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TORINO CELEBRA IL CIOCCOLATO: QUELLO VERO

           di Danila Elisa Morelli©

Mentre l’Italia conduce un’aspra battaglia perché il suo nome spetti solo a quello doc e non ai vari surrogati, Torino decide di dedicare al cioccolato quasi un mese di celebrazioni: quest’anno infatti la rassegna CioccolaTò, che si inaugura oggi nella patria del “bicerin”, durerà sino al 23 marzo. Degustazioni, dibattiti, retrospettive serviranno a capire l’importanza del “cibo degli dei” per la storia, la cultura, la gastronomia.

Ormai pare essere opinione comune, anche e soprattutto in ambito scientifico, che il cioccolato abbia solo pregi: possiede risapute proprietà energetiche e ansiolitiche dovute alla presenza di sostanze psicoattive come teobromina, caffeina, serotonina, fenilalanina e tiroxina (Cortez scriveva che “una tazza di questa preziosa bevanda consente ad un uomo dì sopportare un'intera giornata dì marcia”), a dispetto delle sue 500kcal per 100 grammi può vantare un basso livello di colesterolo e di lipidi di origine vegetale (acido stearico, palmitico ed oleico), statisticamente il suo consumo non è correlato ad obesità ed aumento di rischi cardiocircolatori, secondo alcuni aiuta addirittura a prevenire la carie grazie ai tannini.

Tutto positivo? Non proprio: le ultime ricerche hanno dimostrato che può determinare dipendenza e in USA si parla già dei “chocoholic”, disposti a tutto pur di ottenerne una tavoletta.

Bisognerà vedere se, quando entrerà in vigore in Italia la norma europea che consente di denominare cioccolato anche i surrogati, i ciocco-dipendenti nostrani accetteranno il nuovo “stupefacente”. Ne dubitiamo.