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OMICIDI E FURTI IN RETE

                           di Danila Elisa Morelli©

Abbiate maggiore comprensione per chi passa ore davanti allo schermo di un computer smanettando con il joystick o cliccando a ritmo forsennato sui pulsanti di un mouse: la vita del videogamer è sempre più difficile.

Se un tempo il nostro incallito giocatore si limitava a combattere strane creature di fantasia, oggi lo stesso può rimanere vittima di criminali in carne ed ossa il cui unico divertimento consiste nello svaligiare, depredare, uccidere: questi pirati informatici, una volta ottenuto l’accesso ai programmi di gestione di alcuni popolari giochi, ne modificano i dati commettendo di fatto furti ed omicidi.

Poco importa che le loro efferatezze siano virtuali, il dramma umano che ne deriva è realissimo dato che molti oggetti e personaggi sono frutto di imprese eccezionali e “valgono” diverse ore di lavoro davanti al monitor.

Ma procediamo con ordine: alcuni produttori di videogame offrono la possibilità di giocare on-line cioè collegati via Internet. In questo modo uno dei passatempi solitari per eccellenza si trasforma in un’avventura che vede impegnate persone dislocate in diverse parti del Mondo.

La prima a denunciare la presenza di criminalità organizzata in rete è la Blizzard, azienda leader nel settore: essa offre ai suoi fan la versione on-line di Diablo II, celeberrimo videogioco in cui maghi, guerrieri ed avventurieri combattono creature infernali e malvagie. Il divertimento è assicurato fino a quando alcuni giocatori lamentano la scomparsa di oggetti dal loro equipaggiamento (armi magiche, denaro, pozioni) ed altri scoprono addirittura che il loro alter-ego virtuale è inspiegabilmente deceduto. Dopo alcuni controlli, la Blizzard dichiara in un comunicato diffuso via Internet: “i pirati informatici sono riusciti ad accedere alle informazioni relative ad ogni personaggio eludendo i dispositivi di sicurezza... Siamo consapevoli del fatto che la perdita di un valido personaggio o di un oggetto unico nel suo genere sia causa di grande sconcerto...  riesumeremo tutti i personaggi morti...”.

Purtroppo però il caso Blizzard non resta isolato: in breve tempo cadono vittima di simili attacchi anche altri popolari giochi on-line (EverQuest, Ultima Online, Star Wars Galaxies).

La situazione è particolarmente grave in Sud Corea, dove i videogame costituiscono una sorta di sport nazionale e su 40mila cyber-crimini denunciati nel primo semestre 2003 ben 22mila hanno a che fare con il gioco on-line. Per questo motivo la polizia locale ha dichiarato guerra agli hacker annunciando il via di un’indagine volta a stanarli.