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HITCHCOCK “vittima” dei REMAKE.

di Danila Elisa Morelli©

- Hitchcock filma scene d’amore come scene d’omicidio e scene d’omicidio come scene d’amore (François Truffaut) -

hitchcockPer oltre quaranta anni ha immortalato su pellicola delitti, cospirazioni e intrighi. Ora, a quasi venti anni dalla sua scomparsa, è lui la vittima di un efferato omicidio. L’assassino è il cinema americano; l’arma è il remake. Il primo colpo inferto è stato Delitto Perfetto, il secondo e il terzo saranno nell’ordine Psyco e La finestra sul cortile. E così Sir Alfred Hitchcock risulta essere l’autore più rifatto della stagione cinematografica 1998-1999.

Il movente dei remake è presto detto: ufficialmente i produttori ed i registi di Hollywood dichiarano di voler offrire alle nuove generazioni pellicole più aggiornate attraverso cui far conoscere il grande maestro del brivido. In realtà il vero motivo è ben più banale: la carenza di idee.

Il rifacimento dei classici del cinema è un atto criminale quasi quanto la mania di colorare pellicole nate in bianco e nero. Nel caso di Hitchcock poi, chi realizza remake delle sue opere dovrebbe essere maggiormente consapevole di avere a che fare con il genio del thriller, colui che ha inventato un genere e lo ha dotato degli strumenti per farlo funzionare.

Fortunatamente il pubblico non è poi così sprovveduto: la nuova versione di Delitto Perfetto, interpretata da Gwyneth Paltrow e Michael Douglas, è stata accolta con titubanza e al regista Andrew Davis, accusato di “lesa maestà”, non è restato altro da fare che difendersi dicendo di avere semplicemente reinterpretato il testo da cui Hitchcock aveva preso spunto per il suo classico. Per quanto riguarda Psyco, attualmente nelle sale americane e previsto in Italia in primavera, i critici rimproverano al regista Gus Van Sant la mancanza totale di quella sottile tensione che caratterizzava le pellicole del predecessore e i giovani a cui il film sarebbe destinato non hanno mostrato di apprezzarlo. Il remake di La finestra sul cortile è ancora in lavorazione: per ora si sa solo che il ruolo del protagonista, costretto da una gamba ingessata all’immobilità, è stato affidato a Christopher Reeve, il Superman cinematografico che nella realtà vive paralizzato sulla sedia a rotelle.

Ma chi era Hitchcock? A cosa deve tanta fedeltà di pubblico e quali erano i segreti e gli ingredienti dei suoi film intramontabili?

Sir Alfred Joseph Hitchcock nasce nel 1899 a Leytonstone. Dopo aver frequentato il prestigioso college Saint Ignatius (in cui soffrì per la severità e le punizioni corporali subìte) e la School of Ingeneering and Navigation a Londra, cambia tipo di studi seguendo corsi di arte all’Università. Comincia a lavorare per il cinema nel 1919 presso uno studio della Paramount. Qui impara le tecniche della sceneggiatura, del montaggio e della regia. Il 1925 è l’anno del suo primo film (quattro anni prima aveva lasciato incompiuta la pellicola intitolata Mrs. Peabody): The Pleasure Garden.

Sin dalle prime opere, Hitchcock introduce importanti novità nel cinema cosiddetto poliziesco; le sue conoscenze tecniche lo portano a realizzare pellicole in cui viene fatto ampio uso di: montaggio alternato, riprese innovative, recitazione calibrata. Per fare un esempio di questa perizia tecnica, unita ad una non comune inventiva, basta citare uno dei suoi film più celebri, Psyco (1960): chi non ricorda la famosa scena della doccia? Da allora in poi molti avvertono una strana sensazione nel tirare le tendine… Ebbene, per girare la sequenza furono impiegati sette giorni e ben 78 inquadrature differenti. Il risultato sono 45 secondi di puro terrore (anche se la lama non tocca mai il corpo della protagonista ed il sangue che scorre è in realtà cioccolata), accentuato dalla musica stridente composta appositamente da Bernard Hermann.

Un altro esempio: nel film in bianco e nero Io ti salverò (1945) la sequenza del suicidio del dottor Murchinson presenta tre fotogrammi, pari ad un ottavo di secondo, dipinti di rosso vivo striato di giallo. In questo modo il diabolico “Hitch” voleva comunicare a livello subliminale l’idea del sangue e della paura.

hitchcockAl di là della pura tecnica però, l’elemento che caratterizza maggiormente la produzione cinematografica hitchcockiana è certamente la suspence. Per chiarire come ottenesse l’atmosfera dei suoi film, Hitchcock amava sottolineare la differenza esistente tra i concetti di suspence e di terrore facendo il celebre esempio della bomba posta sotto un tavolino: “La vera suspense si ha quando il pubblico è informato. Prendiamo ad esempio (…) la teoria della bomba. Tu ed io siamo seduti e parliamo di baseball (…). Ad un certo punto esplode una bomba. Il pubblico prova per una decina di secondi un terribile stato di shock. Ora prendiamo la stessa situazione. Mostra al pubblico che sotto al nostro tavolino c’è una bomba che esploderà tra 5 minuti. (…) Il pubblico dirà: “non state lì a parlare di baseball. C’è una bomba lì sotto. Scappate!!!” Ma la gente è impotente: non può alzarsi dalla poltroncina, entrare nello schermo, prendere la bomba e lanciarla via …”. Se il regista mostra lo scoppio della bomba, creerà nel pubblico una sensazione di panico e di terrore; se invece il regista inquadra la bomba solo per il pubblico in sala, questi percepirà una sensazione di ansia e di angoscia dovute alla conoscenza della minaccia incombente di cui i protagonisti sono del tutto ignari. “Il pubblico deve essere informato”: diceva Hitchcock. Una massima che trova espressione soprattutto in La finestra sul cortile (1954), dove Hitchcock trasforma lo spettatore in una sorta di voyeur che trova nel protagonista “guardone” James Stewart una proiezione di sé. E così da Ricatto (1929) a Rebecca la prima moglie (1940), da Notorius (1946) a Caccia al ladro (1955), da Vertigo (1958) a Marnie (1964), Hitchcock indaga la psiche umana e le sue perversioni creando uno stile in grado di affascinare il pubblico e di influenzare grandi registi come François Truffaut e Brian De Palma.

Oltre cinquanta film in poco più di quaranta anni. Una carrellata di situazioni, di personaggi, di attori. Hitchcock sceglieva con cura maniacale i protagonisti dei suoi film. Ray Milland, indimenticabile nella parte dell’uomo che commissiona il delitto della moglie in Delitto Perfetto (1954), riteneva che Hitchcock cercasse negli attori ciò che lui, pingue e bruttino, non aveva: altezza, bellezza e fascino. Anche non credendo alle parole dell’attore, è indubbio che il maestro del brivido preferisse su tutti due interpreti dalle caratteristiche fisiche diverse ma dal simile aplomb, Cary Grant e James Stewart, protagonisti entrambi di ben quattro pellicole. Per le parti femminili, invece, Hitchcock cercava una bellezza algida e glaciale che esprimesse passionalità, ambiguità, seduzione. Trovò in Grace Kelly, che ben meritava il soprannome di “ghiaccio bollente”, la perfetta incarnazione del suo ideale di donna. Dopo la decisone dell’attrice di abbandonare il cinema, Hitchcock cercò inutilmente di ritrovarne il fascino prima in Kim Novak e poi nella bella Tippi Hedren.

L’ultimo film di Hitchcock, Complotto di famiglia, risale al 1975. Il regista che seppe regalare tensione, suspence e umorismo nero a milioni di persone si spense il 28 aprile 1980.

BOX – LA FILMOGRAFIA E I CAMEO.

Hitchcock sarebbe stato volentieri il protagonista dei suoi film. Lo si può intuire dal fatto che amò apparire nelle sue pellicole, “firmandole” quasi tutte con una sua fuggevole apparizione. Da sempre gli appassionati del “maestro del brivido” amano stanare il loro regista preferito nelle inquadrature più impensate. Ecco un elenco delle pellicole più importanti con relativo cameo:

Il pensionante (The Lodger, 1926): appare ben due volte. Seduto ad una scrivania e, più tardi, nella folla che assiste ad un arresto;

Ricatto (Blackmail, 1929): è il passeggero che mentre legge in metropolitana viene infastidito da un ragazzino;

Il club dei 39 (The 39 steps, 1935): butta della spazzatura mentre i protagonisti fuggono da un teatro;

Rebecca la prima moglie (Rebecca, 1940): nel primo film girato in America Hitch appare nel finale, accanto ad una cabina telefonica;

Notorius, l’amante perduta (Notorius, 1946): ad un’ora dall’inizio del film lo si vede sorseggiare dello champagne per poi abbandonare frettolosamente la festa;

Nodo alla gola (Rope, 1948): il suo “marchio di fabbrica” può essere visto su un’insegna al neon che si vede dall’appartamento in cui è occultato il cadavere;

Delitto per delitto (Strangers on a train, 1951): sale, portando un pesante contrabbasso, sul treno dal quale è sceso il protagonista;

Delitto Perfetto (Dial M for murder, 1954): a tredici minuti dall’inizio, appare in una fotografia.

La finestra sul cortile (Rear window, 1954): carica l’orologio nell’appartamento del musicista;

Caccia al ladro (To catch a thief, 1955): siede alla sinistra di Cary Grant su un autobus;

La congiura degli innocenti (The trouble with Harry, 1955): cammina dietro ad una limousine parcheggiata;

L’uomo che sapeva troppo (The man who knew too much, 1956): è di spalle alla machina da presa poco prima dell’omicidio;

La donna che visse due volte (Vertigo, 1958): a undici minuti dall’inizio, passeggia lungo un marciapiede indossando un completo grigio;

Intrigo internazionale (North by northwest, 1959): perde l’autobus durante la sigla d’inizio;

Psyco (Psyco, 1960): lo si vede dalla finestra di Janet Leigh. Indossa un cappello da cowboy;

Uccelli (The birds, 1963): esce dal negozio di animali mentre Tippi Hedren vi entra;

Marnie (Marnie, 1964): entra in albergo a cinque minuti dall’inizio;

Il sipario strappato (Torn curtain, 1966): siede all’hotel d’Angleterre in compagnia di un bambino biondo.

BOX - LE DONNE DI HITCHCOCK E I LORO CLONI.

Le protagoniste dei film di Hitchcock sono tutte (ad eccezione della sola Sylvia Sidney): alte, bionde, algide e sensuali.

Nella hit parade delle preferite si trovano a pari merito la statuaria Ingrid Bergman e la regale Grace Kelly: entrambe recitarono in tre pellicole del regista. Pare che il grande maestro del brivido si fosse invaghito della bella Grace la quale, secondo quanto detto nella scandalosa biografia dell’attrice scritta da James Spada, accettò di prestarsi ad uno strano giochetto: durante la lavorazione monegasca di Caccia al ladro si offriva allo sguardo di Hitch improvvisando ogni sera uno spogliarello alla finestra dell’albergo di fronte a quello in cui alloggiava il regista, che la spiava con un cannocchiale. Il voyerismo spesso ritratto su pellicola da Hitch trovava un’applicazione nella realtà?

Il secondo posto di questa classifica vede l’attrice che rimpiazzò Grace, fresca sposa del principe di Monaco: Tippi Hedren. L’interprete compare nel film horror Uccelli e nello psicologico Marnie. Seguono con una sola pellicola, ma significativa, la “donna che visse due volte” Kim Novak e la “pulitissima” Janet Leigh.

Per i remake di questa stagione cinematografica si è cercato di trovare delle protagoniste che somigliassero alle interpreti degli originali. La scelta della bionda e aristocratica Gwineth Paltrow per Delitto Perfetto ha riscosso un certo consenso. Meno fortuna ha avuto Anne Heche (già vista in Sei giorni, sette notti accanto a Harrison Ford), interprete del nuovo Psyco, e pollice verso per Daryl Hannah, smunta e poco affascinante, impegnata nella lavorazione de La finestra sul cortile.

BOX - I SUOI EREDI

Fra i più devoti estimatori di Hitchcock bisogna citare due registi: François Truffaut e Brian De Palma.

Nel 1967 Truffaut dedicò al regista inglese addirittura un libro dal titolo Hitchcock-Truffaut (conosciuto anche sotto il nome Il cinema secondo Hitchcock). Il testo è una lunga intervista rilasciata da Hitchcock al suo devoto ammiratore francese che cercò di mettere a frutto le lezioni del maestro in alcune memorabili pellicole: La sposa vestiva di nero, Storia di Adele H, La stanza verde.

De Palma è forse l’unico grande erede di Hitchcock. Pur attraverso metodi diversi, i gialli del regista italoamericano possiedono la stessa suspense, gli stessi riferimenti psicologici, lo stesso interesse per l’intrigo e l’umorismo nero. In questo senso, magistrali appaiono i risultati ottenuti in Vestito per uccidere, Blow Out, Gli intoccabili.