www.dael72.net

IN PRIMO PIANO

SHOWBIZ

CULTURA&SCIENZE

MOTE

WHO'S WHO

GALLERY

TOURING

homepage

@

UNA VALANGA DI PALLINE DA PING PONG

di Danila Elisa Morelli©

Ci hanno provato prima con palle da tennis, poi con bocce di plastica, infine hanno scoperto che solo le palline da ping pong erano in grado di simulare perfettamente il comportamento delle valanghe più pericolose, quelle caratterizzate dalla “powder snow” (polvere di neve). E così Jim McElwaine e Kouichi Nishimura sono arrivati ad utilizzarne addirittura 550mila che, fatte precipitare lungo diversi piani inclinati, hanno consentito di scoprire le complesse dinamiche sottese ad uno dei fenomeni montani più devastanti.

Ma procediamo con ordine: non tutte le valanghe sono uguali. Gli esperimenti condotti dai due matematici, provenienti rispettivamente dalle Università di Cambridge e di Hokkaido, servono ad intuire il comportamento di quelle meno compatte la cui dinamica, è per ovvi motivi, difficilmente prevedibile: in esse la neve non segue in massa una traiettoria specifica, tende ad articolare il suo percorso ed è sempre preceduta da una cortina di pulviscolo nevoso aerotrasportato in grado di raggiungere a grande velocità distanze ben superiori a quelle toccate dal “corpo” della slavina.

Capire il modus operandi del fenomeno serve a predirne l’impatto sul territorio e a prevenirne gli effetti costruendo opportune barriere che ne ostacolino il percorso verso i centri abitati.

I primi esperimenti risalgono al 1999. Solo di recente però McElwaine e Nishimura si sono accorti che, in fase empirica, le palline da ping pong potevano costituire un’alternativa valida all’impiego della neve: le hanno fatte scivolare in migliaia lungo discese di vario tipo, hanno quindi tracciato ed analizzato il movimento di ciascuna creando un modello matematico che dovrebbe essere in grado di descrivere il funzionamento delle valanghe “leggere”.

Il condizionale è d’obbligo: mentre scriviamo il modello è sottoposto a test presso lo Swiss Federal Institute for Snow and Avalanche Research e McElwaine ha dichiarato che la verifica della sua funzionalità potrebbe richiedere ancora qualche anno.