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TOPO ANTICANCRO

di Danila Elisa Morelli©

Un topo anticancro: è questa la straordinaria scoperta fatta per caso da una equipe di ricercatori americana.

Il team, guidato dal biochimico Zheng Cui, era impegnato ad esaminare il decorso della malattia su alcune cavie alle quali era stata iniettata una “dose” di cellule cancerogene. Al momento di verificare i risultati dell’esperimento, i ricercatori della Wake Forest University School of Medicine del North Carolina hanno scoperto che una delle cavie risultava totalmente immune alle cellule di sarcoma introdotte nel suo organismo. Ulteriori iniezioni non sono riuscite a determinare la comparsa del male: “Questa resistenza sembra avere un potere illimitato” ha dichiarato Cui al New Scientist, aggiungendo che il topo si è dimostrato capace di rigettare con facilità qualsiasi quantità di cellule tumorali.

La natura di questa resistenza pare genetica: il super-topo riesce infatti a trasmettere questa eccezionale caratteristica anche alla progenie, fino a sette generazioni. I ricercatori hanno rilevato che molti piccoli nati dall’unione di questo esemplare con un topo normale mantengono la singolare immunità: “Sembra che questa resistenza possa dipendere da un unico gene o al massimo da un grappolo di geni strettamente correlati”.

Il passo immediatamente successivo è stato quello di creare una colonia di 700 cavie che avessero il patrimonio genetico del fortunato animale. Successivi studi hanno mostrato la loro connaturata abilità di difendersi non solo dal sarcoma ma anche da altri tipi di cancro: i loro organismi sembrano cioè in grado di riconoscere una caratteristica comune alle varie forme tumorali e di reagire prontamente eliminando la fonte della malattia. Non solo: è apparso ai ricercatori che nel processo di uccisione delle cellule killer non siano coinvolte né le “solite” cellule T né i globuli bianchi ma altre cellule del sistema immunitario.

“Ovviamente siamo solo all’inizio – ha dichiarato il patologo Mark Willingham – La speranza è che questo studio possa, un giorno, avere un impatto anche sulla cura del cancro nell’uomo”.