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WEEK-END CON IL MORTO

                         di Danila Elisa Morelli©

Premessa: in casi come questi c’è da augurarsi che il detto “tutto il Mondo è paese” preveda delle eccezioni. Uno studio condotto in Canada ha infatti dimostrato che i pazienti ricoverati d’urgenza nei week-end rischiano di morire più facilmente di quelli che passano l’accettazione durante i normali giorni feriali. Non tutti beninteso: la ricerca, firmata dai dottori Chaim M. Bell e Donald A. Redelmeier e pubblicata sul prestigioso New England Journal of Medicine, ha dimostrato quanto sopra “solo” per le persone affette da una ventina di patologie.

I due medici hanno analizzato il fenomeno partendo da una considerazione ben più generale: di sabato e di domenica si registrava un preoccupante aumento di mortalità fra i neonati ed i pazienti ricoverati in seguito ad infarto, overdose o ictus. Bell e Redelmeier hanno così intrapreso uno studio retrospettivo visionando oltre quattro milioni di cartelle cliniche redatte negli ospedali attrezzati per le emergenze presenti sul territorio canadese dell’Ontario.

Il materiale messo a loro disposizione dal Canadian Istitute for Health Information copre un decennio, dall’1 aprile 1988 al 31 marzo 1997. I due ricercatori hanno confrontato i dati di mortalità relativi a due gruppi di pazienti, quelli ricoverati durante la settimana lavorativa e quelli presentatisi in ospedale durante il week-end ovvero tra la mezzanotte del venerdì e quella della domenica.

L’ipotesi avanzata era che la causa dell’aumento di mortalità fosse determinata dalla riduzione di personale impiegato nei week-end e dal fatto che spesso chi ha i turni festivi è più giovane e meno esperto di chi gode di turni normali. Per accreditare questa ipotesi, Bell e Redelmeier hanno quindi considerato patologie che soddisfacessero sette criteri distintivi in grado di accentuare le conseguenze di un servizio medico ed infermieristico meno efficiente rispetto al solito: l’urgenza, il rischio, la criticità dei primi giorni di cura, … Le patologie in grado di soddisfare queste condizioni erano essenzialmente tre: rottura di aneurisma addominale, epiglottite acuta, embolia polmonare. Ora, pur ammettendo la possibilità di errore dovuta al fatto che lo studio si basa su dati amministrativi raccolti a posteriori, Bell e Redelmeier hanno dimostrato che il rischio di mortalità per le persone affette dalle suddette patologie aumentava se ricoverate nei week-end. Per altre patologie il tasso di decessi rimaneva invece costante.

 “Si tratta di un interessante studio unico al mondo – ha dichiarato il dottor Enrico Ferreri, medico d’urgenza – Non esistendo ricerche simili sulla situazione nel nostro Paese, un confronto è impossibile. C’è da dire però che per salvaguardare i pazienti e garantire la qualità delle prestazioni ogni ospedale e pronto soccorso italiano ovvia alla carenza di personale impiegato di notte e nei festivi disponendo la reperibilità per tutti i servizi più importanti: se si determina una necessità, il medico è chiamato a intervenire”.