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LAMBERT ALLA RISCOSSA

di Danila Elisa Morelli©

Strano destino quello di Cristopher Lambert. Nel 1984 diviene un sex symbol rivolgendo uno sguardo intenso alla cinecamera mentre scende da una carrozza in “Greystoke – La leggenda di Tarzan signore delle scimmie”. L’anno seguente ottiene un César come miglior attore maschile interpretando, con taglio sbarazzino e capelli ossigenati, un ladro che si nasconde nei sotterranei della metropolitana di Parigi (il film è “Subway” di Luc Besson). Nel 1986 veste gli ormai mitici panni del romantico e problematico Connor MacLeod, protagonista del fantasy “Highlander”. Tre film, tre successi. Come inizio di carriera non c’è male per uno che, seguendo i consigli degli apprensivi genitori, sembrava aver accettato l’idea di trovarsi un impiego poco edificante purché sicuro.

A metà degli anni Ottanta, questo giovane attore di origini francesi (ma nato a Long Island il 29 marzo del 1957 e cresciuto in Svizzera) è all’apice della popolarità. Peccato che, contro ogni previsione, queste pellicole rappresentino il promettente inizio di una carriera per molti versi deludente. Sebbene infatti Lambert sembri voler gestire oculatamente la sua immagine, alternando pellicole di qualità (“Il Siciliano” di Michael Cimino, “Un prete da uccidere” di Agnieszka Holland) a film più commerciali (i vari sequel di “Highlander”, “Mortal Kombat”), sono questi ultimi a rimanere nella memoria del pubblico ed il suo nome diviene sinonimo di azione e fantasy sì, ma di serie B. I primi anni Novanta non sono quindi particolarmente memorabili se si aggiunge che nel privato Lambert si trova a dover affrontare, dopo sei anni di felice convivenza e la nascita di una bambina, la fine del matrimonio con la bella attrice americana Diane Lane.

L’occasione per risalire la china gli viene offerta nel 1997 da un regista italiano, Gabriele Salvatores. Christopher ottiene la parte del protagonista nel fantascientifico “Nirvana” dove impersona il malinconico Jimi, l’inventore di videogiochi che libererà il personaggio da lui ideato (Solo, un indimenticabile Diego Abatantuono) da un destino di “game over” e “salva”. La pellicola, per certi versi coraggiosa, ottiene critiche discordi ma offre all’attore la possibilità di tornare al cinema di serie A.

Gli effetti dal punto di vista professionale non sono immediati: più che per le sue interpretazioni, Lambert finisce sui giornali per la tanto chiacchierata love-story con Alba Parietti. Ma qualcosa è cambiato e così, scorrendo i titoli dei film in prossima uscita, si scopre che l’attore è protagonista di un apprezzabile numero di pellicole.

Sulla carta la più interessante appare “Vercingetorix – The Druids”. Il film, diretto da Jacque Drofman, racconta la storia di Vercingetorige, il Gallo che condusse la ribellione del suo popolo contro l’invasore Giulio Cesare e che, dopo essersi consegnato al nemico vincitore, venne da questi fatto decapitare nel 46 a.C.

“Ho deciso di partecipare a questo film – ha dichiarato l’attore – perché attualmente non esistono molte occasioni di interpretare ruoli epici... E’ un personaggio leggendario. Oggi come non mai abbiamo bisogno di eroi, di persone che sappiano sacrificare la loro vita per una causa. E’ un gran film non solo perché ci sono grandi scene d’azione ma perché possiede aspetti lirici e romantici, gli stessi che hanno dato origine a pellicole come “Braveheart” e “Balla coi lupi”. Non potevo assolutamente perdere questa occasione”.

Le riprese vengono ultimate in questi giorni in Bulgaria e per le scene di massa si è dovuto ricorrere all’apporto di oltre 3000 comparse. Accanto a Lambert recitano Klaus Maria Brandauer (Cesare), Max Von Sydow (che vedremo presto anche nel film di Dario Argento “Non ho sonno”), Vincent Moscato e David Charvey (due star del rugby d’oltralpe) e la modella spagnola Ines Sastre nel ruolo della bella Epona. “Vercingetorix – The Druids” uscirà in Francia il 31 dicembre 2000. Subito dopo arriverà nelle sale italiane.

E’ già nelle sale americane invece “Highlander – Endgame”, quello che si spera essere l’epilogo di un’inutile saga nata nel 1986. E dire che il capostipite era un ottimo film fantasy. Gli ingredienti c’erano tutti: un personaggio tormentato, una storia che attraversa diverse epoche, duelli e scontri all’ultimo sangue per divenire “l’ultimo immortale” ed ottenere come premio la possibilità di morire come tutti gli esseri umani, un incredibile Sean Connery e, dulcis in fundo, la splendida colonna sonora scritta ed interpretata dai Queen. Un ottimo film davvero. Peccato che abbia dato seguito a due sequel da dimenticare e che ora questo quarto episodio, a detta di chi l’ha già potuto vedere negli States, non sia granché. L’unico motivo di interesse potrebbe essere costituito dal fatto che nel nuovo film Cristopher Lambert, interprete della serie su grande schermo, recita affianco all’atletico Adrian Paul, protagonista dell’omonima serie televisiva. Insomma, diretto dall’esordiente Douglas Aarniokoski, “Higlander – Endgame” potrebbe finire nel dimenticatoio ancor prima di arrivare nelle nostre sale. Lambert ha comunque altre frecce al suo arco: in “Pointmen” sarà al centro di un intricata vicenda a sfondo politico; in “Joshua”, tratto dal best seller di Joseph F. Girzone, lavorerà nuovamente con lo sceneggiatore Brad Mirman con il quale ha collaborato già in precedenza (“Resurrection”, “Knight Moves” e “Gideon”).

Insomma, l’attore non sembra avere problemi a trovare un ruolo. Bisogna vedere se riuscirà a trovare “il” ruolo, quello che potrebbe farlo tornare una star. Ebbene l’occasione potrebbe non essere poi così lontana: il suo nome è stato fatto più volte come ideale interprete di una sempre più probabile versione cinematografica di Corto Maltese, il personaggio ideato da Hugo Pratt. Potrebbe essere suo quindi il profilo che si staglierà con sigaretta penzoloni e cappellino da marinaio di fronte a mirabili tramonti esotici. Se sarà così, Lambert potrà dire di essere tornato al grande cinema.