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Il Signore degli anelli al cinema!

di Danila Elisa Morelli©

Il “sogno mostruosamente proibito” di tanti appassionati sta per avverarsi: l’11 ottobre a Wellington (Nuova Zelanda) è stato dato il ciak d’inizio al primo film tratto da Il signore degli anelli, il classico della letteratura fantasy firmato da J. R. R. Tolkien. La lavorazione della pellicola dovrebbe richiedere circa un anno, sei mesi di riprese ed altrettanti di post-produzione. L’arrivo nelle sale è quindi previsto per il 2001.

Middle EarthFino a poco tempo fa sarebbe stato improponibile pensare ad una versione cinematografica della voluminosa trilogia, ritenuta intraducibile su grande schermo per la mancanza di effetti speciali adeguati. L’unico a tentare l’impresa era stato il regista Ralph Bakshi che, nel 1978, ne realizzò una versione a cartoni animati rimasta incompleta.

Oggi, grazie alle moderne tecnologie digitali, creare scenari da sogno e personaggi straordinari non è più un problema. E così il neozelandese Peter Jackson, già regista dell’apprezzato Creature del cielo e del recente Sospesi nel tempo, si è impegnato a trasferire su pellicola le avventure di Frodo Baggins e dei suoi compagni nei magici e misteriosi luoghi della Terra di Mezzo.

 

La versione cinematografica del romanzo prevede tre film, ciascuno dei quali corrisponde ad una delle parti dell’opera originale: La compagnia dell’anello, Le due torri, Il ritorno del re.

Ventimila comparse, quattrocento tecnici, milletrecento inquadrature digitali (realizzate dalla Weta, casa di produzione di Jackson) sono solo alcune cifre che rendono l’idea dell’imponente spiegamento di forze e del budget miliardario impiegati: “Dobbiamo al professor Tolkien ed alla sua legione di fan sparsi per tutto il mondo i nostri sforzi migliori per realizzare questi film nel rispetto dell’integrità che meritano” ha dichiarato a tale riguardo il regista.

Perché l’intera trasposizione sia completata bisognerà attendere almeno tre anni, però è già possibile conoscere alcuni particolari sulla pellicola attualmente in lavorazione.

Innanzitutto il cast: molti attori hanno partecipato ai provini e si sono dichiarati disposti ad accettare anche ruoli minori pur di prendere parte alla saga cinematografica.

Protagonista assoluto sarà Elijah Wood: già visto in Flipper e in Tempesta di ghiaccio (lo ricordate? Era il ragazzo che moriva a causa di una scarica elettrica), è stato scelto per impersonare l’hobbit Frodo Baggins, coraggioso custode dell’anello tanto ambito dalle forze del male. Per il giovane attore, considerato una delle promesse del cinema hollywoodiano, questo ruolo rappresenta l’opportunità di imporsi all’attenzione del pubblico di tutto il mondo. Al suo fianco, nella parte del fedele amico Samwise Gamgee, ci sarà il ventottenne Sean Astin, che alcuni ricorderanno in Goonies (1985) come l’asmatico leader di un gruppetto di piccoli avventurieri.

Sono impegnati in ruoli principali anche gli inglesi Ian McKellen e Christopher Lee. Il primo, ottimo attore shakespeariano ed interprete del recente Demoni e dei, presterà le sue rudi fattezze al mago Gandalf; il secondo, certo per merito della sua lunga esperienza in parti alquanto sinistre (celebri le sue interpretazioni in Dracula e ne La mummia), interpreterà lo stregone Saruman.

Completano il cast: Ethan Hawke (Faramir), Liv Tyler (Arwen), John Rhys-Davies (Gimli), Ian Holm (Bilbo), Stuart Townsend (Aragorn), Cate Blanchett (Galadriel).

La sceneggiatura, che si vuole il più possibile fedele all’opera originale, sarà curata da Fran Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair e dal regista Peter Jackson.

Infine gli effetti speciali, che i primi storyboard digitali fanno presagire eccezionali, saranno supervisionati da Mark Stetson.

La troupe ha appena iniziato le riprese, ma i fan hanno già lanciato una sfida: la trilogia de Il signore degli anelli sarà il simbolo del nuovo millennio… Altro che Guerre Stellari !


BOX: Tolkien ed il suo capolavoro.

John Ronald Reul Tolkien nacque il 3 gennaio del 1892 a Bloemfontein in Sud Africa da genitori inglesi. Dopo la morte del padre nel 1896, si trasferì con la famiglia vicino a Birmingham. Qui, rimasto orfano anche della madre, il giovane Tolkien frequentò l’Exeter College of Oxford ottenendo nel 1915 il titolo di Bachelor of Arts e nel 1919 quello di Master of Arts. Insegnò per oltre vent’anni lingua e letteratura anglosassone ad Oxford. Dopo essersi ritirato dall’attività didattica, si trasferì a Bournemouth dove morì nel 1973.

L’attività di scrittore fu parallela a quella di docente. Le sue opere più conosciute sono Lo Hobbit (1936) e la trilogia del Signore degli anelli.

In quest’ultima, che richiese quattordici anni di lavoro prima di essere pubblicata nel 1954-1955, confluiscono temi ed elementi della cultura anglosassone: vi si ritrovano i paesaggi e le figure mitologiche descritte negli antichi poemi della tradizione celtica, primi fra tutti Beowolf e Sir Gawain. Ma ciò che lo rende irraggiungibile, sebbene più volte imitato, è l’assoluta precisione con cui viene descritto il mondo fantastico in cui i personaggi si muovono. L’autore fornisce per ogni particolare: schede di riferimento, mappe dei luoghi, tavole di conversione, dizionari fonetici, approfondimenti etnografici e alberi genealogici.

Leggendo Il signore degli anelli, si ha quindi l’impressione che il mondo ed i personaggi di cui si parla non siano frutto di fantasia ma di un attento studio realizzato sul passato di un universo parallelo. A questo riguardo C.S. Lewis ha scritto: “Non è immaginario il mondo che Tolkien ha proiettato, così molteplice, vero e completo nella sua intima coerenza”.

The Lord of the rings, questo il titolo originale dell’opera, è stato tradotto in venticinque lingue, ne sono state vendute 50milioni di copie ed ha ispirato uno dei giochi di ruolo più celebri, conosciuto fra gli “adepti” con l’acronimo GIRSA (gioco, ruolo, signore, anelli).


BOX: In principio furono i cartoni animati.

“Quando trapelò la notizia che Ralph Bakshi aveva firmato un contratto per realizzare l’adattamento cinematografico del Signore degli anelli, si sollevò più di un sopracciglio ”: così il critico cinematografico Roger Ebert ama ricordare la perplessità che circondò il primo tentativo di trasferire su pellicola il classico dei classici del genere fantasy. All’epoca Bakshi era noto per essere un trasgressivo genio dell’animazione: rifiutando il concetto che identificava i cartoni animati come prodotto per bambini, aveva realizzato nel 1972 Fritz il gatto, primo lungometraggio del genere ad essere vietato ai minori.

Nonostante i dubbi di molti, Bakshi produsse un bel film in cui sperimentò un’innovativa tecnica che consentiva un realismo mai visto prima in un cartone animato: egli riprendeva attori in carne ed ossa ed in seguito, con l’aiuto di un gruppo di 150 artisti, creava i disegni in base ai filmati ottenuti.

Purtroppo però il suo Signore degli anelli è rimasto incompleto. La pellicola infatti dura 133 minuti e si interrompe, un po’ troppo bruscamente, dopo aver narrato circa metà della storia.

BOX: La maledizione dell’anello.

Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,

Sette ai principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,

Nove agli Uomini mortali che la triste morte attende,

Uno per l’Oscuro Signore chiuso nella reggia tetra

Nella terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.

Un anello per domarli, un anello per trovarli,

Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli

Nella terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.