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Il colore dell’estate italiana: giallo!

di Danila Elisa Morelli©

L’estate è sempre stata associata ai colori accesi, forti. Come il giallo, evocatore di lunghe spiagge dorate, di romanzi polizieschi letti sotto l’ombrellone, ma soprattutto di sole e di luce. Quest’anno però l’Italia si tinge di un giallo particolare, quello di un ben preciso genere cinematografico. In questi mesi infatti l’intera penisola è presa d’assalto da cineasti di ogni provenienza che hanno scelto di ambientarvi le loro pellicole, tutte inequivocabilmente “gialle”.

Sembra ormai morta e sepolta (termini scelti non a caso) l’idea che le storie di orrendi delitti commessi da efferati serial killer debbano per forza avere luogo in una grigia e fumosa città americana. Così New Orleans, San Francisco, Chicago vengono soppiantate da Torino, Firenze, Roma.

Ecco una sorta di mappa italiana “da brivido”.

TORINO Si dice che, visitando la città piemontese nel 1960, Alfred Hitchcock l’abbia definita “promettente per un giallo, ben fasciata di mistero, sufficientemente enigmatica”. Ebbene, quarant’anni dopo, Dario Argento ha scelto di girare all’ombra della Mole Antonelliana il suo ultimo film, Non ho sonno. La pellicola narra l’incontro - scontro tra due alti funzionari di polizia impegnati, con metodi d’indagine diversi e complementari, nella ricerca di uno spietato e crudele serial killer che, a distanza di anni, torna ad uccidere. Il commissario vecchio stampo ha il volto di Max Von Sydow mentre il detective abituato a fare largo uso delle ultime scoperte scientifiche ed informatiche è interpretato da Paolo Maria Scalondro. Completano il cast principale: Rossella Falk, Chiara Caselli, Gabriele Lavia (ve lo ricordate in Profondo Rosso?) e l’intenso Stefano Dionisi nella parte di Giacomo, figlio di una delle prime vittime del mostro.

Per Dario Argento trovarsi a Torino segna una sorta di ritorno alle origini: è qui infatti che una trentina di anni fa girò le sue prime pellicole che gli valsero l’appellativo di “Hitchcock italiano”. Certo già in L’uccello dalle piume di cristallo ed in Profondo rosso le sfumature horror erano evidenti, ma il gusto per il colpo di scena, per l’inquadratura spiazzante, per l’indagine intricata e pericolosa al fine di scoprire l’identità dell’assassino di turno erano quelle tipiche del giallo doc. Con Non ho sonno Argento torna al suo primo amore: abbandona i facili effetti da grandguignol delle sue ultime produzioni e riscopre il thriller.

“Se sono tornato a Torino per riprendere il filo del discorso? No, sarebbe troppo facile vederla in quest’ottica - dice il regista italiano - Torino ha esercitato un fascino su di me sin da quando venivo qui con mio padre: mi hanno sempre colpito le architetture dei palazzi, alcuni scorci, le piazze, la pioggia... L’ho scelta anche perché è una città che sta riscoprendo il cinema: il 70% della troupe impegnata in Non ho sonno è torinese e qui ho trovato set di posa bellissimi, nuovissimi, modernissimi”.

BOLOGNA Per realizzare Non ho sonno, Argento si è avvalso della collaborazione del giallista Carlo Lucarelli. Ed è tratto proprio da un romanzo di Lucarelli, Almost Blue, l’omonimo thriller appena finito di girare a Bologna. Diretto da Alex Infascelli, il film narra la storia incrociata di due giovani. Simone è un non vedente che per poter “guardare” gli altri ha costruito un apparecchio elettronico in grado di scandagliare l’etere e di trasmettergli fedelmente suoni e rumori provenienti dalla realtà circostante. In questo modo, quasi a voler sopperire al suo handicap, Simone ha sviluppato un’incredibile capacità nel riconoscere le voci associando ad ognuna un colore. Anche Alessio è interessato agli altri, con la differenza che ne è talmente ossessionato da divenire un assassino: uccide giovani studenti per poi poterne assumere l’identità. La sua capacità di trasformarsi è eccezionale e per stanarlo Grazia Negro, ispettore dell’Unità Analisi Crimini Violenti, deve affidarsi a chi è in grado di riconoscerlo in base alla sua timbrica inconfondibile...

Prodotto dalla Cecchi Gori e interpretato da Lorenza Indovina, Andrea Di Stefano e Claudio Santamaria, Almost Blue non è l’unico film tratto da un romanzo di Lucarelli. A settembre la regista Donatella Maiorca darà il primo ciak alla trasposizione cinematografica de L’isola dell’angelo caduto, prodotta dalla Trio Film. Gli interpreti e gli esatti luoghi delle riprese sono ancora “top secret”. La trama invece, fedele al romanzo originale, prende l’avvio nel 1925 con la morte sospetta di un miliziano fascista in servizio presso la colonia penale “Capo d’Angelo”. Inutile dire che il trapasso del camerata Miranda sarà solo il primo di una serie.

FIRENZE In questa panoramica di città elette a location da brivido non può certo mancare Firenze che ospita proprio in questi giorni uno dei più temibili serial killer cinematografici, lo “psichiatra in pensione e cannibale in carriera” Hannibal Lecter. Chi se lo ricorda demoniaco e sardonico ne Il silenzio degli innocenti, non rimarrà deluso: in Hannibal, l’atteso sequel del film del 1991, il personaggio interpretato da Anthony Hopkins diviene protagonista assoluto anche se a dargli la caccia ci sarà ancora l’agente Clarice Starling (interpretata da Julianne Moore e non da Jodie Forster). La novità più eclatante è che Thomas Harris, autore dei best seller da cui prendono spunto entrambi i film, ha ambientato le nuove imprese del celebre antropofago nella bellissima città italiana e così il regista Ridley Scott si è mosso armi e bagagli ed è sbarcato con il ricco cast sulle rive dell’Arno. Il risultato? Un’ambientazione insolita per uno psyco-thriller americano e attori di varia provenienza: Gary Oldman, Giancarlo Giannini, Ray Liotta, Enrico Lo Verso, Francesca Neri.

ROMA Anche la capitale si tinge di giallo: uno dei mostri sacri di Hollywood, Martin Scorsese, ha deciso infatti di utilizzare gli studi di Cinecittà per far rivivere la New York delle origini. Lo scenografo Dante Ferretti ha così ricreato negli stabilimenti di via Tuscolana gli ambienti dove si muoveranno le star impegnate in Gangs of New York: Robert De Niro, Leonardo Di Caprio, Willem Dafoe, Cameron Diaz. “Il film è sulla nascita di New York e su come le diverse ondate di immigrazione formino clan e gang per sostenersi – ha spiegato il regista – New York è stata una sorta di calderone da cui si è poi formato il resto del Paese. Da giovane io mi sentivo parte di un forte gruppo sociale, gli italo-americani; ora con la vita che faccio, che mi porta in poche ore da un capo all’altro del mondo, e con la morte dei miei genitori, non mi sento più parte di un gruppo specifico: questo film è un modo per esplorare le mie radici”.

Se in Gangs of New York Roma non è (per ovvi motivi) riconoscibile, in Assassini dei giorni di festa diviene la cornice in cui si muovono gli attori Andrea Ferreol, Agnese Nano e Loredana Cannata. Il film, diretto da Romano Scavolini, narra la storia di un gruppo di amici che ha uno strano e macabro passatempo: partecipare ai funerali di sconosciuti. Peccato che un giorno, per assistere ad una cerimonia, si trovino soli in una villa disabitata. In uno schema che ricorda “Dieci piccoli indiani” di Agatha Cristie, i nostri eroi scopriranno cadaveri mummificati, trabocchetti e passaggi segreti in un crescendo di tensione e paura.

MILANO, NAPOLI, POMPEI, ... E non è finita qui: altri gialli saranno presto realizzati in Italia. Qualche esempio? In autunno si gireranno a Milano Manager calibro 9 con Valerio Mastandrea e a Napoli Pericle in nero, trasposizione cinematografica del romanzo di Ferrandino. Infine il regista Danilo També, non accontentandosi di una sola città, farà muovere i protagonisti di Jaqueline storia di un killer tra Roma, Venezia e Pompei!