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IL CAMPO DI BATTAGLIA DELL’ILIADE

         di Danila Elisa Morelli©

Non si sa se Omero (VIII sec a.C.) sia mai esistito o se non sia piuttosto un nome d’arte sotto cui è passata l’opera di diversi aedi. Non si sa nemmeno quanto le vicende da lui narrate nell’Iliade siano vicine alla realtà storica. Una cosa però sembra ormai certa: chiunque abbia raccontato e poi messo per iscritto le imprese di Achille & Co. fu estremamente attento e pignolo nel descrivere i luoghi dove si svolgevano i fatti narrati.

La descrizione del campo di battaglia nel poema dell’Iliade è veritiera ed accurata: è questo quello che dichiara il dott. John Luce del Trinity College di Dublino, impegnato dal 1977 con il dott. John Kraft dell’Università di Delaware ed alcuni colleghi turchi in uno studio volto a svelare l’attendibilità del poema.

Omero descrisse l’attacco mosso dalle navi greche che approdarono sulle coste troiane, assediarono la città per dieci anni e poi riuscirono ad avere la meglio grazie allo stratagemma del cavallo ligneo.

Da quando Heinrich Shliemann ritenne di avere trovato i resti dell’antica Ilio, apparve certo che realtà e mito non coincidevano: la città non era assolutamente vicina al mare. Ora i geologi guidati da Luce hanno dimostrato che Omero non si sbagliava: Troia, a dispetto della sua attuale posizione, si affacciava realmente sul mare. Di fronte al sito scoperto nel 1870 da Shliemann, gli archeologi hanno dissotterrato alcune conchiglie fossili di origine marina.

Secondo la loro ricostruzione, Ilio si trovava nei pressi di un’insenatura lambita dalle acque dell’Egeo. La posizione attuale è dovuta all’azione svolta da due importanti corsi d’acqua che, gettandosi in mare, hanno provveduto a riempire il golfo dei loro detriti facendo di fatto retrocedere la città rispetto alla costa.