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E’ DIMOSTRATO: IL FUMO PASSIVO FA MALE AL CUORE

di Danila Elisa Morelli©

Il 50% di attacchi cardiaci in meno: è questo il risultato di un esperimento condotto a Helena, una cittadina del Montana dove per sei mesi non è stato possibile fumare in qualsiasi luogo, anche all’aperto.

Con i fumatori costretti a concedersi il letale piacere di una sigaretta solo all’interno delle mura domestiche, è stato ridotto al minimo quello che in USA definiscono “fumo di seconda mano”, ovverosia il fumo passivo. Ebbene, l’effetto immediato principale di questi sei mesi di astinenza forzata è consistito nel minor numero di attacchi cardiaci. Almeno questa è la tesi degli studiosi che, confrontando l’incidenza di disfunzioni cardiache ad Helena con quella presente in altre cittadine della zona in cui il bando non era in vigore, hanno riscontrato per la prima volta in quattro anni una differenza percentuale pari quasi al 50%: in media il numero di persone ricoverate ogni mese in seguito ad attacco cardiaco era sceso da sette a quattro.

Certo a beneficiare dell’ordinanza non sono stati solo i non fumatori ma anche quei pochi “viziosi” che hanno deciso di approfittare dei divieti imposti per smettere una buona volta di aspirare la quotidiana dose di veleno.

Secondo lo statista Stanton Glantz dell’Università della California l’esperimento avrebbe dimostrato che l’eliminazione del fumo passivo “non solo rende la vita più piacevole per i non fumatori ma addirittura in molti casi la può salvare”.

Rincara la dose Amanda Sandford del britannico Action on Smoking and Health: “Il fumo passivo è un assassino e la gente sottostima i suoi effetti sulla salute del cuore”.

Lo studio è stato presentato ufficialmente martedì a Chicago in occasione dell’annuale convegno dell’American College of Cardiology. Purtroppo c’è da dire che, mentre molti Paesi prevedono di limitare sempre di più le aree in cui il fumo sia permesso, ad Helena il bando, introdotto nel giugno dello scorso anno, è stato sospeso dopo appena sei mesi grazie ad un cavillo legale. Con buona pace dei salutisti.