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GLI OSCAR DALLA A ALLA Z.

di Danila Elisa Morelli©

Il 26 marzo verranno assegnati per la settantaduesima volta gli Oscar. In attesa di conoscere il verdetto dei giurati, ecco curiosità, aneddoti e segreti della celebre cerimonia.

ACADEMY AWARD E’ il vero nome del premio ideato nel 1929 dal produttore Louis B. Mayer per rendere ancora più prestigiosa (e potente) l’Academy of Motion Pictures and Arts, da lui stesso fondata due anni prima. Continuò a chiamarsi “premio dell’Accademia” fino a quando, nel ‘31, l’allora segretaria Margaret Herrick, in seguito direttore esecutivo dell’Academy, esclamò osservandola: “Ma guarda! Mi ricorda mio zio Oscar!”.

BETTE DAVIS Secondo una leggenda hollywoodiana, in realtà fu lei a coniare il celebre nome. Pare infatti che nel ricevere il premio nel 1935 abbia detto che quell’omino stilizzato le ricordava il marito H. Oscar Nelson jr. La Davis ottenne nella sua carriera dieci nomination, vinse due volte come miglior attrice protagonista e fu la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente dell’Academy.

CURIOSITA’ 1939: vengono assegnati per la prima volta i mini-Oscar, ideati per premiare Mickey Rooney, Deanna Durbin e i sette nani del disneyano Biancaneve e i sette nani; 1950: Eric Von Stroheim rifiuta la nomination come miglior attore non protagonista in Viale del tramonto ritenendola riduttiva se paragonata alla sua luminosa attività di regista; 1976: viene premiato post mortem l’attore Peter Finch, protagonista di Quinto potere; 1984: tra i candidati come miglior sceneggiatore c’è un cane, il pastore tedesco dell’autore Robert Towne il quale fa inserire il nome dell’amico a quattro zampe al posto del suo per protestare contro i tagli inflitti dal regista al copione da lui firmato;...

DOUGLAS FAIRBANKS Primo presidente dell’Academy. Divo incontrastato dell’epoca d’oro di Hollywood, fondò la United Artists (1919) insieme alla moglie Mary Pickford, a Charlie Chaplin e al regista D.W. Griffith. Oggi il presidente è Robert Rehme, in carica dal 1997.

ESCLUSI Molte star non hanno mai avuto l’onore di ricevere il mitico riconoscimento. Fra gli italiani, spicca il nome di Marcello Mastroianni, per ben tre volte in odore d’Oscar (Divorzio all’italiana, Una giornata particolare, Oci ciornie). Sono invece inglesi gli attori che, pur avendo ricevuto più nomination, non hanno mai agguantato la statuetta: Peter O’Toole e Richard Burton, entrambi in lizza per ben sette volte, sono rimasti sempre a bocca asciutta come pure Thelma Ritter (6), Glenn Close (5), Montgomery Clift (4), Gloria Swanson e Natalie Wood (3),... Fra i registi, i più beffati furono Clarence Brown (6) ed il maestro del brivido Alfred Hitchcock (5).

Spesso l’Academy ha cercato di salvarsi in corner assegnando a divi rimasti inspiegabilmente ignorati i famigerati “premi alla carriera”: furono così tardivamente celebrati Fred Astaire (1949), Greta Garbo (1954), Cary Grant (1969), Lillian Gish e Orson Welles (1970), Barbara Stanwyck (1981).

Alcuni divi si presero però la rivincita: Henry Fonda e Paul Newman, dopo aver ricevuto l’Oscar alla carriera rispettivamente nel 1981 e nel 1985, vinsero quello di miglior attore gli anni seguenti per le loro interpretazioni in Sul lago dorato e ne Il colore dei soldi.

FRASI CELEBRI “Se vivi abbastanza a lungo e sei in grado di parlare, un Oscar puoi sempre vincerlo” (John Wayne), “Serve soltanto a procurarmi facilitazioni negli aeroporti” (Robert Duvall), “Si tratta di riconoscimenti che ti cambiano la vita e la carriera” (Carlo Rambaldi).

GAFFES Celebre quella commessa da Frank Capra nel 1933: sentendo il presentatore dire “vieni a prendere il premio, Frank”, si avviò raggiante verso il palco ma si rese conto che i riflettori non illuminavano lui bensì il vero vincitore, il regista Frank Lloyd. Nel 1975 toccò a Carmine Coppola provare un certo imbarazzo quando gli cadde e si ruppe l’Oscar appena ricevuto per Il Padrino parte seconda. Nel 1980 Timothy Hutton, acclamato per il suo ruolo in Gente comune, inciampò e si salvò da una rovinosa caduta grazie al pronto intervento di Robert Redford. Scampò invece ad una magra figura Frank Sinatra quando, chiamato a presentare i migliori attori del 1983, rifiutò di inforcare gli occhiali e, non riuscendo a leggere i loro curriculum, improvvisò con rara maestria.

HOTEL La prima edizione del premio Oscar si tenne in un albergo: il Roosevelt Hotel di Hollywood. Era il 16 maggio 1929 e alla presenza di circa 250 persone furono assegnati dodici riconoscimenti per altrettante categorie. Alla competizione potevano partecipare solo i film statunitensi.

IELLA Per alcuni l’Oscar è stato un porta-sfortuna. Dopo averlo ricevuto: Lynn Fontane, miglior attrice nel 1933, terminò la sua carriera; Bobby Driscoll entrò nella spirale della droga; Myke Todd perì in un incidente aereo e Gary Cooper morì (di morte naturale: l’Oscar in questione era alla carriera...).

JUDY DENCH Sarà fra coloro che consegneranno i premi nella cerimonia di quest’anno. Assolveranno lo stesso compito: Annette Bening, James Coburn, Salma Hayek, Samuel L. Jackson, Ashley Judd, Jude Law, Mike Myers, Haley J. Osment, Gwyneth Paltrow, Keanu Reeves, Steven Spielberg, Arnold Schwarzennegger, Charlize Theron, Chow Yun Fat e l’italiano Roberto Benigni. Il conduttore della serata sarà invece l’istrionico Billy Crystal.

KATHARINE HEPBURN Detiene il primato di nomination (12) e di vittorie (4). Segue a ruota Jack Nicholson (11; 3). Tra i registi, il primo posto per numero di nomination spetta a William Wyler (12) mentre a vincere più Oscar fu John Ford (4).

LISTA DELLA LAVANDAIA E’ il simpatico nomignolo con cui viene definito qualsiasi sproloquio venga pronunciato dai premiati. Per premunirsi in questo senso, i produttori inviano sempre ai nominati una lettera in cui si raccomanda, in caso di vittoria, di non trasformare il classico discorso di ringraziamento in una “lista della lavandaia”. Certo non prese alla lettera questo invito Cuba Gooding jr: vincitore nel 1996, si produsse in un lunghissimo monologo che lasciò esterrefatti tutti i presenti.

MUTO Vi è un unico film muto tra quelli che si sono aggiudicati l’Oscar: è Ali, vincitore della prima edizione (1929). Nello stesso anno venne assegnato un premio speciale al primo film sonoro della storia del cinema, Il cantante di jazz. Inutile dire che da allora in poi non ci fu più posto per i film privi di audio...

NON PROFIT E’ la caratteristica principale dell’Academy. I suoi componenti rappresentano 13 branche dell’industria cinematografica e sono tutti accolti a farne parte solo dopo essersi distinti per meriti artistici ed avere ottenuto la sponsorizzazione di almeno due membri interni.

OSCAR E’ alto 34 centimetri, pesa 4 chilogrammi e se ne sta tutto impettito su una base di 13 centimetri. Suo padre è lo scultore George Stanley che, su disegno di Cedric Gibbons, lo creò nel 1928. Inizialmente gli Oscar valevano 150.000 dollari ed erano d’oro a 24 carati; durante il periodo bellico, furono fabbricati in gesso in modo da risparmiare sulle spese della cerimonia; oggi il prezioso minerale fa solo da rivestimento per una speciale lega di rame, argento, peltro e nickel. Dopo la consegna pro forma davanti alle telecamere, tutte le statuette tornano in fabbrica per essere consegnate definitivamente ai vincitori solo tre settimane dopo con il loro nome inciso sul basamento.

PRICE WATERHOUSE E’ lo studio notarile i cui responsabili conoscono per primi l’identità dei premiandi. Sono loro infatti a prendere visione dei tabulati contenenti le votazioni dell’Academy e ad inserire nelle apposite buste i cartoncini recanti i nomi dei vincitori. Il giorno della cerimonia i due funzionari raggiungono, dopo aver percorso strade diverse, il luogo della premiazione e consegnano le buste ai presentatori solo pochi istanti prima di ogni singolo annuncio.

QUESTIONE DI LOOK Spesso la notte delle stelle si trasforma in una vera e propria sfilata degli orrori. Ci riferiamo alle mise scelte dalle star. Sono passati alla storia: il nude-look proposto da Cher nel 1985, lo smoking indossato da Jeremy Irons con improbabili scarpe da tennis nel ’90, l’abito verde ramarro sfoggiato da Whoopy Goldberg nel ‘93,... Oggi, per salvarsi da figuracce simili, i divi di Hollywood decidono sempre più frequentemente di affidarsi ai grandi della moda italiana, Armani e Versace in testa.

RECORD Ne detengono uno speciale Spencer Tracy e Tom Hanks: sono gli unici ad aver vinto due oscar consecutivi come migliori attori, il primo nel 1937 e 1938 (Capitani coraggiosi, La città dei ragazzi) ed il secondo nel 1993 e 1994 (Philadelphia, Forrest Gump). Liza Minnelli detiene un altro primato, quello di aver vinto un Oscar essendo figlia di vincitori: lei vinse nel ’72 per Cabaret, mamma e papà nel ’39 e nel ’58.

SHRINE AUDITORIUM E’ la sede scelta per l’edizione di quest’anno. Ospita 2500 posti a sedere ed è situato di fronte al campus dell’Università USC al numero 665 di West Jefferson Boulevard.

TEMPI Quelli della cerimonia sono rigidissimi: apertura della passerella (ore 17.00); arrivo di giornalisti e fotografi (ore 17.50) e dei funzionari della Price Waterhouse (ore 17.55); inizio diretta televisiva (ore 18.00). Dopo la fine dello spettacolo, prevista per le 21.30, vincitori e vinti si recano al Governor’s Ball e poi alle varie feste private.

ULTIMI Possono vantare un primato in negativo The turning point e Il colore viola: entrambi, nonostante avessero ottenuto ben 11 nomination rispettivamente nel 1977 e nel 1985, non ricevettero nemmeno un Oscar!

VITTORIO DE SICA E’ stato il primo ad aggiudicarsi il riconoscimento per il migliore film straniero. Il premio fu infatti introdotto solo nel 1947 e fu assegnato al grande regista ed attore italiano per Sciuscià. All’epoca non era ancora un Oscar, ma una semplice targa. Il primo Oscar vero e proprio fu consegnato nel 1956: a riceverlo fu un altro italiano, Federico Fellini, per il film La strada.

ZANUCK Richard e Lili Zanuck sono i produttori della cerimonia di quest’anno.