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BASTA LAVARSI LE MANI

                     di Danila Elisa Morelli©

Accade in E.R, in Chicago Hope, in ogni telefilm “medico” che si rispetti. Non c’è puntata nella quale non si debba assistere alla seguente scena: due dottori parlano dei loro problemi familiari o dell’imminente intervento mentre sono intenti a lavarsi le mani davanti ad un enorme lavandino. Anche se condita dagli opportuni elementi di fiction, la rappresentazione è fortemente realistica: medici ed infermieri passano molto tempo a lavarsi le mani. Forse troppo. E’ questa almeno la tesi del governo statunitense che presto pubblicherà una nuova linea guida secondo cui il tradizionale metodo “acqua e sapone” dovrà cedere il posto all’uso di gel alcolici.

I motivi di questa decisione sono molti. Innanzitutto, come dicevamo, il tempo impiegato: ci vuole almeno un intero minuto di meticoloso strofinio per sperare di debellare i moltissimi batteri (fino a 10milioni su ogni mano) presenti sull’epidermide. Spesso l’urgenza di un intervento induce il personale a velocizzare questa operazione. Ed è da questo fatto che nasce un dato preoccupante: ogni anno, negli Stati Uniti, 2milioni di persone vengono infettate in ospedale. Di queste 90mila muoiono.

A differenza del metodo tradizionale, i gel sono più letali per microbi e germi, più facili da usare (non è necessario trovare un lavandino, basta portarsi dietro una boccetta) e si asciugano in pochi secondi senza bisogno di risciacquo. In questo modo, dichiarano alcune stime, si arriva a risparmiare addirittura un’ora delle otto che compongono il turno del personale medico. Per queste ragioni, anticipando la messa in opera delle nuove disposizioni, alcuni ospedali si sono già attrezzati applicando gel-dispenser ai lati dei letti, nei corridoi e in prossimità delle sale operatorie.

Questi gel si trovano facilmente in commercio: nonostante varino nell’aspetto e nell’odore, presentano tutti una percentuale alcolica (etanolo o isopropanolo) compresa tra il 60 ed il 90% dell’intera soluzione.

L’introduzione di questo nuovo sistema “è la più grande rivoluzione igienica dai tempi del Dottor Semmelweis – ha dichiarato alla CNN Elaine Larson della Columbia School of Nursing, riferendosi al medico che nel 1846 introdusse l’obbligo di lavarsi le mani tra un intervento e l’altro.

C’è però un particolare da considerare: le soluzioni alcoliche uccidono sì i germi ma non rimuovono i segni dello sporco. In pratica il gel non è in grado di cancellare macchie o quant’altro e le mani, per quanto perfettamente disinfettate, appariranno non pulite. Per questo si stanno studiando nuove formule di gel. Nel frattempo in alcuni casi medici ed infermieri dovranno ricorrere comunque al caro, vecchio sapone…