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NUDI PER CANTARE

di Danila Elisa Morelli©

Non è una novità: i video musicali rivestono un’importanza cruciale per il lancio di una canzone e di una band perché permettono di rendere un brano più incisivo associando alle note una situazione, un volto, un’emozione. Oggi non c’è canzone che non sia accompagnata da un cortometraggio ed esistono alcune emittenti televisive i cui palinsesti si basano quasi esclusivamente sulla loro programmazione. Soprattutto su queste reti l’affollamento eccessivo determina una crescente concorrenza e tutti sono alla ricerca di idee che trasformino un video-clip qualunque in qualcosa che abbia impatto sul pubblico. Gli ingredienti necessari allo scopo sono molteplici e spesso pubblico e produttori hanno a riguardo pareri diversi. Il primo incorona quelli particolarmente suggestivi (tipo “Frozen” di Madonna) e realizzati con tecniche particolari (celebri “Take on me” degli A-ha, “Kind of magic” dei Queen, “Pink” degli Aerosmith); i secondi spesso e volentieri cercano solo un prodotto capace di lasciare il segno differenziandosi in qualche modo da tutti gli altri. Una sorta di spot pubblicitario, insomma.

Ebbene, l’ultima trovata per non passare inosservati è quella di proporre il nudo integrale maschile.

Non è la prima volta che viene usato: qualche anno fa gli inglesi BELOVED avevano abbinato alla canzone “Sweet Harmony” un video in cui erano presenti modelle e modelli in versione “nature”: i protagonisti, tra cui lo stesso cantante Jon Marsh, si muovevano in un ambiente rarefatto gli uni accanto agli altri in modo da non mostrare mai nulla di particolarmente sconveniente. L’effetto era decisamente artistico e nessuna emittente avvertì la necessità di censurare le immagini.

La tendenza attuale prevede invece un palese intento dissacratorio e soprattutto la presenza del fantomatico “nudo frontale maschile”, un vero e proprio tabù se si considera che perfino nel cinema (escluso il porno, si intende) non viene mai utilizzato e, solo per fare l’esempio più recente, anche ad una star come Kevin Costner è stato proibito di mostrarsi nel suo ultimo film in costume adamitico.

In questo campo quindi la musica batte il cinema 1 a 0.

I primi sono stati i BLINK 182. Volendo lanciare il loro ultimo album “Enema of the State”, Mark Hoppus, Tom DeLonge e Travis Barker hanno pensato bene di realizzare un video shock. E così le note del singolo “What’s my age again” accompagnano i tre membri della band che corrono su e giù per le strade di una città completamente nudi. Il risultato è stato notevole: alcune reti hanno censurato il clip, altre hanno preferito proporlo “ombreggiando” opportunamente le pudende di questi tre ragazzotti di San Diego. Inutile dire che pochi minuti di corsa in déshabillé hanno garantito ai Blink 182 successo e fama mondiali. 

Per parecchi giorni “What’s my age again” è sembrato un caso isolato. In realtà, a dimostrare che qualcosa stava cambiando e che era stata abbattuta l’ennesima frontiera del comune senso del pudore, è arrivato quasi subito un altro video il cui titolo, quanto meno profetico, è “Get naked” (“spogliati!”). La band si chiama “METHODS OF MAHYEM” ed è una di quelle che puntano tutto sul cattivo gusto e sulla provocazione. Il suo incontrastato leader è Tommy Lee, ex esponente dei Motley Crue, divenuto celebre più per essere il marito violento della “bagnina” Pamela Anderson che come musicista. Uno che, per capirci, passa la maggior parte del suo tempo entrando ed uscendo dal carcere, accusato dalla sua stessa moglie di violenze e percosse.

In “Get naked” si presenta come mamma l’ha fatto su un letto, intento a fare zapping con il telecomando tra canali che propongono sempre e solo persone nude tra cui spiccano alcuni musicisti come Lil’Kim, MixMaster Mike dei Beastie Boys e Fred Durst dei Limp Bizkit. Dopo essersi eccitato a dovere, Lee viene raggiunto a sorpresa dalla sua adorata mogliettina... Pare infatti che il brano ed il relativo video, diretto da Chris Hafner, siano stati voluti dal cantante proprio per rispondere alle critiche di stampa e opinione pubblica seguite alla diffusione di un filmino hard incentrato sulle prodezze sessuali della coppia Lee-Anderson in luna di miele. De gustibus...

L’esibizionismo made in USA non è passato inosservato e gli europei si sono prontamente mossi per il contrattacco. Proprio in questi giorni è programmato sui canali televisivi musicali il brano di una nuova band tedesca, i “B.O.N.”, ovvero “BAND OHNE NAMEN” (=“gruppo senza nome”). Sono i ventitreenni Guy Gross e Claus Capek i quali hanno scelto di lanciare il loro primo singolo intitolato “Boys” con un video nel quale interpretano due giovani studenti che si aggirano nudi in cerca di ragazze disponibili tra le camere di un collegio femminile gestito da suore. Il risultato è un filmato abbastanza scanzonato che ha regalato ad una canzone non particolarmente originale una notevole popolarità in tutta Europa.

Infine, forse allo scopo di ristabilire le opportune differenze di qualità e prestigio, ha deciso di scendere in campo (di nudisti) la star ROBBIE WILLIAMS, artefice dello scioglimento dei Take That ed unico tra i membri del gruppo ad avere addirittura accresciuto il suo successo rispetto agli anni d’oro del quintetto di Manchester.

Il terzo album del cantante, in vendita a partire dal 28 agosto, è preceduto dall’uscita del singolo “Rock DJ”. Proprio il video di questo brano, diretto da Vaughan Arnell, è attualmente nell’occhio del ciclone poiché Robbie non solo si produce in uno strip-tease integrale ma arriva addirittura a spogliarsi della pelle, dei muscoli e della carne pur di attirare l’attenzione di un gruppo di bellissime donne intente a ballare sui pattini a rotelle ed apparentemente insensibili al suo fascino. Alla fine di lui rimane solo uno scheletro ballerino... Ore di trucco, effetti speciali e un po’ di sana ironia hanno caratterizzato la realizzazione del breve filmato i cui fotogrammi sono presenti anche sul sito Internet www.robbiewilliams.co.uk/music.

Come si può ben immaginare il clip, censurato in molti Paesi perché francamente “disturbante”, è una vera e propria sfida lanciata dal cantante ai concorrenti: chi potrà mai eguagliare uno spogliarello così?

A questo punto probabilmente è stato raggiunto il limite e bisognerà che i produttori se ne inventino un’altra.

A noi comunque piace ricordare che nel ‘94 un gruppo italiano, i NEGRITA, avevano già fatto quello che ora gli anglosassoni si vantano di proporre: nel video “Cambio” cantavano vestiti solo dei loro strumenti!