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Signori, il virtuale è servito!

di Danila Elisa Morelli©

Ti senti stanco della solita routine? Vorresti provare nuove esperienze, vivere incredibili avventure, sperimentare particolari sensazioni? Se hai risposto sì ad entrambi i quesiti, sei un potenziale acquirente di eXistenZ.
eXistenZ è un videogioco, ma non uno qualsiasi. Nelle intenzioni della sua ideatrice, Allegra Geller, esso è in grado di spezzare per sempre la linea di separazione tra vita e sogno, realtà e finzione. In quelle della casa produttrice che lo ha realizzato, la Antenna Research, è la classica gallina dalle uova d’oro, capace di ripagare cinque anni di ricerche ed un investimento di 38 milioni di dollari scatenando l’entusiasmo di tutti gli appassionati di videogame.
Per provare il brivido di una partita ad eXistenZ non sono necessari né un joystick né un computer né tanto meno tute speciali o caschi avvolgenti; tutto ciò che serve è un “bioport” ovvero una sorta di organo vivente che si inserisce direttamente nel sistema nervoso del giocatore. Grazie a questo particolare dispositivo ogni partita procede in modo diverso a seconda della persona coinvolta ed il realismo delle situazioni risulta accresciuto dalla possibilità che l’interfaccia ha di accedere a ricordi, paure, sensazioni del soggetto. Il risultato, facilmente prevedibile, è la totale immersione in un universo “altro”.

Se questo articolo si trovasse nelle pagine dedicate agli argomenti scientifici, molti non stenterebbero a credere alla notizia dell’immissione sul mercato di eXistenZ. In realtà questo videogioco è un’invenzione cinematografica del regista canadese David Cronenberg e compare non sugli scaffali dei negozi ma nel suo ultimo film.
La pellicola, il cui arrivo in Italia è previsto per il 22 ottobre, si inserisce a pieno titolo nel nascente filone di opere che trattano il tema della realtà virtuale.

Il cinema pare sempre più interessato all’argomento sia per l’imminenza del nuovo millennio sia per la possibilità di usufruire di eccezionali effetti speciali in grado di rendere credibile quasi tutto l’immaginabile. E così, proprio in questi ultimi mesi, si sta verificando un deciso aumento di trame e di soggetti basati sulle più avveniristiche tecnologie informatiche a scopo ludico o d’evasione.

A fare da apripista alla recente produzione è stato, pochi mesi fa, Matrix. Il film, diretto dai fratelli Wachowsky, proponeva al pubblico una tremenda visione della realtà secondo cui la vita che noi tutti immaginiamo di condurre è un’illusione, un sogno collettivo creato da un computer: l’umanità crede di svegliarsi, mangiare, amare, lavorare nel 1999 ma in realtà ogni individuo è prigioniero in un lontano futuro, collegato ad una enorme macchina informatica che gli fornisce impulsi mentali ricevendone in cambio energia. L’originale (e un po’ astruso) soggetto ha affascinato milioni di spettatori che ritengono già Matrix un film di culto.

Un mondo fittizio fa da sfondo anche all’ingarbugliata vicenda narrata ne Il tredicesimo piano. La pellicola, tratta dal classico del genere Simulacron 3 di Ron Goulart, immagina che al suddetto piano di un grattacielo sia stata realizzata, per il piacere ed il divertimento degli avventori, una perfetta ricostruzione della Los Angeles anni Trenta. La storia, incentrata su un misterioso omicidio e sulla difficile indagine che ne consegue, si snoda tra passato e presente, tra finzione e realtà.
Se Il tredicesimo piano si presenta come una sorta di versione futuribile del più classico noir, eXistenZ sarà invece un vero e proprio thriller fantascientifico dove i protagonisti sono costretti a condurre una lotta all’ultimo sangue contro chi vuole censurare l’omonimo videogioco biotecnologico ed ucciderne la diabolica creatrice. La sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, ha affascinato diversi attori di fama: l’inventrice Allegra Geller è interpretata dalla brava Jennifer Jason Leigh, l’uomo che tenta di difenderla ha le delicate fattezze di Jude Law (già visto nel biografico Wilde e nel fantascientifico Gattaca) e in ruoli minori sono impegnati Willelm Dafoe e Ian Holm.

E dopo eXistenZ sarà la volta di Sexual Virtuality. Il film, prodotto dalla Columbia, verrà presentato al Torino Film Festival e sarà programmato nelle sale italiane a partire dal 19 novembre.
Infine, può far parte della serie anche lo stranissimo Being John Malcovich (Essere John Malcovich). Presentato alla 56 Mostra Cinematografica di Venezia, narra la bizzarra storia di un burattinaio che scopre al settimo piano e mezzo di un palazzo la stanza d’accesso alla mente dell’attore John Malcovich. Gli straordinari sviluppi di questa incredibile scoperta sono raccontati con brio e divertimento dal regista Spike Jonze e dagli attori Cameron Diaz, John Cusack e, naturalmente, John Malcovich.


LA VIDEOTECA VIRTUALE.


Già in passato alcune pellicole si sono occupate della realtà virtuale. Risale addirittura al 1966 Viaggio allucinante di Richard Fleischer il cui soggetto (alcuni studiosi miniaturizzati viaggiano all’interno del corpo di uno scienziato) ispirò il più celebre autore di science fiction, Isaac Asimov, che ne trasse la materia per un suo libro.
Per chi non li avesse visti al cinema o desiderasse semplicemente rinfrescarsi la memoria, ecco un elenco di film “virtuali” disponibili in videocassetta.
Tron (1982) – di Steven Lisberger; con: Jeff Bridges, Bruce Boxleitner. Un mago dei programmi informatici viene risucchiato da un potente computer e obbligato dalla macchina a prendere parte a diverse prove di abilità prima di riuscire a liberarsi. L’interessante pellicola si avvale di suggestive ambientazioni e di alcune sequenze memorabili e mostra come esistano due mondi paralleli, uno davanti ed uno dietro lo schermo.
Il tagliaerbe (1992) - di Brett Leonard; con: Pierce Brosnan, Jeff Fahey.
Tratto da un racconto di Stephen King del 1975, il film narra la storia di uno scienziato che sperimenta gli effetti congiunti di stimolanti e realtà virtuale per migliorare le capacità intellettive di un minorato mentale. La pellicola si segnala perché per la prima volta viene presentata una sequenza cinematografica di sesso “a distanza”.
Strange days (1995) – di Kathryn Bigelow; con: Ralph Fiennes, Angela Bassett.
Sicuramente il migliore della lista: gli “strani giorni” del titolo sono gli ultimi due del 1999. In una Los Angeles annichilita dalla violenza, l’unica evasione concessa è offerta dallo squid, una sorta di videoregistratore cerebrale in grado di registrare le esperienze di un soggetto su dischetti per farle poi rivivere a chi cerca emozioni forti.
Johnny Mnemonic (1995) – di Robert Longo; con: Keanu Reeves, Dolph Lundgren.
Tratto da una storia di William Gibson, padre del cyberpunk, narra la rocambolesca vicenda di un pony express del futuro. Siamo nel 2021 e Johnny usa la sua stessa mente, privata di ricordi, come contenitore per trasportare dati scottanti. Purtroppo però l’ultimo carico è eccessivo e Johnny rischia di morire se non fa il “download” in tempo.
Nirvana (1997) – di Gabriele Salvatores; con: Christopher Lambert, Diego Abatantuono.
Siamo tutti personaggi di un immenso videogioco: è forse questo il messaggio del film che tratta una vicenda ambientata nel 2005 in cui il protagonista di un videogame chiede al suo ideatore di essere cancellato perché non vuole essere costretto a vivere una realtà fittizia in cui la parola “game over” presagisce solo l’inizio di una nuova, identica partita.
Viol@ (1997) – di Donatella Maiorca; con: Stefania Rocca, Stefano Rota.
Esiste l’uomo ideale? Viola non ci spera più fino a quando si imbatte in un misterioso lui “chattando” su un sito Internet. La conoscenza fra i due si fa sempre più profonda fino a giungere alla consumazione di rapporti fisici via rete. Ma il legame virtuale potrebbe avere delle conseguenze decisamente reali...