www.dael72.net

IN PRIMO PIANO

SHOWBIZ

CULTURA&SCIENZE

MOTE

WHO'S WHO

GALLERY

TOURING

homepage

@

MI CHIAMAVO SABINA SPIELREIN.

di Danila Elisa Morelli©

“This is more fun”: questo è più divertente. Esordisce così Iain Glen a chi gli chiede come abbia vissuto il passaggio dal ruolo di mauvais in Tomb Raider a quello dello psicoanalista Carl Jung in Mi chiamavo Sabina Spielrein. “Nel primo la macchina che si muove intorno alla componente recitativa è molto complessa, l’attore passa in secondo piano. Lavorare in un film come questo invece è gratificante. Mi sono divertito a condurre delle ricerche personali sulla vicenda”.

La preparazione di Glen ha stupito anche Roberto Faenza, regista del film le cui riprese sono terminate ieri a Torino: “E’ sorprendente il grado di immedesimazione che è riuscito ad ottenere. Mi ha addirittura fatto scoprire materiale di cui non ero a conoscenza. E pensare che ho personalmente spulciato negli archivi russi, incontrato testimoni, letto ogni libro...”.

Sabina Spielrein balzò agli onori della cronaca negli anni ’70 quando alcuni ricercatori scoprirono un carteggio che testimoniava la corrispondenza epistolare che la legava agli psicoanalisti Freud e Jung. “Da allora – continua Faenza – avrò scritto una quarantina di sceneggiature..."

Il film è stato realizzato con il contributo della Film Commission Torino Piemonte.