www.dael72.net

IN PRIMO PIANO

SHOWBIZ

CULTURA&SCIENZE

MOTE

WHO'S WHO

GALLERY

TOURING

homepage

@

Demoni e dei.

di Danila Elisa Morelli©

I titoli si sprecano e superano abbondantemente la cifra minima necessaria per poter annunciare l’inizio di una nuova tendenza: Giorni contati, Stigmate, La nona porta, Dogma, Il miglio verde, The beach, The code sono solo alcuni film di imminente uscita che affrontano argomenti ultraterreni.

L’interesse crescente per i temi spirituali si era segnalato già qualche anno fa quando i mass-media cominciarono a parlare di New Age e professarsi buddisti divenne una sorta di fenomeno di costume. Risultato: dopo Il piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, nel 1997 furono realizzati contemporaneamente Kundun di Martin Scorsese e Sette anni in Tibet di Jean-Jacques Annaud. Entrambi denunciavano, attraverso la mistica figura del Dalai Lama, la drammatica situazione del popolo tibetano in balìa dell’autorità cinese.

Già l’anno seguente però si verificava un cambio di registro. Le case produttrici hollywoodiane distoglievano la loro attenzione dal buddismo per “tornare” a tematiche più familiari al pubblico occidentale. Ed ecco arrivare nelle sale pellicole di genere fantastico in cui il confine tra mondo reale e sovrannaturale si annullava permettendo ad un angelo custode di innamorarsi della sua assistita (City of angels), alla Morte di invaghirsi della figlia di un “cliente” (Vi presento Joe Black) e ad un defunto di cercare la moglie suicida nelle bolge infernali (Al di là dei sogni). Insomma, la scorsa stagione cinematografica metteva in scena l’aldilà trattando le figure mistiche di tradizione cattolica alla stregua di personaggi di una sophisticated comedy.

In questo autunno 1999, forse nel tentativo di interpretare lo spirito di fine millennio e soprattutto in memoria del detto “mille non più mille”, il cinema pare avere abbandonato il sentimentalismo dello scorso anno preferendo esprimere la paura inconscia che accompagna il passaggio da un’epoca ad un’altra, dal noto all’ignoto.

L’eterna lotta fra il Bene ed il Male, fra Satana e Dio, sbarca quindi sugli schermi. Molti nuovi film hanno infatti come protagonisti demoni sotto mentite spoglie, fanciulle invasate, libri satanici, case stregate. Ma procediamo con ordine.

DEMONI... In Giorni contati Satana si trova in trasferta a New York dove spera di trovare una graziosa mogliettina. E’ la notte del 31 dicembre 1999: mentre milioni di persone si accingono a celebrare l’inizio del nuovo anno, il nerboruto Jericho Cane, ex poliziotto ora a capo di una squadra di sorveglianza, scopre il piano diabolico e cerca di salvare la povera prescelta, una giovane insegnante dal nome quanto mai profetico, Christine Betlehem. Violenza, sesso e satanismo sono gli ingredienti base di questa pellicola che qualche spettatore americano non ha esitato a definire con lo slogan “ Terminator 2 incontra l’Esorcista ” riferendosi ovviamente al protagonista Arnold Schwarzenegger ed al suo antagonista Gabriel Byrne. Quest’ultimo infatti, smessi i panni di Satana, ha un ruolo principale anche in Stigmate dove interpreta un inviato del Vaticano alle prese con l’indemoniata Patricia Arquette. Motivi biblici ed effettacci speciali in puro stile horror hanno garantito oltreoceano il successo di questa pellicola che arriverà presto in Italia.

E’ già nelle sale invece Haunting- Presenze, il nuovo film diretto da Jan De Bont con Liam Neeson, Lily Taylor e Catherine Zeta-Jones. Tratto dal romanzo di Shirley Jackson e remake del celebre Gli invasati, la pellicola rientra a pieno titolo nel filone “non aprite quella porta”: protagonista della vicenda è infatti la magione di Hill House, costruita più di cento anni fa da un magnate dell’industria e da allora nota soprattutto per le inspiegabili tragedie che vi hanno avuto luogo. Il dottor David Murrow (Neeson) vi riunisce tre giovani con la scusa di voler condurre uno studio sui disturbi del sonno. Inutile dire che questi ultimi aumenteranno notevolmente non appena i quattro faranno ingresso nella casa stregata...

Se Haunting segna per De Bont il debutto nel genere horror, La nona porta per Roman Polansky, già autore del mitico Rosemary’s baby, è come un ritorno di fiamma. Nel film, interpretato da Johnny Depp, seguiamo le orme di un cacciatore di libri rari cui è stato affidato l’incarico di ritrovare gli ultimi due esemplari del leggendario manuale d’invocazione satanica “Le nove porte del Regno delle Ombre”. Dean Corso, questo il nome del protagonista, affronterà un lungo e difficile viaggio: protetto da una creatura angelica e animato da una forza sovrumana, risolverà tutti gli enigmi che gli si pareranno davanti fino alla sorprendente scoperta finale.

... E DEI In nome di una “par condicio” cinematografica, fanno da contraltare a queste pellicole altrettanti film in cui l’odore di zolfo è coperto da quello d’incenso. Ne Il miglio verde, ad esempio, Tom Hanks interpreta il ruolo di una guardia carceraria il cui compito è assistere i condannati alla pena capitale. L’uomo scoprirà che uno dei detenuti possiede misteriosi poteri di cui fa uso solo a fin di bene: una sorta di angelo rinchiuso nell’inferno del braccio della morte. In The beach Leonardo di Caprio vestirà i panni di un turista inglese cui capita la fortuna di trovare nella sua camera d’albergo una mappa per il Paradiso. In The code il nuovo bello di Hollywood, Casper Van Dien, sarà il delegato di Dio incaricato di combattere contro un perfido magnate della comunicazione interpretato da Michael York.

Di Paradiso vero e proprio parlerà poi Dogma. La pellicola, diretta dal giovane regista indipendente Kevin Smith (Clerks, In cerca di Amy), è stata accusata di blasfemia ed ha provocato diverse critiche e polemiche all’ultimo Festival di Cannes dove è stata presentata fuori concorso. Il motivo di tanto clamore? Basta leggere la trama: un fantomatico quanto volgare tredicesimo apostolo incarica la bisnipote di Gesù Cristo e due squinternati profeti di impedire che due angeli rinnegati trovino un mezzo per tornare nel Regno dei cieli. La posta in gioco è addirittura la leadership di Dio, interpretato dalla cantante canadese Alanis Morissette.

IL FUTURO Fin qui abbiamo citato i film di imminente uscita, ma il gruppo è destinato ad aumentare di numero: le major hollywoodiane infatti intendono continuare ad investire nel genere fantastico soprannaturale anche dopo l’avvento del nuovo millennio e la fine dei timori innati che l’accompagnano. I motivi di tale propensione sono presto detti: innanzitutto il tema trattato, l’eterno conflitto tra Bene e Male, è universale e può essere declinato secondo le regole di tutti i generi cinematografici. Inoltre, l’uso delle più recenti tecnologie digitali permette di allargare il pubblico potenziale comprendendo non solo chi è interessato da sempre all’argomento ma anche chi ama l’azione e gli effetti speciali.

E così nuove pellicole sono in lavorazione. Qualche esempio? Oltre a Lost Souls e a Giovani diavoli, il regista Robert Zemeckis, già autore della fortunata serie Ritorno al futuro, ha annunciato l’inizio delle riprese di What lies beneath, il suo nuovo film. La protagonista Michelle Pfeiffer ha dichiarato in una recente intervista che si tratta di “un thriller psicologico con risvolti soprannaturali da brivido”.

 

BOX: Inferno e Paradiso

Anche in passato il cinema si è occupato di storie che avevano a che fare con l’aldilà. Ma come è stato rappresentato di volta in volta l’oltretomba? Iniziamo una breve carrellata di immagini con l’Inferno ed il suo inquilino più prestigioso: nel film Heaven can wait (1943), Ernst Lubitsch rappresenta il Diavolo come un compunto e gentile dirigente d’azienda che impartisce ordini attraverso l’interfono e cala le anime “meritevoli” ai piani inferiori attraverso una botola che aziona stando comodamente seduto alla sua scrivania. In Totò all’inferno (1955) invece, Camillo Mastrocinque crea un oltretomba da fumetto, con diavoli cornuti, fiamme di stoffa ed un Satana geloso del protagonista donnaiolo. Molto più realistico e terrificante, Hellraiser (1987) mostra inquietanti universi paralleli popolati da demoni sadomaso e da crudeli torturatori chiamati Supplizianti. Ben altro glamour circonda la misteriosa figura di Al Pacino ne L’avvocato del diavolo, mentre nel recente Al di là dei sogni la rappresentazione dell’Inferno è basata addirittura sulle celebri illustrazioni create nel secolo scorso da Gustave Doré per la Divina Commedia.

E il Paradiso? Partendo dalla scalinata di Due cuori nel cielo (1943) e passando per il selciato immerso fra le nubi di Il fantasma e la signora Muir (1947) si è giunti alle classiche nuvolette scenografiche di Il paradiso può attendere (1978). In seguito, escludendo il visionario e multiforme scenario di Accadde in Paradiso (1987), dove ai beati basta immaginare un luogo per trovarcisi, e la visione vivace e pittorica del film di Peter Weir Al di là dei sogni, i registi si sono spesso accontentati di luce abbagliante ed ambienti rarefatti per rappresentare i piani alti dell’aldilà.