogan “in Lust we trust” (“crediamo nella lussuria”, storpiatura del motto anglosassone “in God we trust”, crediamo in Dio), gli Ark si sono conosciuti all’inizio degli anni Novanta e hanno realizzato il loro primo album alla fine del 2000: We are the Ark ha scalato in pochissimo tempo le classifiche svedesi grazie al traino del singolo, disco d’oro in Patria.

Della band si sa davvero poco: Ola, Leari, Jepsson, Martin e Sylvester sono stati scoperti nel 1997 durante un concerto a Malmoe dal cantante dei Creeps, Robert Jelinek, che decise di aiutarli a muovere i primi, fondamentali passi. L’attuale enorme successo è arrivato così inaspettato che su Internet esiste un solo sito a loro dedicato, quello ufficiale: www.theark.nu. Molto interessante... per chi sa lo svedese.