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LE EREDI DELLE SPICE.

di Danila Elisa Morelli©

C’erano una volta le Spice Girls: cinque giovani ragazze inglesi in grado di sconvolgere il panorama musicale mondiale. Che ne è stato di loro? Circa un anno fa Geri “la rossa” abbandonava la band e in questi giorni, dopo aver intrapreso una promettente carriera solista, è in Italia per le riprese del suo nuovo video; Victoria, la più afona e glamour del gruppo, vende a caro prezzo le foto esclusive del suo matrimonio con il calciatore David Beckam; Mel C e Mel B cantano da sole o con artisti di fama (la prima con Brian Adams, la seconda con Missy Eliott); Emma ha appena debuttato come solista, il 24 luglio, in un concerto organizzato per beneficenza a Hyde Park.

Non è dato sapere quale sarà il futuro delle cinque ragazzotte inglesi, ma possiamo dire che il loro straordinario successo ha spinto le più importanti case discografiche ad investire nella promozione di uno sterminato numero di band musicali femminili.

Un tempo i gruppi composti unicamente da donne costituivano una piacevole quanto rara eccezione ed erano strettamente vocali. Voci d’usignolo, stile controllato, abbigliamento curato ed elegante: erano queste le caratteristiche salienti dei gruppi femminili d’una volta. In Italia, corrispondevano perfettamente a questo identikit il Trio Lescano ed il Duo Fasano.

Fu necessario attendere i primi anni Ottanta per assistere ad una piccola rivoluzione: in quel periodo fecero infatti il loro debutto le americane Bangles (“braccialetti”). Componevano, cantavano, suonavano. Ancora oggi brani come “Manic Monday” e “Walk like an Egyptian” sono richiesti e programmati da emittenti radiofoniche e televisive. All’epoca le Bangles rappresentarono un caso quasi del tutto isolato. In questa fine millennio, anche se le band femminili “complete”, capaci cioè di gestire sia la parte vocale che strumentale, sono sempre di più, la maggior parte continua la tradizione limitandosi solo al “bel canto”: le stesse Spice Girls non hanno mai imbracciato una chitarra elettrica o pestato su una batteria…

Oggi, i gruppi femminili della scena musicale internazionale si dividono grosso modo in due tipologie: alcuni imitano a tal punto le “ragazze speziate” da meritarsi l’etichetta di “simil-Spice”, altri riescono invece a distinguersi e, in alcuni casi, a sconvolgere l’opinione pubblica.

ANTI- SPICE È questo il caso delle Rockbitch (lett.: “puttana del rock”), un gruppo per cui il termine trasgressivo sembra francamente riduttivo. Durante i loro concerti, il momento clou non è rappresentato da una particolare esecuzione canora ma coincide con il lancio di un preservativo ai fan: chiunque sia tanto abile da acciuffare l’oggetto potrà fare sesso con la socievole Lucy. Al fortunato la scelta: appartarsi dietro le quinte o offrire spettacolo davanti al pubblico. E dato che i loro concerti sono abbastanza rari, Lucy e socie hanno deciso di indire una sorta di concorso via Internet: scrivendo una mail all’indirizzo rockbitch@msn.com, è possibile partecipare alla lotteria mensile denominata “Platinum Condom Award” il cui premio è un’intera notte in compagnia di tre membri del gruppo: Lucy, Nikki e Babe.

Le Rockbitch sono sei. Capitanate dalla lesbica Julie, che appare in pubblico con il volto tinto di blu, e accompagnate da un chitarrista di cui si conosce solo il soprannome, “The Beast” (La bestia), vivono in Francia dove hanno creato una specie di comunità i cui cardini sono l’amore libero e la parità uomo - donna. Scacciate dal Canada, dove non è stato loro concesso di esibirsi in concerto, criticate per le assai discutibili capacità musicali, le Rockbitch non sembrano smorzare toni e velleità: è loro ferma intenzione sconvolgere la scena musicale internazionale con il loro stile fatto di volgarità, sesso esplicito e musica dura. In confronto, la trasgressiva Courtney Love, leader delle femministe Hole (lett. ”buco”), sembra una monaca di clausura e Madonna una quarantenne sin troppo inibita. Pur proponendo un genere particolare, le Rockbitch hanno parole abbastanza gentili per le Spice Girls. Una delle componenti ha recentemente dichiarato: "… Tutta la faccenda Spice Girls, la faccenda del girl power, è il risultato della rinascita femminista. E ciò è positivo. Anche se è un cliché, funziona. (…) Le Spice sono soprattutto un prodotto commerciale ma, per lo meno, sono un gruppo femminile dominante in una società da sempre dominata dagli uomini”.

Le Rockbitch suoneranno in Italia in autunno: chi è disposto a tutto pur di vederle, potrà ascoltarle dal vivo il 15 settembre alla Festa dell’Unità di Bologna e il 16 al Babilonia di Biella. Chi invece vuole saperne di più subito, visiti il loro sito Internet: www.rockbitch.org.

Un altro gruppo decisamente antitetico rispetto alle Spice-Girls è rappresentato dalle americane TLC. Lisa Lopes, Rozanda “Left-Eye” Thomas e Tionne “T-Boz” Watkins vengono da Atlanta e propongono un genere musicale in grado di unire sapientemente funky, soul e rap. Anche loro inneggiano all’ormai scontato “girl-power” (potere delle ragazze) ma, a differenza delle Spice, non temono di mettere in pratica i consigli che danno alle fans su come trattare i fidanzati: la Lopes, ad esempio, è stata arrestata e condannata a pagare una salatissima multa per avere dato fuoco alla villa di Andre Rison, noto campione di football nonché suo ex. Come se non bastasse, il loro ultimo successo, intitolato No Scrub, è un vero e proprio manifesto contro i maschi sciovinisti e traditori.

Se le Spice Girls, in base ad un’astuta strategia di mercato, si presentano in modo da incarnare ciascuna un tipo di dona (la sportiva, la sofisticata, l’esotica, la lolita), le TLC sono solite comportarsi ed abbigliarsi secondo uno stile unico ed inconfondibile. A questo riguardo, la Lopes ha dichiarato: “Ogni donna è pazza, sexy, determinata, sebbene lo sia in maniera diversa a seconda dei giorni. Certamente noi rispecchiamo ciascuna tutte e tre i caratteri, anche se vi è un lato dominante: Left Eye è più pazza, io più sexy e T-Boz più determinata”.

Temi simili, anche se declinati attraverso il genere punk, permeano le canzoni delle londinesi Fluffy: Amanda, Angela, Bridget e Helen compongono canzoni in cui trattano argomenti scabrosi come droga, masturbazione e violenza sessuale. I loro modelli musicali? Sex Pistols, PJ Harvey e Iggy Pop. E l’elenco delle band femminili “toste” potrebbe continuare con le punk L7, Luscius Jackson, Kenickie, le intimiste Alisha’a Attic, le femministe Indigo Girls,…

SIMIL- SPICE Le più note sono certamente le All Saints, ovvero le canadesi Nat e Nick, l’anglo-francese Mel e la mulatta Shaznay. Le quattro ragazze (il cinque porta male: come le Spice, anche i Take That erano cinque prima di perdere Robbie Williams …) sono state premiate come gruppo rivelazione e migliore exploit nell’edizione 1998 degli MTV European Music Awards. Il loro successo è stato istantaneo ed enorme ma sembrerebbe destinato a terminare molto presto, specialmente dopo la gravidanza della giovane Mel che, fedele al modello, è rimasta incinta contemporaneamente a Victoria e Mel B delle Spice. A loro sfavore depone anche il fatto che le All Saints realizzano pochissimi brani originali, preferendo interpretare i successi altrui: ciò non le aiuta certamente contro le agguerrite concorrenti. Fra queste le più nocive sembrano le debuttanti Precious: di loro si sa ancora poco, ma il singolo “Say it again” sta divenendo uno dei tormentoni di questa estate. Prodotte dalla casa discografica EMI, sono intente a farsi conoscere dal pubblico italiano e partecipano a diversi spettacoli musicali come il Festivalbar.

Come detto in precedenza, le simil-Spice provengono da ogni parte del Mondo: i cloni sono stati avvistati in India, in Giappone, in Turchia. A livello di gradimento però, il 1999 ha portato particolare fortuna alle irlandesi B*witched, la più giovane girl-band a raggiungere la prima posizione nelle hit-parade anglosassoni con il singolo C’est la vie.

E IN ITALIA? Dopo il tentativo parzialmente fallito delle Dolci Manie, si stanno facendo largo le romane Erredieffe. Queste ultime non si rifanno alle Spice bensì alle Eternal, sofisticato terzetto inglese specializzato in POP e R&B. La loro immagine è curata dal ballerino Luca Tommasini, abituale consulente di star internazionali come Madonna, Michael Jackson e, guarda un po’ il caso, TLC.