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CANNES 2000.

di Danila Elisa Morelli©

Meno due, uno, zero: potrebbe sintetizzarsi così la presenza del cinema italiano alle ultime edizioni del Festival International du film di Cannes. Nel 1998 eravamo in gara con due film, il premiato La vita è bella di Roberto Benigni e l’ignorato Aprile di Nanni Moretti. Lo scorso anno il tricolore era difeso a fatica dalla balia dell’omonimo lungometraggio di Marco Bellocchio. Nell’edizione 2000, che si terrà dal 10 al 21 maggio prossimi, non una pellicola made in Italy è stata ammessa alla rassegna principale.

Le polemiche ovviamente non sono mancate: persino il regista Pedro Almodovar, Oscar per Tutto su mia madre, nel ricevere pochi giorni fa il David di Donatello si è sentito in dovere di consolare la platea italica ricordando che anche la Spagna è rimasta praticamente a bocca asciutta. Come dire: mal comune, mezzo gaudio... Tante parole ma la sostanza resta la stessa: il cinema italiano è rimandato a settembre e gli esami di riparazione si svolgeranno a Venezia.

Nell’attesa, ecco le tappe salienti della storia del Festival International du film.

ANNI ’40 La prima vera edizione del festival cinematografico francese si celebra nel 1946, ovvero sette anni dopo la falsa partenza del 1939. I motivi di questo ritardo sono presto detti: l’inaugurazione aveva subìto un primo slittamento a causa dell’ultimatum di Hitler alla Polonia ed il tentativo seguente di dare il via alla rassegna alcuni giorni dopo, il 20 settembre, era miseramente fallito quando, dopo la proiezione di un solo film (Notre Dame di Wilhelm Dieterle con Charles Laughton), era giunta notizia dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Il primo grande evento culturale del dopoguerra ha luogo nel Casino Municipal di Cannes. Diciotto nazioni in gara, quarantanove lungometraggi, ottantasei cortometraggi e nessuno scontento: la Giuria assegna infatti un Gran Prix speciale a tutti i partecipanti.

Nel 1947, mentre lo stilista Louis Réard sconvolge il mondo con il “bikini” da lui ideato, il Festival viene trasferito nel Palazzo del Cinema allestito appositamente. Peccato che i lavori non siano ancora completati e che, a causa di un tempo un po’ birichino, ogni tanto sia necessario portarsi l’ombrello in sala.

Nel ‘48, così come due anni più tardi, il Festival non ha luogo per mancanza di fondi.

ANNI ‘50 A partire dal 1951 la manifestazione si svolge in primavera anziché in autunno. Il 23 aprile 1952 viene ufficialmente inaugurato il Palais du cinema, detto anche “Palais Croisette”. Robert Favre Le Bret, tra i firmatari della petizione che aveva promosso anni prima la creazione del Festival, ne diviene il Vicepresidente esecutivo.

L’anno seguente, ricordato dai più per l’arrivo sulla Croisette della splendida Brigitte Bardot, la Giuria non è più composta solo da francesi d.o.c.: fra i colleghi transalpini siede infatti l’attore Edward G. Robinson. In futuro i membri chiamati a giudicare le pellicole in concorso saranno professionisti della Settima Arte provenienti da ogni parte del Mondo.

Nel 1954 fa scandalo la giovane e sconosciuta Simone Sylva: è in compagnia di Robert Mitchum quando le cade il reggiseno e l’attore si offre prontamente come sostituto dell’indumento: immediatamente scattano i clic dei fotografi e nasce il fenomeno delle starlette. Pare infatti che sia stato questo episodio a dare il via ai successivi, numerosissimi, spogliarelli di fanciulle in cerca di fama immortalate da fotografi in cerca di scoop.

Nel 1955 è istituita la Palma d’Oro. Il premio, destinato alla migliore pellicola in gara, sostituisce il Grand Prix International du film: il primo ad esserne insignito è Delbert Mann per il film Marty.

Nel 1959 i giornalisti ottengono di poter vedere i film la sera prima della proiezione ufficiale in modo da svolgere con più facilità il loro lavoro.

ANNI ‘60 Il decennio si apre al suono dei fischi riservati al film L’avventura di Michelangelo Antonioni il quale dovrà attendere sette anni per prendersi la rivincita ricevendo la Palma d’Oro per Blow up.

Nel 1961, durante la festa organizzata per il cast di Mai di domenica, gli invitati rompono circa 5000 bicchieri cantando “The children of Piraeus”, tema musicale del film interpretato da Melina Mercouri. Lo stesso anno, le dive italiane portano lo scompiglio sulla Croisette: Sophia Loren causa tumulti di fan disposti a tutto pur di avvicinarla, Gina Lollobrigida attrae lo stesso numero di facinorosi il giorno dopo, Claudia Cardinale ottiene ancor più attenzione partecipando alla rassegna con due film (La ragazza con la valigia e La Viaccia).

Nel 1962 la Croisette “lievita”: la spiaggia viene infatti arricchita di 150mila metri cubi di sabbia. Quattro anni dopo più che la spiaggia, colpiscono l’attenzione del pubblico due brani, le colonne sonore dei film Il dottor Zivago (“Il tema di Lara”) e Un uomo e una donna (“Chabadabada”). Il 1965 è l’anno della prima donna presidente di giuria, Olivia de Havilland, mentre il 1968 la vera protagonista del festival è la contestazione: giovani studenti e maturi registi, infischiandosene dei quattro Beatles giunti a Cannes, boicottano e bloccano la rassegna. Risultato: i membri della giuria si dimettono ed il festival è chiuso anzitempo.

ANNI ‘70 Gli anni dello scandalo Watergate e della fine della guerra in Vietnam vedono aumentare in modo esponenziale il numero di rassegne: nel 1978 si decide che almeno tre di queste (“Les yeux fertile”, “L’air du temps”, “Le passé composé”) vengano conglobate in un’unica sezione, “Un certain regard”, creata dal neo Vicepresidente del Festival Gilles Jacob. Lo stesso anno Jacob idea anche un nuovo premio, la Camera d’Or.

Nel corso di questi anni Cannes vive lo scandalo per la proiezione del film erotico Emanuelle (1974), trema per il ritrovamento di una bomba nel Palais (1975) e per un improvviso sciopero del personale degli alberghi cittadini (1976), osserva con meraviglia i bicipiti di un ancora sconosciuto Arnold Schwarzenegger e le performance di Pelé (1977) e di Cassius Clay (1978).

ANNI ’80 Dopo l’inaugurazione del nuovo “Palais des Festivals” (1982), costato circa 100miliardi di lire, nel 1989 viene abbattuto il glorioso “Palais Croisette”.

Desta viva commozione il tributo organizzato nel 1985 per ricordare lo scomparso Francois Truffaut: tutti i protagonisti dei suoi film si schierano sul palco per omaggiare con la loro presenza il regista di Fahrenheit 451.

Il decennio si apre e si chiude all’insegna di Federico Fellini: nel 1982 il manifesto del festival porta la firma del visionario regista italiano e nel 1987 è lui ad aggiudicarsi il Premio del 40esimo anniversario con L’intervista.

Curiosità: nel 1980 gli accreditati sono “appena” 8000, nel 1989 sono 16.370.

ANNI ’90 Finalmente, nel 1993, una donna viene premiata con la Palma d’Oro: è la neozelandese Jane Campion. Il suo Lezioni di piano affascina giuria e pubblico.

Nel 1998 le molte donne che compongono la giuria più femminile della storia di Cannes assegneranno invece il premio al nostro Roberto Benigni per La vita è bella. Chiamato a ricevere il riconoscimento, l’attore e regista toscano si stende ai piedi del presidente Martin Scorsese e abbraccia quasi tutte le giurate provocando un misto di ilarità ed imbarazzo nei presenti.

A metà degli anni ’90 le cifre del Festival sono le seguenti: quasi 1500 pellicole proiettate, 400 reti televisive e radiofoniche presenti, 3000 tra giornalisti e fotografi, 1000 poliziotti, 30 autisti di limousine disponibili a scorrazzare i divi.

Contemporaneamente al Festival International du Film, Cannes inizia ad ospitare la rassegna cinematografica degli “Hot d’Or”, i premi Oscar del cinema porno.

IL 2000 A parte l’esclusione del cinema italiano, che può vantare solo la partecipazione di Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti nella sezione “Un certain regard”, la 53esima edizione del Festival di Cannes presenta alcune novità di rilievo. Innanzitutto le pellicole non saranno più doppiate ma si avvarranno di una sottotitolatura elettronica in inglese ed in francese. Inoltre il 14 maggio verrà inaugurata una nuova sala da 300 posti intitolata alla memoria del regista Luis Bunuel di cui si celebra il centenario della nascita.

Come era già accaduto l’anno scorso, il Festival si propone di promuovere il cinema d’autore, con particolare attenzione per quello sudamericano che schiererà in prima fila i registi Arturo Ripstein e Miguel Littin.

L’onore di aprire la rassegna di quest’anno spetta al regista Roland Joffe il quale proporrà al pubblico la sua nuova pellicola intitolata Vattel.