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ARTE SIMBOLICA PRIMITIVA

di Danila Elisa Morelli©

Sebbene la scoperta risalga al 1998, l’annuncio è stato dato solo ora. Perché tanto riserbo? I ricercatori speravano di trovare ulteriori reperti in grado di avvalorare la loro tesi. Purtroppo però l’oggetto rinvenuto cinque anni fa sembra, almeno per il momento, unico nel suo genere e così gli studiosi hanno preferito comunicare ufficialmente il rinvenimento di quello che ritengono essere il più antico manufatto rituale della storia umana.

Questi i fatti: nel ‘98 ad Atapuerca, località sita nel nord della Spagna, alcuni archeologi trovano a quattordici metri di profondità una sorta di fossa comune contenente i resti di ventisette Homo Heidelbergensis, progenitori delle specie umane Sapiens e Neanderthal.

Tra le ossa viene rinvenuta una piccola ascia. Il reperto, vecchio di 350mila anni, è l’unico manufatto presente all’interno della tomba e appare subito particolarmente interessante.

A scatenare l’entusiasmo dell’equipe spagnola non è tanto l’ascia in quanto tale ma la sua fattura. Essa infatti è costituita da un blocco di quarzite abilmente lavorato e dipinto di un rosa vivace. Quest’ultimo aspetto fa supporre che l’oggetto costituisca nel contesto funerario un vero e proprio simbolo: “E’ un colore particolare, sicuramente ricercato – ha dichiarato alla BBC il professor Eudald Carbonell dell’Università di Tarragona – Penso che esso dovesse avere qualche significato presso quella comunità. Io ed il mio team riteniamo che quest’ascia possa costituire la prima prova di un comportamento rituale e simbolico nella storia della specie umana”.

Più cauto appare il professor Chris Stringer: dal Natural History Museum di Londra dichiara che il significato dell’ascia potrebbe essere totalmente diverso da quello ipotizzato dal collega spagnolo. Secondo Stringer infatti non si può escludere l’eventualità che l’oggetto sia stato aggiunto all’interno della tomba in un secondo tempo e che per questo motivo la sua fattura non sia correlabile ad un preciso rituale funebre. Se così fosse allora il primato della creatività spetterebbe ancora all’uomo di Neanderthal e risalirebbe a “soli” 100mila anni fa.