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BERE PER DIMENTICARE

                            di Danila Elisa Morelli©

Chi non conosce l’espressione “bevo per dimenticare”? Ebbene, secondo uno studio condotto presso l’Università di Austin (Texas), in alcuni casi sarebbe più corretto dire “bevo per ricordare”. Ricordare cose piacevoli e, spesso, non vere.

I ricercatori americani avrebbero infatti dimostrato che a subire il fascino della bottiglia sono soprattutto coloro ai quali il bere provoca buchi di memoria. Questi soggetti infatti tendono, una volta sobri, a riempire i vuoti con ricordi tanto fittizi quanto piacevoli: la loro fervida immaginazione li spinge a provare l’impressione di essersi divertiti e di avere vissuto esperienze che lo psicologo William Corby, intervistato dalla rivista New Scientist, non esita a definire “irrealisticamente positive”.

Secondo Corby, membro del team di ricerca, tra i bevitori saltuari proprio chi tende ad attivare questa sorta di meccanismo compensatorio della parziale perdita di memoria ha maggiori probabilità di sviluppare una futura dipendenza da alcol perché è portato ad associare la sbornia a sensazioni di euforia e ad esperienze gratificanti.

Questo risultato è stato ottenuto sottoponendo ad un questionario 108 studenti di un college che potevano rientrare nella categoria bevitori saltuari. Il campione era costituito da giovani abituati a concedersi ogni settimana una “bella” bevuta con gli amici, metà di loro era soggetto all’esperienza dei cosiddetti “blackout frammentari”, l’altra metà no. Ebbene, ad ognuno di loro sono stati offerti degli alcolici: al terzo drink, gli appartenenti al primo gruppo dimostravano già i primi sintomi di memoria ingannevole e la compilazione del suddetto questionario ne ha risentito visibilmente.

Secondo gli studiosi è probabile che gran parte di costoro sviluppino una vera e propria dipendenza da alcol. Esisterebbe quindi la concreta possibilità di prevenire l’alcolismo identificando i soggetti più a rischio con chi tende a vedere la sbronza come qualcosa da ricordare.