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INTERVISTA A MAURIZIO ZACCARO

di Danila Elisa Morelli ©

Mentre si dibatte sul libro, a Torino è in fase di realizzazione una pellicola tratta dal classico di De Amicis le cui riprese inizieranno in autunno. Abbiamo incontrato il regista, Maurizio Zaccaro.

Dopo IL CARNIERE, sulla guerra in Jugoslavia, ed UN UOMO PER BENE, sul caso Tortora, passi a rileggere uno dei classici della letteratura per bambini, CUORE. Come mai questo salto di genere?

Non lo vivo come un salto di genere ma di sistema narrativo. Questo film non è per il cinema: sarà uno sceneggiato televisivo in 6 puntate per Mediaset. Sarà un film in costume, ma anche Un uomo perbene lo era: ricostruire gli anni Ottanta era stato molto stimolante, così come adesso lo è cercare di ricreare la Torino dell’Ottocento. Per me Cuore, pur essendo un prodotto per la televisione, non è un film di serie B. E’ semplicemente un “film lungo”, cambiano i tempi di realizzazione, ma la cura è la stessa.

Cosa spinge un regista a cimentarsi in un classico della letteratura?

A me piace molto Cuore. Ovviamente lo sceneggiato sarà impostato come una rilettura del romanzo che, essendo scritto sotto forma di diario, si presta poco ad una elaborazione cinematografica o televisiva. Anche il precedente di Comencini non seguiva alla lettera il testo originale. Sono convinto che la cosa importante sia mantenere l’essenza del libro, lo spirito, il sentimento.

Quali crede che saranno le differenze tra il suo CUORE e quello realizzato nel 1984 da Luigi Comencini?

Questo è un paragone che non mi sento di affrontare: Comencini è un maestro. In più si dà il caso che la scenografia del mio Cuore sia curata da Paola Comencini, figlia di Luigi, la quale ha collaborato con me già in passato. Certo il mio film sarà realizzato totalmente a Torino a differenza di quello del 1984. Ho insistito molto perché girassimo qui, anche se non era strettamente necessario: sarebbe stato più semplice ricostruire tutto da un’altra parte. Ma io ci tenevo perché volevo capire cosa era rimasto della Torino di De Amicis. A giugno abbiamo iniziato i primi sopralluoghi: ho trovato dei posti suggestivi come la Cavallerizza, piazza della Consolata,... Siamo qui anche grazie alla forte spinta e collaborazione della Film Commission del Piemonte e del Comune. A Torino cerchiamo non solo maestranze tecniche ma anche gran parte del cast.

I piccoli protagonisti sono già stati scelti?

Non ancora. E’ un’impresa trovare questa “sporca dozzina” che anima le pagine del libro. Devono essere talmente diversi l’uno dall’altro: c’è il torinese doc, l’immigrato, il ricco, il muratorino. Sino adesso ne ho visti 150, ma i provini riprenderanno a settembre. Cerco, anche per quanto riguarda gli adulti, soprattutto “facce d’epoca”.

Oltre ad Anna Valle nel ruolo della “maestrina dalla penna rossa” e a Giulio Scarpati in quello del maestro, quali altri attori saranno impegnati nella lavorazione del film?

Siamo in trattative con Leo Gullotta (memorabile “cattivo” in Un uomo perbene) per la parte del preside della scuola. Spero che accetti. Scrivilo questo...