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Largo ai sottomarini!

di Danila Elisa Morelli©

Oceano Atlantico, 1942. A bordo di un sottomarino statunitense un manipolo di uomini è impegnato in una missione importantissima: appropriarsi dell’ENIGMA, l’unico strumento in grado di decriptare il codice segreto usato dalle truppe naziste. L’occasione si presenta quando il sommergibile tedesco a bordo del quale si trova il prezioso decodificatore rimane bloccato vicino alle coste americane per un’avaria quantomeno provvidenziale...

E’ questa la vicenda narrata in U-571, il kolossal prodotto dalla Universal e da Dino de Laurentiis prossimamente nelle sale italiane.

Basato su una storia vera, il film è costato circa 90 milioni di dollari (180miliardi di lire) ed è stato girato quasi totalmente nell’enorme Teatro 5 di Cinecittà all’interno del quale è stato possibile costruire un sottomarino della lunghezza di 67 metri.

La scelta di utilizzare le maestranze italiane per realizzare l’ambiente in cui si muovono gli attori Harvey Keitel, Matthew MacConaughey e Jon BonJovi è stata felice: in particolare i tecnici si sono rivelati all’avanguardia nell’uso del “ginball”, una sorta di enorme culla su cui è stato adagiato il modello a grandezza naturale per ricreare il beccheggio ed il rollio dello scafo sull’acqua.

Probabilmente i mass-media reclamizzeranno la pellicola dicendo che essa segna il ritorno di un genere che in realtà non è mai stato abbandonato: infatti U-571 è solo l’ultimo di una lunga serie di pellicole “subacquee” dove il vero protagonista non è tanto l’attore principale quanto lui, il sommergibile, che con i suoi ambienti metallici e claustrofobici è in grado di estremizzare ogni evento e di acuire ogni stato psicologico.

Certo il via a questa megaproduzione sarà stato facilitato dal rilancio dell’intero filone bellico, risorto lo scorso anno con Salvate il soldato Ryan di Spielberg e La sottile linea rossa di Malick. Però è anche vero che scorrendo la produzione cinematografica mondiale si può notare come le pellicole ambientate sott’acqua siano state proposte al pubblico in modo cadenzato e costante. Ecco le più importanti.

QUELLI SERI ... La nostra rapida carrellata non può che cominciare dal genere più immediatamente associabile a questi straordinari veicoli subacquei. Spicca in questo nutrito gruppo di pellicole l’intenso U-BOOT 96 (1980) diretto da Wolfgang Petersen in cui si narra la tragica vicenda dell’equipaggio di un sommergibile tedesco che, durante l’ultimo conflitto mondiale, subisce un letale attacco da parte dell’aviazione nemica. Meno drammatico è Battaglia del mar dei Coralli (1959): qui un equipaggio americano, catturato dai giapponesi, riesce a trasmettere informazioni di vitale importanza al proprio comando.

Il sottomarino fantasma (1950) ha invece per protagonista un tedesco irriducibile il quale non si arrende alla sconfitta nazista e prosegue una sua personale guerra nelle acque del Pacifico fino a quando non interverrà un inflessibile agente americano.

Il conflitto mondiale passa in secondo piano in Mare caldo (1958) dove perno della vicenda non è tanto la battaglia in mare quanto quella, drammatica, che vede schierati su fronti opposti il capitano (Clark Gable) ed il vice (Burt Lancaster) di un sottomarino impegnato nell’inseguimento di una nave giapponese. L’interessante spunto verrà ripreso anni più tardi, con ben diverso risultato, in Allarme rosso (1995) di Tony Scott: la guerra fredda dovrebbe essere un pallido ricordo in un’epoca di assoluta distensione, eppure alcuni russi si impadroniscono di una base missilistica con il chiaro intento di cancellare dalla faccia della Terra gli Stati Uniti d’America. Quando il governo incarica il sommergibile Alabama di lanciare contro i nemici le testate nucleari, il capitano (Gene Hackman) è al settimo cielo mentre l’ufficiale di colore Hunter (Denzel Washington) cerca di temporeggiare proclamando l’ammutinamento e imprigionando il suo superiore guerrafondaio.

Di qualche anno anteriore e decisamente più riuscito è Caccia a Ottobre Rosso (1990) in cui Sean Connery impersona il capitano di un sottomarino sovietico il quale, giunto ormai all’età della pensione, decide di disertare con il suo equipaggio e di raggiungere gli USA per trovarvi asilo politico. Peccato che gli americani vogliano abbatterlo temendo un attacco...

I mezzi subacquei cinematografici non hanno solcato solo i mari del genere a loro più consono. Ecco dunque film d’avventura come U-112 assalto al Queen Mary (1966), in cui la splendida Virna Lisi assolda il marinaio Frank Sinatra per trovare un tesoro sommerso, o di spionaggio come il celebre 007 La spia che mi amava (1977), dove James Bond si imbatte nella bella spia sovietica Anya Amasova come lui interessata a bloccare un pericolosissimo sottomarino carico di 16 missili a testata nucleare.

Moltissimi sono i film fantascientifici: si va da Viaggio in fondo al mare (1961) con Walter Pidgeon e Joan Fontaine a Il capitano Nemo e la città sommersa (1969), ispirato all’Isola Misteriosa di Jules Verne.

Sempre da un’idea dello scrittore francese prende spunto il primo film Disney in cui appaiono attori in carne ed ossa. Si tratta di 20.000 leghe sotto i mari (1954), diretto da Richard Fleischer ed interpretato da James Mason nei panni del capitano del leggendario Nautilus. Lo stesso regista firmò anche Viaggio allucinante (1966) in cui si immagina che alcuni medici vengano miniaturizzati e, a bordo di un mini-sommergibile, viaggino attraverso l’apparato circolatorio di un uomo per eseguire una delicata operazione (spunto ripreso brillantemente nel più recente Salto nel buio). Anche The Abyss (1989) appartiene a questo filone: qui a farla da padroni sono azione, ritmo ed effetti speciali.

... E QUELLI DA RIDERE Guerra, avventura, fantascienza, ma non solo. Questi pericolosi mezzi bellici sono infatti protagonisti anche di generi “insospettabili”. Primo fra tutti quello comico. Come non ricordare allora il divertente Operazione sottoveste (1959) in cui il capitano Cary Grant si trova a dover ospitare a bordo un contingente femminile ed è costretto ad accettare l’idea che il suo glorioso sottomarino venga tinto di rosa e si trasformi in una sorta di infermeria per un gruppo di indigeni,... Il film, conosciuto anche come Una nave tutta rosa, rientra nel gruppo che annovera: Attente ai marinai (1951) con Dean Martin e Jerry Lewis; Vino, whisky e acqua salata (1963) con Raimondo Vianello e Tino Buazzelli; Arrivano i russi arrivano i russi! (1966) con Alan Arkin; Giù le mani dal mio periscopio (1995) con Bruce Dern.

Appartiene invece alla comicità più demenziale invece Il sommergibile più pazzo del mondo (1982) dove fanno la loro “bella figura” gli italiani Bombolo, Enzo Cannavale e Anna Maria Rizzoli.

Di tutt’altro genere, musicale, è infine il surreale Yellow Submarine (1968) in cui i Beatles versione cartone animato combattono per salvare la pacifica e psichedelica terra di Pepperlandia dall’invasione dei “Biechi Blu”.

Insomma i sottomarini non si sono limitati a solcare le acque profonde degli Oceani ma hanno navigato a lungo anche nel mare di celluloide.

BOX- Il Teatro 5 di Cinecittà

Situato tra i Teatri 15, 16 e 10, il Teatro 5 di Cinecittà è il più grande d’Europa. Di forma rettangolare, copre un’area di 3.200 metri quadrati e può ospitare fino a cinque set contemporaneamente. Per Dino De Laurentiis la produzione di U-571 ha comportato il ritorno a Cinecittà dopo quasi 50 anni di assenza: l’ultimo film da lui realizzato negli stabilimenti di via Tuscolana è infatti Guerra e pace di K. Vidor, datato 1954.