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SALVATELI DAL TAGLIA E CUCI!

di Danila Elisa Morelli©

La televisione italiana distrugge opere d’arte: l’ultima edizione di Torino Comics, popolare mostra mercato del fumetto, si è animata (il gioco di parole è lecito) in occasione della conferenza sulle censure inflitte da Rai e Mediaset agli “anime”, i cartoni animati nipponici.

“In Italia molte serie giapponesi, concepite per gli adolescenti, vengono proposte, dopo opportune modifiche, ai bambini” spiega Maurizio Daniele, segretario dell’Associazione Difesa Anime e Manga.

E così gli anime trasmessi in tv (eccezion fatta per quelli di MTV) sono tagliati e censurati: si sostituiscono i nomi perché “i termini esotici possono provocare ansia”; si cambiano i titoli per camuffare un prodotto (“I massacratori” diviene “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina”); si sopprimono alcuni episodi, se ne accorpano altri in modo da raggiungere i 20’ necessari per gli inserimenti pubblicitari; si mimetizzano i tagli con fermi immagine ad hoc; si sostituiscono interi dialoghi per evitare argomenti tabù; si apparentano serie autonome per sfruttare l’effetto traino (in Italia, per assimilarlo all’Ape Maia, il maschietto Ape Magà divenne femmina!).

“Insomma – dice Paolo Buscaglino, presidente dell’ADAM – non si tiene conto che i cartoni animati, siano essi nipponici o meno, sono una forma d’arte e come tali vanno rispettati. Stravolgerli è assurdo”.

Sebbene esistano ormai intere generazioni cresciute senza effetti collaterali a “pane e Mazinga”, il pericolo giallo non smette di turbare i sogni di molti. Alabarde spaziali e pugni rotanti non salvarono Goldrake dalle critiche di alcuni genitori che si incatenarono davanti alla sede Rai pur di interromperne la programmazione. A tutt’oggi le cose non sono cambiate: “La colpa è anche della cattiva informazione – continua Buscaglino – troppi giornali mirano allo scoop riportando notizie inesatte: tempo fa scrissero di un bimbo di 4 anni che si sarebbe suicidato dopo aver visto i Pokemon. Peccato che l’incidente fosse avvenuto prima della messa in onda del cartone e che la balconata da cui cadde fosse pericolante”.

Niente di nuovo sotto il sole: in questi giorni Dragonball è accusato di istigare alla pedofilia.