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I FANTASMI? ESISTONO!

di Danila Elisa Morelli©

Pare che la bella Cristina, moglie del Principe di Piemonte Vittorio Amedeo, avesse l’hobby di far sparire i suoi amanti. Letteralmente. Chi le veniva a noia era destinato a cadere in una delle tante trappole disseminate all’interno del Castello del Valentino e perire così, avvolto dal più cupo silenzio, nelle segrete dell’immenso edificio. Si narra che ancora oggi i fantasmi di questi sfortunati playboy d’altri tempi amino aggirarsi nottetempo negli splendidi giardini sulla riva del Po…

Gli amanti di Cristina non sono certo gli unici fantasmi torinesi. La tradizione popolare vuole che da oltre due secoli Palazzo Levaldigi ospiti l’evanescente spettro di Emma Cochet, una ballerina ventiduenne assassinata durante la memorabile festa di Carnevale del 1790. Nelle notti di luna piena non è la sola ad “animare” le sale dell’edificio sito all’angolo tra le vie Alfieri e XX Settembre: oltre alla sua presenza si registra infatti quella di dame e soldati defunti che ivi si danno appuntamento per qualche romantico incontro.

Anche l’elegante Palazzo Barolo ha una ospite d’eccezione, Elena Matilde Provana, morta suicida per amore. E che dire della stanza di un edificio ottocentesco alle spalle di corso Matteotti dove, preceduto da un brusco abbassamento della temperatura, uno spettro maschile ama comparire improvvisamente per poi sedersi ai bordi del letto della padrona di casa?

Tutti questi esempi servono ad introdurre l’argomento di questo articolo, meno faceto di quanto alcuni scettici potrebbero pensare: secondo una recente ricerca scientifica i fantasmi esistono. Lo ha annunciato lo psicologo britannico Richard Wiseman al termine di quella che lui stesso non ha esitato a definire “l’indagine scientifica più completa mai realizzata sugli ectoplasmi”. Il modus operandi di Wiseman è stato il seguente.

Innanzitutto ha eletto a laboratorio di ricerca due siti piuttosto noti per le loro “presenze”: il londinese Hampton Court Palace e le scozzesi South Bridge Vaults. Il primo vanta addirittura una Haunted Gallery (letteralmente: “Corridoio Stregato”) in cui si dice che vaghi nottetempo il fantasma di Lady Catherine Howard, quinta moglie di Enrico VIII…

Ha quindi posizionato in ogni sala videocamere, sofisticati sensori geomagnetici ed indicatori in grado di rivelare ogni minimo cambiamento di umidità o di corrente d’aria. A questo punto sono entrate in scena le “cavie”: centinaia di volontari, di diversa etnia e cultura, hanno percorso singolarmente una sorta di giro turistico dei luoghi. Il conseguente raffronto tra le impressioni raccolte ed i dati registrati dalle strumentazioni ha rivelato una corrispondenza sbalorditiva.

Risultato? I fantasmi esistono, sono sensazioni derivate da una particolare sensibilità che rende alcune persone più reattive rispetto ad altre in rapporto agli stimoli, del tutto reali, provenienti dall’ambiente circostante.

In tutto questo, la suggestione non c’entra niente: leggendo i risultati dell’esperimento, pubblicati sul British Journal of Psychology, si scopre che i soggetti predisposti avvertono il verificarsi di fenomeni concreti (correnti d’aria, rumori, luci flebili, campi magnetici,…) che hanno luogo effettivamente in determinate zone le quali, per questo motivo, assumono la nomea di “infestati”: anche chi non conosceva la fama della Haunted Gallery aveva percepito sensazioni particolari proprio tra gli arazzi fiamminghi che ne adornano le pareti…

Wiseman non è il primo “ghostbuster” della storia. Proprio a Torino un altro scettico si era dedicato ad uno studio simile, sottoponendosi in prima persona ad un esperimento da brivido. Parliamo di Cesare Lombroso il quale, nel 1900, non esitò a farsi rinchiudere in una cantina “stregata” sita in via Bava 6. Dopo aver controllato che non vi fossero trucchi di alcuna sorta, vi trascorse la notte ed il mattino dopo ne uscì confermando la presenza di strani fenomeni. “Lombroso nella cantina degli spiriti” fece notizia.